Carissimo/a,
non ti conosco di persona, ma vorrei tanto esprimerti quello che penso di te. Questa mattina, sulla tua bella macchina (ignoro marca/modello/colore) stavi viaggiando su una strada pubblica, magari un po’ assonnato e forse con un po’ di alcool nel sangue, dopotutto è sabato notte (domenica mattina, per la precisione, ma “sabato notte” fa molto più effetto) e sono cose che capitano, vero?
Non so se guardi regolarmente la TV, se ti informi su Internet o semplicemente se ricordi il corso che hai fatto quando ti hanno dato la patente, ma la strada è di tutti, si deve fare attenzione e non si deve guidare se non si è al meglio della forma. Di notte, poi, con la visibilità ridotta dal buio, l’attenzione deve essere doppia. Ad essere sincero queste cose non te le dovrebbe dire nessuno, dovrebbero essere “istintive” in un uomo al volante di una vettura.
Il rettilineo forse poteva annoiarti un po’ e ti sei distratto, però credo che tu abbia fatto caso quando la tua tonnellata (o più) di lamiera è finita contro due ragazzi, che magari un po’ avventatamente (in bici, al buio), percorrevano quella strada. Può essere che tu non li abbia visti (di notte una bicicletta si vede davvero poco), ma aver lanciato una persona a 40m dall’altro, permettimi, non può averti lasciato indifferente, non puoi non aver visto/sentito.
Hai sentito, hai visto cosa hai combinato, ne sono sicuro. E’ arrivato il panico (forse no, ma alle persone normali capita). E tu cosa hai fatto? Non ti sei fermato, non hai contollato cosa hai combinato, non ti sei sentito un po’ colpevole. Sei scappato. Sei scappato! E, ne sono sicuro (ero lì), per l’ora successiva non sei tornato o almeno non ti sei presentato. Non hai neanche alzato il telefono per dire al 118 “ci sono due ciclisti investiti”.
E adesso? Stai raccontando agli amici di quanto è figo guidare di notte, facendo finta di essere una palla da bowling abbattendo i ciclisti? Oppure sei lì che pensi e rimugini su quello che hai combinato? Come stanno? Si sono fatti male? Sei una prrsona, non un mostro, e hai un cuore ed un cervello. Forse.
Anche se magari oggi, sorridente, vai a farti la grigliata con gli amici facendo finta che nulla sia successo, dentro qualcosa ti divora lentamente ed inesorabilmente. Puoi anche ignorare questa sensazione, cercare di dimenticare quei 10 minuti di follia, ma dentro di te, in posti del tuo cervello che non conosci, il ricordo rimarrà e tornerà, eccome se tornerà. Magari domani, magari tra un mese, magari tra molto di più, ma resterà sempre e come un buon amico ogni tanto si farà vivo.
Adesso fermati, pensaci e fatti accompagnare dalle Forze dell’Ordine, costituisciti e di’ loro “Sono stato un folle ed un vigliacco, li ho investiti io”. Fallo per te e per loro, paga le conseguenze dell’atto che hai compiuto. Abbi il coraggio di guardare in faccia le persone a cui hai forse rovinato la vita, per sempre. Non solo a loro, anche a consorti e figli. Poi fai un favore alla società, con un barlume di intelligenza: prendi la patente, restituiscila (o bruciala) e non metterti mai più al volante di una macchina, ma viaggia solo in bicicletta, magari di notte senza luci.
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