dic 302011
 

C’era una volta… Posso iniziare un post come se fosse una favola? anche se poi non ci sarà nessun “e vissero tutti felici e contenti”? Io lo faccio lo stesso.

Dicevo

C’era una volta la necessità di comunicare. A voce o tramite la carta scritta a mano, ci voleva tempo per intavolare una conversazione, ma ancor prima serviva tempo per raggiungere la persona con cui si voleva parlare perché l’unico mezzo di comunicazione era la voce delle persone. Prima di fare un viaggio si valutava bene se era davvero necessario parlare con quella persona e soprattutto si doveva sapere tutto quello che gli si voleva dire. Tornare indietro per dire “mi sono dimenticato di…” non era assolutamente realizzabile.

Per non fare troppi viaggi si demandava a qualcuno che di mestiere portava i messaggi da una parte all’altra, prima a voce (sperando che si ricordasse tutto), poi su carta. Scritta a mano, con delle penne alquanto scomode e con un sistema di utilizzo dell’inchiostro sporco e complesso (intingi, finisce, intingi di nuovo, …)

Poi arrivò qualcuno che inventò il telegrafo e l’alfabeto Morse per poter comunicare a grandi distanze non in linea ottica tra di loro (in mezzo c’erano le comunicazioni luminose o con il fumo o con dei tamburi). La comunicazione diventava più facile, nessuno si doveva spostare e i messaggi arrivavano quasi in tempo reale. Servivano però comunque gli intermediari  per codificare e decodificare il codice Morse.

Inventarono il telefono. Alzo la cornetta, chiedo della persona con cui voglio parlare, mi mettono in comunicazione e ci possiamo dire tutto quello che vogliamo in tempo reale. Comodissimo, semplice, con audio di ottima qualità. Ma si deve stare a casa, non si può parlare con nessuno.

Per questo sono state inventate le cabine telefoniche. Se hai il gettone, la moneta o, qualche tempo dopo, la tessera alla prima cabina entri componi il numero e parli con l’interlocutore che hai scelto.

Qualcuno ci ha pensato ed è nata la rete di telefonia cellulare, puoi chiamare ed essere chiamato da chiunque in (quasi) ogni posto. La libertà massima. Qualcuno inizia a pensare alla schiavitù della comunicazione. Il problema è che per poter parlare il telefono ha bisogno di energia, i telefoni consumano parecchio e le batterie sono tecnologicamente molto indietro, si parla di poche ore di autonomia.

Poi le cose cambiano: le batterie a parità di prestazioni si riducono, diventano più leggere e i telefoni consumano di meno per fare le stesse cose di prima. L’autonomia cresce e il peso diminuisce, si può tenere un telefono in tasca per un giorno intero o anche molto di più invece che portarsi una valigetta per qualche ora di autonomia.

Questo è il culmine: un telefono cellulare che permette di parlare per parecchie ore o di rimanere acceso in stand-by per parecchi giorni, fino ad una settimana o più.

Però poi l’uomo non si accontenta e vuole avere di più: la posta elettronica sul telefono! pensa te che bella cosa! Anche Internet perché no? E se rendessimo il telefono un piccolo PC tascabile?

Questo è stato l’errore più grande che potessimo fare. E lo abbiamo fatto.

Il risultato è che la gente da quando esce la mattina di casa (ma forse anche da appena sveglia) “pispola” sul telefono, entra in simbiosi con il telefono e la seconda attività (oltre all’usare il telefono) è guardarsi intorno alla ricerca di una fonte di energia per ricaricare il telefono.

Perché?

Perché anche se abbiamo batterie super capienti e telefoni che consumano pochissimo non possiamo rinunciare alla fluidità delle animazioni o alla brillantezza dei colori dei display grandi più del palmo della mano, quindi le batterie sono sottoposte ad un assorbimento di energia elevato. Ovviamente non possimao permetterci di mettere una bella batteria grossa nel telefono se no chi se lo compra se non ha le linee filanti e se non è sottilissimo e leggerissimo?

Ormai l’attività che più ci occupa tempo nell’utilizzo del PC è guardare la percentuale della batteria che scende (come quando si vede la lancetta della benzina che cala in auto) e la ricerca di una fonte di energia.

Nessno al mondo avrà più le centrali nucleari così grandi, costose e pericolose, avremo ognuno una piccolissima centrale in tasca super sicura e super protetta, che un giorno mostrerà un baco nella sicurezza e arriveremo alla guerra termonucleare globale, ogni telefono una piccola testata.

Va bene, la smetto di fantasticare, tanto a Dicembre prossimo finirà il mondo e non avremo più problemi…

Intanto buona fine 2011 e buon inizio del 2012!

dic 242011
 

Oggi è facile: un click su FB, tutti gli amici sono i destinatari degli auguri di Natale, chi solo con un testo, chi con un’immagine e chi con un’animazione in Flash. Due minuti e tutto finisce.

Ieri era più difficile, si doveva telefonare o ci si doveva incontrare di persona.

