lug 272011
 

Il sistema SISTRI è un nuovo metodo per tracciare tutti i rifiuti speciali, dal produttore alla discarica, sapendo sempre dove sono e chi li sta trasportando.

L’operatività è molto semplice. Tutti i soggetti coinvolti nel trasporto dei rifiuti (produttore, trasportatore, discarica) hanno in dotazione una chiavetta USB su cui è presente una versione portabile (si avvia direttamente da chiavetta, senza necessità di installarlo sul PC) di Firefox ed è legata ad un PIN. Il trasportatore arriva e mette la sua chiavetta nel PC, si inserisce anche quella del produttore, si inseriscono le password e si registra l’assegnazione del rifiuto al trasportatore. Il rifiuto sarà in carico a quest’ultimo fino a quando lui non lo avrà scaricato da qualche altra parte nello stesso modo.

La cosa è interessante e tecnologicamente avanzata. Però. Sì, c’è un però. Chi ha progettato il sistema ha fatto le cose un po’ superficiali o è stato finanziato da aziende che sviluppano virus informatici.

La chiavetta USB è diventata ormai il primo veicolo di trasmissione di virus. Cosa potrebbe succedere alla chiavetta del trasportatore, che viene utilizzata su decine di PC diversi al giorno? Ecco, si infetta, portando in giro, assieme ai rifiuti, virus di vario genere da distribuire qua e là.

Questa era la mia paura. Oggi sì è trasformata in realtà: la prima chiavetta del primo trasportatore usato per testare il sistema era infetta.

Benvenute le tecnologie, però, per la miseria, un pensiero sugli eventuali rischi?

Sì, sto facendo un PC dedicato con Linux, in modo che almeno sia immune dai virus

lug 242011
 

Dopo “qualche” Km di curve, di cui gli ultimi 6 in una strada strettissima, si arriva al lago di Malciaussia a 1805 m s.l.m. 18°C e vento teso, insomma freddo. Decisamente freddo.

Però l’obiettivo nuovo (100mm F2) andava provato, per forza. Ecco i risultati.

 

lug 102011
 

Questo è quello che di solito succede in una dittatura. Il re o l’imperatore fa le leggi, le fa rispettare, controlla e giudica chi non le rispetta. In Democrazia questi poteri sono assegnati a tre entità ben diverse per eviate di tornare in dittatura.

In Italia pare proprio di no, almeno per quello che riguarda Internet e i contenuti in rete. Il potere dei discografici e dei soldi che girano in torno è talmente forte che l’AGCOM diventerà il nuovo dittatore dei contenuti, con facoltà di rimuoverli, senza avvisare neanche chi li ha messi in rete per permettergli la difesa.

Non sto raccontando una favola o l’inizio di un romanzo di fantascienza, davvero.

lug 072011
 

Da sempre l’uomo sviluppa rapporti con altre persone, prima era solo con i vicini di casa, non c’erano mezzi di comunicazione a distanza, poi si è passati alla corrispondenza epistolare e poi al telefono. Ma fin qui la cosa più importante era vedersi, incontrarsi e fare qualcosa insieme, anche solo una passeggiata sotto casa. Ci si doveva preparare per uscire (anche con un amico mica si esce in ciabatte e mutande) e dedicare del tempo per mantenere e migliorare i rapporti interpersonali.

Il tempo. Non si possono avere centinaia di amici se non si ha del tempo da passare con loro per coltivare l’amicizia.

Poi è arrivata Internet, che da strumento accademico, militare e per il business è passata alla grande massa diventando soprattuto un mezzo di comunicazione. Hanno iniziato le chat tipo IRC (mai usate, purtroppo), per poi passare agli instant messenger (il mio battesimo della comunicazione su Internet) come ICQ. Uno dopo l’altro molti altri IM gli si sono affiancati e alcuni si sono affermati, altri no.

E’ poi arrivata l’epoca dei Social Network e la gara ad avere più amici possibili, perché più amici si hanno, più si è fighi. Soprattutto se gli amici sono famosi o sono “Social Snob”.

La definizione di “amico” qui è cambiata, soprattutto con l’avvento di Facebook. Un “contatto” è diventato un “amico”. E l’amico vero di prima? E’ rimasto “amico”, ma allo stesso livello del contatto. E’ un amico l’ex compagno delle superioro che non vedi nè senti da 10 anni e che ti ha beccato su Facebook? E’ un amico il capo dei tecnici che ti riparano i PC e che vedi una volta all’anno per il rinnovo del contratto? E’ un amico il collega che non aspetta altro che lamentarsi con te quando il PC non funziona? No. Non lo sono. Ma tutti ti hanno aggiunto su Facebook.

Su FB hai 250 “amici”. Bene, quanto tempo puoi dedicare loro? Se hai 8 ore al giorno libere, 2 delle quali le passi a sistemare le cose della tua vita, ne restano 6, per un totale di meno di un minuto e mezzo a testa al giorno (in media ovviamente). E’ amicizia questa? Io ricordo 3h passate al telefono o serate a giocare a bilirado o a Bowling, o più semplicemente a chiacchierare davanti ad una birra.

Poi FB si è evoluto, da posto di contatti (una rubrica con indicazione in tempo reale di cosa fanno gli altri) a luogo di link e condivisione. “Questo video mi è piaciuto, guardatelo anche voi”. “Questo è un gran sito, guardatelo”. “Sto giocando a pincopallino e ho fatto 100 punti, batti il mio record”. Questo è davero il concetto di amicizia, sì. Ma anche no.

