ott 292011
 

Che Steve Jobs fosse una specie di santone era chiaro a tutti. E’ riuscito a creare una azienda enorme, è riuscito a fare del marketing il suo stile di vita ed è riuscito a vendere dispositivi, belli, non c’è dubbio, in tutto il mondo, a milioni, con prezzi nettamente sopra il loro valore effettivo o comunque più cari di qualunque altro pezzo hardware di pari prestazioni in commercio. Il tutto accompagnato dall’assoluta devozione dei suoi clienti. Funzionano bene, ma sono decisamente cari.

Chi compra un dispositivo Apple, oltre che essere legato a filo doppio con la casa produttrice (ho anche io degli aggeggi Apple e ho capito sulla mia pelle come funziona) ha mediamente una devozione verso la Apple stessa. Mediamente, non sempre, io faccio parte di quelle persone che li hanno comprati come si comprano altri dispositivi elettronici e non solo perché sono Apple. Se così non fosse non mi spiegherei la motivazione di discorsi infuocati tra chi usa Apple e chi usa altri sistemi (PC, telefoni, tablet, lettori multimediali).

Jobs è morto. Ma lui non è il papa, che se muore, se ne fa un altro. Lui è Jobs e non è sostiuibile. E ha persino fatto lo smacco più grande, diversamente da altri lui non è risorto, anche qui ha fatto la sua mossa vincente. E dopo poco è uscita la sua biografia che è andata a ruba in tutto il mondo, come se fosse il suo vangelo.

Abbiamo tutte le caratteristiche necessarie:

  • Miracoli fatti in vita (tecnologici e finanziari, ma sono miracoli)
  • Proselitismo ed adepti
  • Morte prematura (manca il martirio in effetti…)
  • Libro della sua vita venduto in milioni e milioni di copie

Ed ecco che compare l’Applelicesimo, la religione del mondo moderno le cui icone saranno le foto di Jobs mentre presenta i nuovi prodotti, le parabole saranno l’apertura del garage, i suoi commenti contro Android, il momentoin cui, nella sua stanzetta, ha avuto la folgorante idea dell’iPhone, … le chiese saranno edifici spartani, con tavolini di legno chiaro, chierichetti con una maglietta azzurra e un iMac 27” come altare.

Qui si sta esagerando.

La Apple è una azienda che vende prodotti e fa business su questo. Non è una religione né una setta. Secondo me qui la sta prendendo troppo sul serio. Jobs, pace alla sua anima (come come lo volete dire) verrà sostituito da altre persone che manderanno avanti la baracca in modo diverso, meglio o peggio che sia. La guerra della tecnologia continuerà e l’evoluzione certamente non verrà arrestata ed Apple è e rimarrà solo uno dei giocatori di questa eterna disputa. Se ce la farà ben per loro, in caso contrario qualcun altro occuperà il loro posto nel mercato. E di possibili sostituti all’altezza ce ne sono…

ott 122011
 

Lunedì GTT (servizio trasporto pubblico di Torino) ha iniziato una sperimentazione: un controllore fisso su ogni mezzo della linea 4, una delle più importanti della rete di Torino. Il risultato quale è stato?

Fermata Porta Palazzo Sud. Il 4 arriva con regolarità e riparte semivuoto. Come lunedì. Strano fenomeno, diretta conseguenza della novità introdotta da Gtt: il controllore a bordo. (La Stampa)

Ma non è finita qui, poco più avanti si legge

Molti preferiscono sobbarcarsi un’attesa un po’ più lunga alla fermata e, subito dopo aver dato una rapida occhiata all’interno della vettura alla ricerca del controllore, salire su un’altra linea senza spendere nulla.  (La Stampa)

E poi ancora

nelle edicole di piazza della Repubblica i biglietti sono finiti. «In due giorni c’è stato un vero e proprio boom di vendite – commenta ridacchiando l’edicolante Luciano -. Solo questa mattina ho venduto 300 biglietti, lunedì ne ho contati più di 450. Tanti non ne avevano mai comprato uno. Una signora mi ha chiesto se un tagliando poteva bastare per tutta la giornata». Anche nell’edicola di corso Giulio Cesare record di biglietti e abbonamenti: «Di solito vendiamo un’ottantina di settimanali. Ma nei primi due giorni di controlli sul 4 ne abbiamo venduti il doppio. Non era mai successo prima».

