ago 282011
 

sciopero
[sciò-pe-ro]
ant. sciopro
s.m.
1 Astensione collettiva dal lavoro, da parte dei lavoratori dipendenti, come mezzo per tutelare i propri interessi di natura economica, politica o sindacale: proclamare, dichiarare lo s., uno s.; diritto di s.; mettersi in s.

E’ successo. Io non ci volevo credere, ma è successo. La categoria di “lavoratori” assunti per fare una cosa che con il lavoro vero non è lontamente paragonabile ha fatto sciopero. Loro prendono milioni di Euro all’anno, più sponsor e altre amenità per tirare qualche calcio al pallone (molto bene, non discuto) e si possono permettere di fare sciopero.

Di solito chi sciopera non percepisce lo stipendio delle giornate non lavorate, ci si lamenta, ma questo ha un costo, considerevole, se si pensa che una giornata in meno sullo stipendio è 1/20 dello stesso. Un giocatore che prende 1 milione di €, visto che deve giocare al massimo un’ottantina di partite all’anno, per ogni partita “scioperata” dovrebbe prendere 12.500€ in meno. Sarà così davvero? riuscirà a rinunciare ad uno stipendio annuo netto medio di uno Statale?

Oltre questo, si sono anche permessi di lamentarsi per il Contributo di Solidarietà, che, a detta loro, dovrebbero pagare i Club. Facile vero? Siete lavoratori normali per una cosa e non lo siete per l’altra. Anche io vorrei che tutto quello che ho dovuto versare di tasse quest’anno lo pagasse la mia azienda. Sicuro che lo faranno.

Bene, cari signori, a mio parare tutti i tifosi che hanno comprato l’abbonamento dovrebbero tornare alle biglietterie e chiedere il rimborso totale, per lasciare completamente deserti gli stadi per tutto l’anno, partite di Coppa comprese. Questo sì che sarebbe un bello scipero, vero?

Andate a fare un lavoro vero e poi inizierete a pensare che il vosto è solo un gioco ben pagato.

Per me potreste anche andare da un’altra parte…

ago 282011
 

I due posti tra di loro non hanno nulla in compune tranne il fatto che uno lo abbiamo visto venerdì e l’altro stamattina, quindi le gallerie fotografiche sono nello stesso post

Crissolo

La Mandria

Tra le altre cose, adesso a La Mandria hanno riaperto quasi tutti i sentieri, quindi vale davvero la pena farci un giro. E ricordate che il parcheggio è tutto a pahamento, ma non lo spiazzo sterrato subito prima dell’ingresso Tre Cancelli

ago 182011
 

Passeggiare per Torino e dintorni mi dà spesso buoni spunti per scattare qualche foto. Questa volta, in compagnia di Mauro, venuto a trovarci da Brescia abbiamo fatto un giro serale in centro, la visita alla Reggia di Venaria con i suoi giardini e poi un giro al rinnovato museo dell’automobile di Torino.

ago 082011
 

Ritengo sia assolutamente necessario dare risalto alle novità, sopratutto quelle interessanti e con ottime qualità. Oggi parliamo di fast-food. Ha aperto a Torino questa nuova attività, Wok’n Roll che vende noodles e altre cose tipiche orientali nella forma take away (ma consegnano o si può mangiare lì). La scelta del cibo è modulare, si sceglie il tipo di noodle (comprende anche pasta italiana), la salsa e gli ingredienti aggiuntivi. La cucina è sul momento e poi la servono in scodelle da cui si può mangiare con bacchette o forchetta.

La qualità del cibo è ottima, non è roba unta, la digerisco facilmente ed è buona. Una porzione di noodle con 2-3 ingredienti aggiuntivi, a dispetto della dimensione della confezione in cui è servita, che potrebbe sembrare piccola, ma riempie abbastanza, come un piatto di pasta abbondante.

Parliamo dei roll, che tipicamente sono con il pasce crudo. Ecco, in questo fantastico posto sono anche con la salsiccia di bra o con la carne di fassone marinata nel limone. I sushi piemontese. Ed è buono!

E per finire l’eco compatibilità: come al MacBun tutto ciò che è usa  e getta è un “usa e compost” Bacchette, posate, ciotole, cannucce. Tutto materiale biodegradabile che si getta nell’umido.

Nei posti che utilizzano questo tipo di “stoviglie” io ci vado più volentieri. E dovremmo farlo tutti!

Sito web: http://www.woknroll.it/

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ago 042011
 

l’acquisto su Internet sta diventando sempre più popolare. Mi informo, decido cosa comprare, carta di credito ed il pacchetto arriva a casa. Se va tutto come deve. Con Amazon va tutto come deve, anche se l’acquisto ha qualche problema.

Ho ordinato un controller USB3 (di quanto vada forte e del casino che ho fatto per poterlo installare magari ve ne parlo un’altra volta) per il mio nuovo disco esterno da 1TB. Il controller arriva e non funziona. Disperazione.

Mi collego al sito di Amazon e vado nella sezione dei resi. Apro la pratica di reso in pochi minuti (in macchina usando l’iPad, tra l’altro) sperando in una soluzione non troppo lunga. Accedo istantaneamente alla pagina con il modulo da stampare ed incollare sulla confezione per spedire indietro il pacco. spese a carico di Amazon. Dopo poche ore mi arriva una mail con le scuse per il problema e il giorno dopo il nuovo controller è stato spedito.

Nel frattempo vado alle poste a spedire il pacco e lì trovo l’unico vero problema: l’impiegato che non capisce che è un pacco prepagato e vuole farmi pagare la spedizione. Qualche minuto di spiegazioni e tutto si risolve.

4 giorni dopo l’apertura della richiesta di reso mi arriva il pezzo nuovo. Dopo una settimana Amazon mi manda una mail per confermarmi che il reso è arrivato e che non verrà addebitato null’altro sulla Carta di Credito (se mi fossi tenuto la scheda me l’avrebbero riaddebitata un mese dopo l’apertura del reso)

Ecco, questo è un sistema che funziona e che mette fiducia nei consumatori.