La cosa più strana è che FB è entrato talmente tanto nella vita delle persone che quando chiedi loro “cos’è Internet” ti rispondono “è Facebook”. Forse però questa è solo tanta ignoranza.

Non c’è solo FB, ce ne sono altri, con caratteristiche e peculirità differenti. Twitter è un ottimo esempio. Segui gente che non conosci ma che dice cose interessanti, con il dono della sintesi (140 caratteri sono pochini). Ti metti un po’ in gioco e dici la tua. Poi ad un certo punto fai un viaggio e di questi contatti di cui conosci solo i pensieri e l’avatar, arrivi a conoscerne 12 di persona. Persone molto più interessanti dei compagni di scuola che non vedi da 10 anni e che non hai assolutamente intenzione di rivedere.

E dopo FB e Twitter? Ci sono i social per fotografie, per fotografie fatte solo dal telefono, per la musica, per i libri, per gli spostamenti. Alla fine hai un profilo su ognuno di essi e per un po’ ci stai dietro. Poi ti domandi “Ma perché devo dire a tutto il mondo cosa leggo o dove vado?” Hai finito di porti la domanda ed ecco che compare Google con il suo nuovo Social che prende un po’ di spunti da quelli già presenti e ti ritrovi ad avere tra gli amici (o le cerchie, come si chiamano lì) tutte le persone che hai su Twitter e su FB. Decisamente utile. Ma anche no. Però è Google e genera Hype. Strano che Apple non abbia lanciato il suo social facendo trapelare indiscrezioni per mesi, per aumentare in tutti il senso dell’attesa…

Perché tutto questo sproloquio? Io che uso moltissimo Twitter, a cui devo la conoscenza di persone davvero di livello e una in modo speciale.

Perché credo che ad un certo punto sarebbe interessante riuscire a spegnere il PC e il telefono e trovarsi per una pizza o una birra con la gente che davvero conta nella vita e non quella che conta nell’elenco degli amici o dei followers. Non riesco ad organizzare una pizza con gli Amici, quelli veri con la “A” maiuscola e ormai sentirli ogni tanto su MSN o via mail non mi basta più.

Ah, ecco, scusate se vi ho annoiato o rubato del tempo…

lug 062011
 
Il sud è uno splendido angolo di Italia, se parliamo di natura e panorami
Il sud è un posto da visitare, assolutamente
Il sud è la vera e buonissima mozzarella di bufala, nel suo latte o nella panna
Il sud è ingrassare, ma poco poco
Il sud è prendere il loro accento, che ti entra nel cervello
Il sud ha lo stesso Codice della Strada del nord, ma qui è più una traccia che una vera legge
Il sud è il cretino che passa a 50 all’ora, suonando il clackson per farti spostare, in un’isola pedonale
Il sud è costellato di sorpassi al limite delle tendenze suicide
Il sud è dei furbi, se non sei tu il più furbo, ti scavalcano
Il sud è quello che per saltare la fila di auto che va verso il mare fa tutto in contromano suonando ogni 10 metri
Il sud sono le auto blu che ti sorpassano in linea continua in curva, con il solo lampeggiante acceso (o forse lo fanno anche al centro e al nord)
Il sud è la zebratura sulle strade, che è sinonimo di corsia di sorpasso
Il sud è “io mi butto, gli altri si fermeranno”
Il sud è il barista che ti dice “tutti i clienti sono importanti”
Il sud è dove ti rispondono “grazie a Voi”, anche se sei da solo alla cassa del supermercato
Il sud è il granitaro (con il carretto motorizzato sui cingoli) che gratta la lastra di ghiaccio e te la mette nel bicchiere con lo sciroppo del gusto preferito
Il sud è la cortesia e il sorriso. Sempre
Il sud è distante dal nord, nel mio caso 1100Km (in tutta la vacanza ho fatto 2700Km, più del giro del 2000 fino a Stoccolma)
Il sud è la frutta 2.0. È di una bontà assoluta.
Il sud è fatto di prezzi onesti, persino al bar della spiaggia
Il sud è la bambina vicina di casa, Agata, che ha come giocattolo un pulcino, vero. È anche la stessa bambina che azzoppa il povero pulcino. È ancora la mamma che la chiama a voce alta dalle 8 del mattino a mezzanotte, almeno 85639464 volte. “Agata!!”
Il sud è il pesce, fresco e buono, anzi, spettacolare
Il sud è dolce, anzi dolci, ma di quelli che al nord non trovi
Il sud è “non ho adesso i soldi per l’ombrellone, mi spiace”; “nun te preoccupa’, va bene anche domani o dopodomani, adesso vai a metterti lì in prima fila perchè quello che lo ha prenotato arriva la settimana prossima, ti faccio pagare comunque la terza fila.”
Il sud è un angolo di Italia che non visitavo da almeno 10 anni
Il sud è il posto in cui ho trascoso le vacanze
Il sud è quel posto che per arrivarci ti fermi a Roma a conoscere due amici di Twitter, poi vai a Salerno e ne conosci altri due e mentre torni a casa ti fermi ad Assisi e ne conosci altri 8. (Twitter è il vero social network)