Alla fine quello che penso è che noi ci meritiamo chi ci governa. Loro lo fanno in grande, il resto della popolazione lo fa in piccolo. basta, tutto qui.

Che schifo.

Link dell’articolo de La Stampa

ott 112011
 

Mettiamola così: nel fantascientifico caso in cui io possa arrivare in una posizione che mi permetterebbe di promulgare leggi, conscio della mia ignoranza in materia, ecco quello che farei, per rendere questo paese un po’ meglio dello schifo che è adesso.

  • Fatto il parlamentare una volta, poi basta. hai avuto la tua possibilità, largo agli altri.
  • Mentre sei parlamentare sei automaticamente e sistematicamente intercettato, la tua vita privata termina per riprendere alla fine del mandato.
  • I rimborsi spese del parlamentare: un viaggio a settimana per rientrare a casa, affitto di un bilocale con la metro comoda per la sede del lavoro, possibilità di comprare una FIAT Punto bianca a metano con lo sconto pari a quello dei dipendenti FIAT (è piccola, l’autista non serve), rimborso benzina dei soli viaggi casa-ufficio, Ticket Restaurant da 7€ per ogni giorno di effettiva presenza sul posto di lavoro.
  • Gli anni (o mesi) da parlamentare valgono sulla pensione come gli anni di un qualunque dipendente
  • Mentre fai il parlamentare è vietato ogni altrio tipo di lavoro (il posto ti viene mantenuto, come era per il servizio di leva), esattamente come tutti i dipendenti della Pubblica Amministrazione
  • Lo stipendio è pagato a presenza, salti tre giorni a settimana: tre giorni in meno di stipendio
  • I giornali non hanno più il becco di un quattrino di finanziamenti di Stato, se riescono a campare sulle vendite bene, se no andate a fare altro. E’ dimostrato che un giornale può campare anche solo con le vendite.
  • I partiti come i giornali: basta rimborsi, anche un solo Euro.
  • Il parlamentare non deve essere ricco, se no si dimentica del popolo vero che sta governando. Stipendio adeguato alla mansione, nulla di più (al giorno d’oggi credo che 2500€ netti al mese possano permettere una vita dignitosa)
  • Il parlamentare deve essere “pulito”, dimissioni dall’incarico automatiche in caso di processi in corso e impossibilità di essere eletto con processi in corso o condanne confermate, per qualunque tipo di reato.
  • Il parlamentare deve essere colto, test di ammissione come alle università, vediamo quanti ne restano (potrebbe essere un buon modo per la riduzione tanto discussa)
  • I ricchi devono pagare di più, perché se lo possono permettere.
  • Multe e sanzoni commisurate al reddito (se hai reddito basso e auto enorme, controllo immediato della Finanza)
  • Macchina grossa = benzina più cara
  • Poche storie, le aliquote delle tasse devono essere equilibrate per i redditi molto alti
  • Scudo fiscale sui denti. Tutti quelli che hanno riportato i capitali devono versare il 60% del capitale stesso, se vengono beccati alti capitali l’aliquota passa al 70%
  • Tutti devono fare lo scontrino e rilasciare la fattura. Nel 730 deve essere possibile scaricare parte (anche solo 1%) di ogni scontrino, vediamo se gli Italiani non iniziano a chiederlo?
  • La cultura deve pesare sulla conoscenza degli studenti e non sulle spalle. e-book reader per tutti i e libri digitali. Si spende meno, si abbattono meno alberi e si abbatte la lobby degli editori
  • Anche nella cultura e istruzione, i ricchi devono pagare di più. Lo studentello nullatenente con una sua casa, la porsche in box e la tariffa universitaria del vero nulla tenente deve sparire, andiamo a vedere il reddito dei genitori?
  • Le scuole private sono per chi ha i soldi. Chi ha i soldi non merita di avere finanziamenti dallo Stato, basta sovvenzioni alle scuole private, destiniamo tutti i soldi alla scuola pubblica.
  • La Chiesa fa tante belle attività per la popolazione e aiuta un sacco di gente, ma ha anche un sacco di attività e immobili commerciali, ecco, la smettiamo di fare lo sconto sull’ICI di tutte le sue proprietà? Se sono attività commerciali che lo paghino, senza sconto alcuno.
  • Dopo aver parlato con un po’ di gente che lavora nella Pubblica Amministrazione, mi sono reso conto della quantità di sprechi, ecco dove si deve agire. Come? con gente incorruttibile che possa controllare e agire.
  • Basta con il digital divide! E’ inconcepibile che ci sia gente in Italia che non possa avere almeno 1Mbps di connettività Internet
  • Riformerei completamente la TV, ma questo mi portrebbe a far cadere subito il Governo :)

Potrebbero essere dei buoni spunti per tirarci su da questo mare di letame dove siamo finiti?

