ago 112012
 

Oggi parliamo di Apple e del suo sistema operativo. Ho aggiornato Mac OS all’ultima versione e poi ho scoperto, grazie ad alcuni amici su Twitter che c’è una roba incredibile e devastante nella funzionalità del “Salva con nome”.

La procedura standard è questa:

  • Apro il file “primo.txt” dentro il quale c’è scritto PIPPO
  • Modifico il contenuto del file in PAPERINO
  • Faccio Salva con nome e salvo il nuovo file “secondo.txt”

A questo punto ho il file “primo.txt” con all’interno PIPPO e il file “secondo.txt” con all’interno PAPERINO

Ma Apple non è “standard”, quindi il risultato di questa operazione è che nel file “primo.txt” il contenuto è PAPERINO e nel file “secondo.txt” il contenuto è PAPERINO.

Nessuno nota la differenza e il dramma?

Sarà per questo motivo che la funzione Salva con nome non è immediata da raggiungere?

ago 072012
 

Sento e leggo sempre più spesso di persone disperate perchè hanno perso i propri dati dai PC che normalmente utilizzano. Foto, documenti, musica, tesi di laurea… La perdita di dati è qualcosa che fa sempre male e alla quale normalmente nessuno è preparato, ci si prepara solo dopo averli persi.

Partiamo dal conetto basilare: il dato digitale non è un dato persistente, rispetto all’oggetto fisico (disco musicale, foto stampata, documento scritto su carta,…) ha moltissime possibilità in più che ne determinano la perdita. Un piccolo elenco (un po’ di sano terrorismo, sì):

  • Perdita del supporto (le chiavette usb sono facilissime da perdere, la mia è attaccata alle chiavi della macchina, se la perdo almeno ho altre preoccupazioni)
  • Furto del supporto (un portatile, un tablet o un cellulare sono molto ambiti)
  • Danneggiamento proprio del supporto (semplicemente si rompe)
  • Danneggiamento esterno del supporto (acqua sul portatile, cadute,…)
  • Perdita logica (cancellato per errore o sovrascritto con una versione sbagliata per errore)

Adesso che vi ho messo un po’ di paura vediamo dove si può memorizzare il dato e come se ne può fare copia in modo sicuro e strutturato. Strutturato. Perché avere 6 versioni diverse della propria tesi di laurea, senza sapere qual è l’ultima è peggio che non averne nessuna.

I vari sistemi operativi hanno già delle funzionalità che permettono il salvataggio dei dati, in questi casi non è necessario capire nel profondo come funzionano, ma solo decidere se fidarsi o no. Ebbene sì, il backup è un fatto di fiducia (e di test di ripristino ogni tanto).

Indipendentemente dal sistema utilizzato, queste sono le dritte che mi sento di consigliarvi e che nel mio caso funzionano molto bene da anni.

Materiale necessario:

  • Sapere di quanti dati si sta parlando e soprattuto dove sono
  • Due dischi USB di adeguata capacità (anche le chiavette USB vanno bene, a patto che ci stia tutta la vostra roba)
  • Un account di un servizio di cloud storage (dropbox, gDrive, Sky Drive, …)

Come fare i backup:

  • Tutti i giorni o almeno una volta a settimana: salvataggio di tutti i dati sul primo dei dischi USB, sovrascrivendo i vecchi backup
  • Tutti i giorni, per i dati più importanti: una copia sulla cartella del servizio di cloud storage (se non vi fidate della sicurezza, usate un sistema di crittografia dei dati che caricherete sul server)
  • Almeno una volta al mese: salvataggio di tutti i dati sul secondo disco USB, sovrascrivendo i vecchi backup. Questo disco USB va portato in un luogo fisicamente diverso da quello dove normalmente usate il PC. In ufficio, dalla zia omda qualunque altra parte, basta che nessuno ci possa accedere quando voi non ci siete.

Altro punto per aumentare al sicurezza: cambiate i dischi USB ogni 3 anni (comunque andrannomad essere sempre più pieni di cose)

Altra cosa, che NON è backup, sono le versioni dei singoli file, per poter tornare indietro nel caso in cui si salvi erroneamente un file. Per questa funzionalità le Windows Shadow Copies (Win 7 pro o ultimate) e Time Machine (Mac OS) sono eccezionali

Spero almeno di avervi messo la pulce nell’orecchio…