feb 122012
 

La tecnologia corre, si sa. E’ difficile starle dietro e non tutti hanno tempo/voglia/necessità/capacità di aggiornarsi. Ma alcuni dovrebbero, almeno per motivi professionali.

Prendi un aereo, al decollo ti intimano, quasi con le armi, di spegnere tutti i dispositivi elettronici, perché no, neanche la modalità aereo va bene. Qesti potranno essere poi accesi una volta raggiunta l’altezza di crociera. Per un volo nazionale significa poterli usare circa 20 minuti.

Ora definiamo “dispositivi elettronici”. Si dividono in due grandi categorie: quelli che emettono onde elettromagnetiche e queli che semplicemente funzionano.

Telefono cellulare, tablet tra i primi. Orologi, lettori MP3, calcolatrici tra i secondi.

Visto che mi fai spegnere tutto, perché non mi fai togliere la batteria dal mio orologio digitale che fa anche il caffè?

Poi vedi che ho in mano il Kindle e mi dici che lo devo spegnere. Amico del sole, il Kindle non si spegne, ma si manda in stand-by che equivale a sfogliare una pagina e poi non sfogliarne più. Perché ti devi accanire? Poi, dopo attenta riflessione sentenzi “questi li dobbiamo trattare come le calcolatrici”.

A parte che il mio Kindle si è profondamente offeso per essere stato paragonato ad una banale calcolatrice, ti rendi conto di quello che hai detto? No, e non lo capirai.

E io continuerò a non poter leggere in decollo e in atterraggio.

feb 122012
 

Quando usi lo stesso servizio di hosting da una decina di anni, fa un po’ male il pensiero di cambiarlo, spostare tutti i tuoi dati da un’altra parte, cambiare abitudini per l’utilizzo, …
Ma quando ci vuole, è una cosa che si deve fare. Non perché io mi sia trovato male o perché le prestazioni del servizio fossero scadenti, ma perché il vecchio provider non è stato in grado di gestire in modo almeno sufficiente (non dico professionale) il disastro del down di qualche mese fa.
Ve lo ricordate? Ve lo ricordo io, in poche parole: offline totale di tutti i servizi offerti da Aruba per quasi due giorni, senza un’informazione, una notizia, nulla. Tutto che si veniva a sapere per vie traverse, con notizie non confermate che contribuivano ad alimentare l’alone (o il fumo visto che erandato a fuoco qualcosa) di mistero.
Risolto il problema i servizi hanno ripreso la loro regolare funzionalità  e stabilità  dopo circa una settimana.
Non una lettera di scuse. Non un comunicato ufficiale che spiegasse bene l’accaduto. Qualche mail dove si regalavano delle stampe di foto a tutti quelli che avevano avuto dei disservizi.
Tu mi butti giù un servizio web e per scusarti mi regali delle foto. Io ti tampono la macchina e per scusarmi ti regalo un buono per 1Kg di paste fesche in pasticceria.

Ho rinunciato ad alcuni servizi, passando al nuovo provider (su cui risiede già  adesso il sito), ma spero di aver fatto capire ai cari signori di Aruba, che facendo le mosse sbagliate e non agendo in modo professionale i clienti si perdono. Spero abbiano fatto così anche molti altri loro clienti.

Da oggi vedremo se questo Netsons è in grado di fornire un buon servizio e una buona assistenza, sperando di non doverne mai usufruire.

Update: a causa di un ritardo con l’aggiornamento dei DNS ho scritto questo post pensando di essere già sul nuovo hosting, mentre ero ancora su Aruba. Il cambio di indirizzo ha fatto sì che io abbia perso il post. I signori di Netsons, hanno risposto al mio tiket aperto stamattina (domenica) nella stessa giornata (sempre domenica) forzando l’aggiornamento dei DNS. Mi piace il supporto.