Questo articolo è stato pubblicato 6 mesi 25 giorni giorni fa quindi alcuni contenuti o informazioni presenti in esso potrebbero non essere più validi.Andare alle poste, si sa, è sempre fastidioso per tutta una lunga serie di motivi (lunga più o meno quanto le code che si fanno per una qualunqe operazione), ma da qualche tempo a questa parte, con la “tennologia” che ha raggiunto persino le poste (creando qualche piccolo disagio come uno o due mesi fa) l’attesa è più gradevole. Si entra in un ufficio che sembra molto meno una cassetta di sicurezza, c’è il distributore dei bigliettini numerati e sai quante persone hai davanti e soprattutto, se devi spedire una lettera non fai cosa dietro a chi paga i bollettini e l’assegnazione dinamica dello sportello fa sì che le leggi di Murphy sulla coda più lenta non possano più essere applicate.
Questo nel mondo reale.
Ma a volte ti capita di essere catapultato in un mondo ancora più reale: le poste dei paesini di provincia. Sempre che Collegno (TO) possa essere definito “paesino di provincia”.
Ti avvicini con la raccomendata in mano e vedi la gente fuori, non ci fai caso. Poi entri e con faccia stranita ti guardi intorno per cercare il distributore dei numeri. Non lo vedi. Magari è più piccolo e non lo vedi. Niente. Allora chiedi e ti viene risposto “devi fare la coda”.
Nell’attesa, ovviamente perdendo il posto in coda, chiedi all’impegata in modulo per la raccomandata. Lei ti chiede, prima ancora di prenderlo “di che tipo?” e rispondi, gentilmente “con la ricevuta di ritorno”. “Poteva diremlo subito, no?!”. Gentilezza sprecata. Ma ottieni il modulo che ti appresti a compilare.
Quando finisci ci sono altre 3 persone in più che ti guardano talmente male che non provi neanche a dire “io sono arrivato prima e ho dovuto solo compilare il modulo per la raccomandata”, ti metti al fondo, ovviamente fuori, al fresco.
Alzi gli occhi e noti una cosa che prima non avevi notato: in cima agli sportelli ci sono le destinazioni di utilizzo. Uno è per i prodotti BancoPosta e l’altro per i Servizi Postali. Un po’ di gioia ti pervade ed accenni un “…ma ci sono due code separate?”. La risposta, con la faccia di chi sta pensando “questo vuole fare il furbo a tutti i costi”, è “no.”
Ti metti l’anima in pace ed aspetti
Aspetti il tizio trentenne che con la mamma è andato ad aprire il conto BancoPosta
Aspetti la signora che per pagare 6 bollettini (chee teneva accuratamente nascorsi nella borsa) deve fare un prelievo dal libretto postale, operazione conosciuta come la più lenta in tutto il mondo ad uno spertello.
Aspetti anche l’altra signora che arriva allo sportello e chiede un’operazione per la quale serve compilare un lungo modulo. Peccato che il modulo sia in bianco (non ha fatto i compiti, si vede) e l’impiegata le fa il cazziatone perché deve smetterla di farsi compilare da loro i moduli.
Arriva in il tuo turno. Lo spertello libero è quello del BancoPosta, l’impiegata vede che hai una raccomandata e ti dice “di là” indicando l’altro sportello.
Aspetti ancora una persona mentre allo sportello che ti ha rifiutato ne passano due.
Spedisci la raccomandata ed esci, felice di essere tornato nel vero mondo reale.