Sfatiamo un mito. Non è la strada ad uccidere, neanche la nebbia e neanche l’alcool o che altra diavoleria si voglia. Il dramma che circola sulle strade ed autostrade italiane è il cervello di alcuni automobilisti, che, per colpa della scuola guida che non lo insegna e per il poco utilizzo (sia del cervello che delle autostrade), non sa e non vuole imparare come si viaggia. Soprattutto in autostrada.
Iniziamo dall’ingresso/uscita. Se ci sono tanti caselli e tra questi alcuni hanno una enorme segnaletica gialla (orizzontale e verticale) con su scritto “riservato clienti Telepass”, non ti viene un minimo dubbio prima di infilarti in quelle corsie? Se non sai cosa voglia dire “Telepass” significa che non hai stipulato un contratto. La tua corsia è quella all’antica con il casellante, quella con la coda tipicamente più lunga. No, invece tu ti infili nella bella corsia gialla e quando si accendono le impietose luci rosse ti fermi spaventato e… innesti la retromarcia. Perché tanto non sai che in quella corsia, chi ha il Telepass non si ferma ma passa e la sbarra si alza, quindi quando ci sei tu bestemmia in più lingue e gli viene voglia di uscire dall’auto con la mazza ferrata. Questo dovrebbe iniziare a darti il segnale che l’autostrada non è cosa per te. Non ce ne sono pochi che fanno così, perché capita che più corsie Telepass contemporaneamente siano occupate da gente del genere.
Hai superato il casello e adesso ti immetti in autostrada. Se si chiama “corsia di accelerazione” un motivo c’è: devi cercare di accelerare dopo aver fatto la rampa di accesso per poterti immettere in autostrada con la velocità adeguata e non a 40 all’ora generando il panico di chi arriva a 120 dalla prima corsia. Altro piccolo dettaglio, se tu ti butti in prima corsia, indipendentemente da chi stia arrivando, non è dovuto che chi sta arrivando nella stessa corsia si sposti di colpo a sinistra per farti passare, soprattutto se sulla seconda c’è già qualche altra auto che sopraggiunge. Poi, per quale motivo devi buttarti subito sulla seconda corsia? La prima è appestata? Hai paura che ti attacchi la malattia del veicolo lento? (ma ne parleremo più avanti). Ricorda, devi dare la precedenza. In uscita è la stessa cosa, ci sono i cartelli un Km prima dell’uscita, hai tutto il tempo di leggerli e spostarti in prima corsia. Tagliare 3 corsie perché ti accorgi all’ultimo che ti stai fumando l’uscita è il miglior modo per fumarti la vita o almeno per farti venire un corposo mal di pancia per tutte le maledizioni che ti stanno lanciando gli altri automobilisti.
Le corsie. Queste benedette corsie. La regola è una ed una soltanto: “stai nella corsia libera più a destra”. No, la prima corsia non è per i veicoli lenti, quindi assolutamente da evitare. Il fatto che se io sono in prima corsia a 110 e riesca agevolmente a superarti (si può fare) significa che potevi stare a destra. La cosa peggiora se ci sono 4 corsie. Tutti in terza corsia. Ma le prime due che cosa vi hanno fatto? Sono antipatiche? Forse sono i cartelli con le velocità minime di ogni corsia che ti destabilizzano. Adesso ti spiego. Se c’è il tondo blu con scritto 60 significa che se sei in quella corsia non puoi andare a meno di 60Km/h, non che una volta raggiunta quella velocità ti puoi spostare.
La cosa divertente però è quando c’è coda. Tre corsie piene, tutti a 20 all’ora, poi fermi, poi di nuovo un po’ avanti, poi fermi. Frizione freno acceleratore cambio. Mentre sogni un cambio automatico ecco che succede: uno si sposta dalla 3a alla seconda che in quel momento viaggia un po’. Poi dopo 10 metri rientra in 3a, perché adesso la 2a è ferma. Avanti così per un bel po’ di strada. Il risultato? Io che sono rimasto nella mia corsia sono ancora a fianco a te che ti sei spostato otto milioni di volte creando solo ulteriore rallentamento.
Le frecce. Strano, sono di serie su tutte le auto dalle piccole economiche ai grandi SUV, e quando si cambia di corsia non si usano, le usano solo gli Indiani d’America. Ma se non mi dici che ti vuoi spostare, che cosa ne so io?
Parliamo adesso della marcia, che per quanto possibile dovrebbe essere lineare e quasi costante (traffico permettendo, ovviamente). In autostrada si viaggia abbastanza veloci, se io vedo l’auto davanti che frena per istinto freno, non vorrei mai venire a salutarti dall’interno della tua vettura. Se io freno fa la stessa cosa quello dietro di me e così via, innescando un rallentamento. Fin qui tutto chiaro. Quindi la mia domanda è: “ma che ca**o ti freni a 130km/h se davanti a te hai 200 metri di corsia libera?” Il neurone ti va in corto ogni tanto? Si frena solo se c’è bisogno di frenare! Il massimo sei tu che in 3a corsia viaggi a 110 e due volte ogni km fai una piccola frenata insulsa per poi accelerare a 130, poi rallenti e freni di nuovo, senza nessuno davanti. Ecco, tu devi stare a casa.
Sempre sulla marcia, è adesso il turno della distanza di sicurezza, che se ha questo nome un motivo ci sarà, no? A 130Km/h ogni auto percorre 36 metri al secondo. Il tempo di reazione media (tempo di reazione: tempo che intercorre da che vedo lo stop accendersi al momento in cui inizio a pigiare il pedale del freno) di un guidatore riposato, attento, senza alcool in corpo è circa un secondo. Ora cerca di fare due conti con me. Ammettiamo che io e te abbiamo le auto in perfette condizioni e freniamo nello stesso spazio. Io che ti sono davanti freno di colpo per evitare un ostacolo, tu vedi gli stop e un secondo dopo pigi il pedale del freno, sicuramente ti fermi 36 metri DOPO di me. Se mi stai attaccato al paraurti posteriore lasciando solo 36cm di distanza che fine pensi di poter fare? I fari abbaglianti accesi ad intermittenza non ti servono per rallentare più in fretta, mi dispiace.
E infine non si può non concludere con le “code per curiosi”. La gente rallenta in autostrada per vedere cosa è successo dall’altra parte o perché c’è un mezzo che lampeggia gallo o blu in corsia di emergenza (non venitemi a dire che è per rallentare per sicurezza…) Ecco, questa è la stessa morbosa curiosità che spinge la gente a guardare il Grande Fratello o altre scemenze simili… Fatto sta che si fanno Km e Km di coda perché nell’altra carreggiata c’è stato un incidente.
Continuo a pensare che la colpa degli incidenti sia dovuta per la maggior parte delle volte al cervello di chi guida. Non riuscirete a farmi cambiare idea.
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