Le cose da mettere a posto sono tantissime, troppe. Non so se 5 anni di legislatura di un Governo corretto (con la “e” non con la “o”), coerente, leale con tutto il Popolo potrebbero sistemare tutte le schifezze fatte negli ultimi anni.

 

ott 072011
 

Iniziamo dal nome: questo è il wasabi (il gussto a me piace poco, in verità).

Proseguiamo con i ringraziamenti per chi ce lo ha consigliato, più e più volte: Alessandro, Giulia e Giancarlo

Il ristorante fa cucina giapponese ed è molto ben ambientato. Una volta dentro si può scegliere se sedersi ai tavoli normali, oppure de andare nel settore al quale si accede senza scarpe e ci si siede quasi come se fosse per terra, ma con una posizione più comoda per le gambe (sotto il tavolo c’è lo spazio per tenerle come se si fosse seduti su una normale sedia). Si occupano loro di mettere via le scarpe e riconsegnarle quando si va via.

Il personale indossa il kimono tipico e mi pare essere veramente giapponese (se ci capisco qualcosa tra le differenze dei tratti somatici asiatici), la cortesia è garantita, come i sorrisi.

Il locale è arredato veramente bene, è tranquillo, non troppo grande. Si può tranquillamente definire un gran bel posto.

Al tavolo ci sono le bacchette e non c’è ombra delle posate, noi ci siamo avventurati e abbiamo mangiato tutto con le bacchette (sì, anche la minestra), ma in altri tavoli le hanno chieste e gliele hanno portate.

Abbiamo preso il menu degustazione  con qualche “optional” in più. Tutte le portate ci sono state accuratamente spiegate e ci hanno anche dato i consigli per non diventare matti mangiando con le bacchette (senza questi consigli la frase appena più sopra non sarebbe esistita).

Il ristorante giapponese, per chi è poco avvezzo, non è solo pesce crudo, si può quindi mangiare tranquillamente anche se si preferisce il cibo cotto. Se proprio il pesce non piace allora inizia a diventare un po’ problematico perché è presente in quasi tutti i piatti del menu degustazione, ma carne e verdura non mancano. Tutti i piatti sono delicati e dal sapore eccellente (considerazione personale, non sono un “assaggiatore” di professione). Inizierei ad elencarvi tutte le cose che mi sono piaciute, ma direi tutte, a parte la zucchina in tenpura, solo perché non mi piace la zucchina.

Non è un posto per le cene di grandi gruppi e soprattutto è un posto dove è tassativo prenotare, se no, non si mangia. Armatevi di buona pazienza per cercare il parcheggio, la zona è pessima.

Ed eccoci ai conti: due menu degustazione, antipasto con vino di prugna, acqua, birra, dolce e liquore: 89€. Non proprio economico, ma una volta ogni tanto ne vale davvero al pena, garantito!

Ristorante Wasabi
Corso Ferrucci 72 Torino
011 44 73 812

ott 032011
 

No, non servono (per il momento) azioni eclatanti. L’Italia è nostra e noi la dobbiamo rendere e mantenere un bel posto, come quando teniamo pulita la casa perché ci dobbiamo vivere.

E tutto parte da una cosa soltanto: il rispetto. Per noi stessi, per gli altri e per il mondo che ci circonda. Perché il rispetto? Perché permette di vivere più sereni, più tranquilli ed evita di generare stress e nervosismo.