Anche voi odiavate il giro del parentame imposto dai genitori dove zii e parenti mai sentiti vi sbaciucchiavano dicendovi “ma quanto sei cresciuto”? A me una volta una parente mi ha messo una mano sulla gamba (andavo in bicicletta in uel periodo) e mi ha detto “ma come sei ingrassato!”. Era la prima volta che mi vedeva…

Però gli auguri fatti di persona sono più sentiti, più intensi e sicuramente più appaganti. Basta impegnare un po’ di tempo dedicandolo a chi ci interessa davvero.

Per voi lettori, che non vi conosco di persona, tanti cari auguri (non ho altro modo), per le persone che conosco di persona andrò a farli stringendo loro la mano :)

dic 062011
 

…e siamo anche arbitri delle partite e da un po’ di tempo siamo Presidenti del Consiglio ed Economisti.

A me pare che si stia esagerando un po’. Siamo messi male. Molto male. E qualcuno ci ha detto che invece eravamo messi benissimo, che la crisi era passata (anzi, non era mai arrivata) e che l’Italia era un esempio  per tutta l’Europa. Sì, ci abbiamo creduto come fessi.

Poi abbiamo scoperto la verità. E, come si sa, la verità fa male, soprattutto se viene a prenderti i soldi dalle tasche.

Il Governo è cambiato e adesso scopriamo quello che in realtà avremmo dovuto sapere prima. Si deve pagare e tirare la cinghia. Ho letto su Twitter qualcuno che diceva una cosa del tipo “vi siete divertiti, avete ordinato ogni cosa sul menu e avete lasciato in disordine. Il conto lo paghiamo noi“. E’ proprio così e non possiamo farci nulla.

Credo sia inutile e controproducente continuare a criticare ogni mossa (persino prima che sia stata fatta) di questo nuovo Governo (che, a mio parere si merita assolutamente la “G” maiuscola, finalmente).

Rimbocchiamoci le maniche, tiriamo un po’ la cinghia, pretendiamo scontrini e fatture, paghiamo il biglietto del bus e del treno e pretendiamo tutto a norma di legge, anche se c’è da pagare l’IVA o se ci costa più caro. Sicuramente questi sono i piccoli passi che possiamo fare singolarmente, senza sprecare energie a criticare sempre e comunque il lavoro altrui. L’Italia è il nostro Paese e per lui dobbiamo lavorare, faticare, sudare, perché vogliamo che torni ad essere un Paese solido, sano e rispettabile nel resto del mondo

dic 012011
 

Avevo già scritto qualche tempo fa, dopo l’acquisto del Kindle di Amazon, di quanto fosse desolante il panorama dell’editoria digitale in Italia. Pochi players sul mercato, prezzi degli ebook uguali (o a volte maggiori) dei libri cartacei, prezzo altissimo degli e-book readers.

Da oggi le carte in tavola sono cambiate. E’ arrivato come un fulmine a ciel sereno. Senza annunci in pompa magna per aumentare l’attesa o generare false aspettative. Nella Home page di Amazon Italia è comparso il Kindle. Ebbene sì, da oggi è possibile acquistare Questo fantastico lettore di e-book a 99€.

Ok, adesso fermi un attimo e cerchiamo di capire prima di tutto perché il Kindle è una rivoluzione. Sicuramente siete tutti in grado di andare a cercare informazioni in giro per Internet (“Google è tuo amico”, mi dice sempre qualcuno). Io vi dico la mia, dopo averlo usato per poco meno di un anno.

Il lettore di libri elettronici è una grande invenzione, credo pari all’invenzione della stampa. No, non sto esagerando. In pochi grammi ci stanno migliaia di libri. Migliaia di libri che non inquinano e portano in giro cultura allo stesso modo (meno carta, nessun magazzino, nessun trasporto, nessun volume occupato). Il dispositivo ha la batteria che dura settimane, in quanto consuma corrente solo quando si cambia pagina. Si legge in qualunque condizione, anche al sole pieno, in spiaggia. Ovviamente la sera necessita di una fonte di luce, come un libro vero. C’è un dizionario gratuito (adesso in Italiano) sempre a portata di mano mentre si leggono i libri; non un dizionario dell’editore del sottoscala, ma lo Zanichelli. E i libri? Si va sul sito, si scelgono, e con un click vengono “recapitati” direttamente sul dispositivo (a patto che questo sia connesso ad Internet, ovviamente).

Adesso torniamo alla bomba. Amazon è arrivata con un dispositivo eccellente (chiunque ami leggere dovrebbe averlo) ad un prezzo basso e con sedicimila libri in Italiano, a partire da zero Euro (i classici sono tutti gratuiti) e finalmente con prezzi da vero ebook e non con lo stesso prezzo del libro di carta.

Editori italiani, è ora di tremare e poi cambiare, in alternativa vi converrà soccombere.

No, non sono stato pagato da Amazon per questo articolo, sia chiaro.

Bn venga la concorrenza, soprattutto se portata da un rivenditore come Amazon che fa della serietà e dell’efficienza i suoi punti di forza.