Una semplice passeggiata tra i monti sopra il comune di Giaveno (TO) e l’incontro con un torrente ha prodotto alcuni scatti carini
Venerdì prima di Pasqua. Ferie, e pensavamo di essere in pochi ad aver fatto questa scelta. E invece no. Dopo un viaggio un po’ complesso (il post sul cervellod egli automobilisti è nato da questo viaggio) siamo arrivati a Sirmione, abbiamo parcheggiato a 2,20€/ora (esclamazione a piacere) e ci simao fatti un bel giretto sfruttando la splendida giornata.
Sei un grosso fornitore di servizi web e decanti da anni la tecnologia della tua server farm dove molta gente ha riposto fiducia e server. I server contengono di solito dati ai quali si deve sempre avere accesso e vengono riposti da un fornitore con la sicurezza che lì sia tutto controllato.
E’ controllato e monitorato, ma una notte scoppia un incendio (non un principio di incendio, visto che Ansa dice che i VVF ci hanno messo 3 ore) e tutto si spegne. Si è spenta una server farm intera. Nessun sito, nè server sono raggiungibili, neanche il sito istituzionale.
La notizia trapela da Internet, suppongo per un passaparola tra social network. Alle 7 circa tu fornitore apri un account su Twitter dicendo che tutta la server farm si è spenta.
I server si riaccendono a singhiozzo venerdì, sono raggiungibili a tratti tutto il fine settimana e il servizio riprende dopo il fine settimana. Con 14 tweet per l’aggiornamento e niente altro.
Nessun cliente è stato avvisato direttamente (ho svariati siti e svariati tipi di servizi presso di loro: hosting, mail, server virtuali). La home page del sito non è cambiata con la comunicazione del problema e per trovare le informazioni si deve accedere all’area di Assistenza tecnica. Al momento nessuna mail è stata mandata ai clienti, né con le spiegazioni, né con le scuse.
Caro fornitore, così non si fa. Tutti possono avere dei problemi, ma con un evento di questa gravità, la comunicazione non può mancare, soprattutto se fai della connettività il punto forte. Durante il ripristino credo poco che l’ufficio Marketing/PR/Ewbmaster del sito ufficiale fossero lì a ripristinare gli UPS, si sarebbe potuto fare qualcosa in più…
Informaticamente parlando “the cloud” è tutto ciò che è in rete, “ma non si sa bene dove”. Io pago un servizio che mi viene fornito via Internet, ma non so dove risiede il fornitore del servizio, nè i miei dati. Ad esempio Gmail, io ho le mie mail ma non so di preciso in quale/i datacenter sono memorizzate.
Il cloud è la panacea per tutti i mali. Non hai spazio in sala server? Metti tutto nella nuvola! Non vuoi raffreddare la sala server? La nuvola è fresca, sempre! Non vuoi fare gli aggiornamenti dell’hardware? Con i servizi della nuvola all’hardware non ci pensi più!
Questa è tutta una gran comodità, tutto sicuro e tutto sempre disponibile.
Però…
- Il famoso servizio di storage in rete Dropbox risente di un problema di sicurezza grave. E i dati che ho messo su?
- Il servizio EC2 di Amazon è crollato qualche giorno fa, portandosi dietro servizi quali 4square e altri
- Il PlayStation Network è stato violato, tutti i dati degli utenti registrati (milioni e milioni di persone), potrebbero essere stati rubati ed il servizio è giù da quasi una settimana.
- La server farm di Aruba è rimasta spenta dalle 4:00 alle 12:00 di oggi, causa incendio
Quanto possiamo fidarci?