  • Rispettare la persona amata e chi ci ama, sono persone importanti e non devono essere trattate male, messe da parte o dimenticate
  • Rispettare i colleghi al lavoro, perché si tira avanti la carretta tutti insieme; rispettare i sottoposti, perché sono anche loro persone che fanno il loro lavoro dignitoso e, se voi siete i capi, vi stanno dando una mano a fare soldi, non siete voi a fare un favore a loro (questa però non è mia…); rispettare i capi, hanno più responsabilità, sono sottoposti a maggiore stress e, per fortuna, anche loro sbagliano
  • Rispettare i vicini di casa che magari non vogliono ascoltare il contenuto, anche il più intimo, delle vostre discussioni; oppure non son interessanti alla musica che piace a voi o al programma che state guardando in tv
  • Rispettare l’ambiente dove viviamo, gettando la spazzatura nei bidoni, magari rispettando la raccolta differenziata, raccogliendo la cacca del cane da terra, non gettando il mozzicone di sigaretta dall’auto in corsa
  • In auto rispettare i pedoni, senza passare loro sopra quando per loro è verde; rispettare chi è in fila, evitando di fare centinaia di metri in contromano perché si è più furbi.
  • Rispettare la propria vita, senza uccidersi di alcool o di altre sostanze, rispettare anche la vita di chi sta vicino, che deve patire le pene dell’inferno ogni volta che si va troppo in là
  • Pensare che se una cosa non ci piace quando è fatta da un altro, magari non è piacevole per qualcuno se la facciamo noi
  • Potrei continuare, ma credo di aver fatto esempi a sufficienza

Forse questo è un post un po’ troppo sempliciotto o stereotipato, ma guardandomi intorno noto una certa deriva nei comportamenti, ci stiamo inselvatichedo e questa è proprio la direzione che non si deve prendere, per continuare a tenerci la nostra amata Nazione e non lasciare che vada a pallino. Perché qualunque cosa crolli, non lo fa sicuramente perché si è staccato un pezzo del tetto…

Ovviamente mi ci metto in mezzo, non sto pensando di essere perfetto contro un mondo di imperfetti, queste piccole attenzioni che fanno grande un Paese sto cercando di applicarle anche io, nel mio piccolo

ott 012011
 

Sono un avido lettore dei “buongiorno” su La Stampa e devo dire che quotidianamente mi trovo a leggere articoli sempre interessanti e pungenti il giusto. Più volte mi è venuta la voglia di fare un giro in redazione e, magari con un po’ di fortuna, trovarla lì e stringerle la mano facendole i complimenti.
Oggi però ha raggiunto il massimo, davvero un bell’articolo che coglie nel segno e che secondo me dovrebbe essere stampato a migliaia di copie per essere appeso per le strade (magari al posto ti orribili pubblicità). Dovrebbe essere distribuito nei mercati e per la strada, fatto leggere a tutti gli studenti di ogni ordine e grado (magari evitando un certo ministro, perchè non capirebbe e scriverebbe un altro comunicato stampa con qualche grossolano errore) con relativa interrogazione perchè si sa che se non sono interrogati, gli studenti non studiano. Si dovrebbe darne diffusione leggendolo in tv (perchè il Popolo Italiano guarda la tv, ma non legge) e magari anche per radio.
Bhe, insomma, mi è piaciuto particolarmente e nel mio piccolo voglio darne diffusione, sperando di non infrangere leggi sul copyright.
Grazie
Saluti

“È sconsolante che, con tutti i guai che abbiamo, si debba ancora star qui a spiegare perché il 25 aprile è festa nazionale, oppure che la Padania non esiste, come ha dovuto ricordare anche ieri Napolitano. C’è uno Stato che cade a pezzi, decisioni urgenti e impopolari da prendere, il bisogno disperato di qualcuno che unisca l’Italia indicandole una direzione comune. Invece siamo sempre fermi sulla stessa mattonella, a dividerci sulla cacciata dei nazisti e su chi ha più ladri e mangioni nelle proprie file, ma soprattutto a discettare su un popolo immaginario, il padano, non riconosciuto come tale neppure dalla maggioranza di coloro che dovrebbero farne parte.

Quanta gente dovrà ancora perdere il lavoro, la speranza e la pazienza prima che la politica smetta di occuparsi di ministeri a Monza, giri della Padania e altre pagliacciate persino divertenti in epoca di benessere, ma che in questo clima di povertà incombente scaturiscono lo stesso effetto di una barzelletta sporca raccontata in un ospedale? Se una minoranza di cittadini del Nord è convinta di poter imporre la secessione con un colpo di mano rivoluzionario, smetta di berciare slogan e dia l’assalto ai nostri palazzi d’inverno. Ci troverà lì dentro a difenderli. Se invece il piano del geniale stratega del dito medio è di scommettere sull’apocalisse economica affinché dalle macerie dell’Europa nasca una supernazione tedesca che trasformi l’Italia settentrionale nel suo Mezzogiorno, temo abbia fatto male i suoi calcoli. I tedeschi sono gente seria. Di persone come lui non sanno proprio che farsene.”
Massimo Gramellini.
La Stampa del 01/10/11