Il viaggio in Madagascar

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Ci siamo sposati e abbiamo deciso di fare il nostro viaggio di nozze in Madagascar, raccolgo qui un po’ di note e pensieri, che potrebbero tornare comodi a chi volesse intraprendere un viaggio simile.

Tour Operator

Abbiamo fatto un test: al posto di andare in agenzia abbiamo cercato qualcosa su Internet, abbiamo trovato Evaneos e, lette molte recensioni positive, ci siamo affidati a loro (anche fidandoci un po’ in effetti, visti gli importi in gioco). Il Tour Operator si è appoggiato ad un’agenzia del posto, il tour operator di Niry, che ci ha fornito il preventivo con il tour dettagliato e basato sulle nostre richieste specifiche, ci ha prenotato i voli e tramite il sito di Evaneos abbiamo pagato con circuito SEPA (l’importo era superiore al plafond della carta di credito). Abbiamo risparmiato il 40% secco rispetto allo stesso viaggio in agenzia.
Organizzazione sul posto quasi perfetta, autista dedicato a noi e guida parlante (quasi) italiano, solo noi sulla macchina e quindi tutta la disponibilità possibile per ogni nostra esigenza. Abbiamo avuto un piccolo problema con una escursione, segnalata la cosa la Madaway ha risolto in meno di 12h. La presenza di un supporto “amico” in un Paese così lontano da casa è un’ottimo modo per viaggiare tranquilli, anche quando ti recuperano i documenti dimenticati al lodge prima di partire. L’unico problema è stato il volo con Meridiana, lungo, su un aereo vecchio e piccolo, senza neanche il sistema di entertainment (mai mi era successo prima in un volo intercontinentale), pasti pessimi e equipaggio poco gentile. Il volo di rientro è stato straziante, l’aereo fa scalo a Mauricius, fa scendere tutti per fare un nuovo imbarco dopo circa 1h, con controllo passaporti e bagaglio.

Il popolo Malgascio

La popolazione rurale in Madagascar vive circa come si viveva in Europa nell’anno 1000. Case in legno, senza il bagno (si va in natura), la vita della famiglia è all’ombra del grosso albero al centro del villaggio o nel piccolo portico. Ogni villaggio produce un bene, c’è chi spacca le pietre, chi fa il fabbro, chi raccoglie gli anacardi e li tosta, chi fa il carbone (anche dall’ebano o dal palissandro, pazzi!)…
Si carica tutto sul carretto con le ruote fatte con una fetta di tronco di legno trainato dagli zebù e si va a vendere il proprio prodotto al mercato con lo scopo di arrivare a mangiare a cena. Insomma, un po’ come quando si gioca ad Age of Empires, tanto per semplificare.
Loro vivono un giorno alla volta, l’importante è arrivare a sera con la pancia piena. Questa mentalità è talmente radicata che quando abbiamo chiesto alla guida “per il viaggio di dopodomani a che ora dovremo partire?” ci ha risposto “voi pensate a cosa stiamo facendo oggi”.
A tutto questo è necessario aggiungere le automobili (vecchie, vecchissime), la plastica e l’immondizia sparsa a terra nei villaggi e i telefoni cellulari con piani da 30SMS, 240 secondi e 10MB al mese.
In città (Almeno a Diego Suarez) basta aggiungere più traffico, i tuktuk e qualche casa in muratura.
Un popolo semplice, che si accontenta del poco che ha e che sorride sempre. Fuori dalle grandi città, almeno così ci dicono, nessuno muore di fame, fanno tutti una vita modesta a base di riso, lunghe camminate ai lati della strada, vivendo dalle 5 alle 18, visto che non hanno la corrente e al tramonto rientrano in casa a dormire.
Un vero peccato per tutta l’immondizia che si vede a terra, tra una casa e l’altra.
I tratti somatici sono molto asiatici, più che africani, davvero belle le donne.
Abbiamo anche imparato qualche parola di malgascio:
Mulazara –> buongiorno
Missaucia –> grazie
Veloma –> arrivederci (un po’ come “as veduma” in piemontese)
Mora mora –> piano piano
Tandreem –> attenzione

La vita sotto al portico di casa
La vita sotto al portico di casa
Le famiglie intere a recuperare le sardine dalle reti
Le famiglie intere a recuperare le sardine dalle reti
Vendere i propri frutti al mercato
Vendere i propri frutti al mercato

La viabilità

Lasciate ogni speranza voi che vi avventurate per le strade malgasce. Da che mi ricordi le peggiori mai percorse, peggio sicuramente di Mongolia e Tanzania. Impossibili, o quasi, da affrontare senza un 4×4 e con tempi di percorrenza infiniti. Abbiamo percorso 250Km (e 6.593.639.473 buche) in circa 6h. Il traffico per le strade è notevole, ci sono 4×4 dei turisti, le Renault 4 dei residenti, i bus che fanno servizio taxi e che straripano di persone dentro e di bagagli sul porta pacchi, vecchissime Peugeot pick-up trasformate in autobus, polli che attraversano, carretti trainati da zebù e tanta tanta gente a piedi che si sposta tra un villaggio e l’altro. Il tutto tra buche, fossi, pezzi sterrati, ponti stretti e tutti gli ostacoli che vi possano venire in mente.
Le strade sono messe talmente male che spesso il “mantenere la destra” è fisicamente impossibile e ci si trova ad incrociare altri veicoli viaggiando a sinistra. Ci sono anche moto e scooter, con gente senza casco o con il caschetto dei cantieri, con i passeggeri che arrivano a quattro.
In città il tutto è peggiorato dalle decine e decine di Tuktuk Piaggio che affollano le strade (tutte rotte anche lì).
Un viaggio in taxi bus da Diego Suarez nella punta dell’estremo nord fino alla capitale dura 26h.
Al nord non esiste trasporto ferroviario.

La qualità del manto stradale lascia molto a desiderare
La qualità del manto stradale lascia molto a desiderare
Un pick-up pieno di gente e di bagagli
Un pick-up pieno di gente e di bagagli
Gli "autobus" sono strapieni di gente
Gli “autobus” sono strapieni di gente
Trasportare il carbone acquistato al mercato fino al proprio villaggio
Trasportare il carbone acquistato al mercato fino al proprio villaggio

La moneta e il costo della vita

La moneta ufficiale sono gli Ariary, non hanno monete, ma solo banconote, la banconota con valore più alto è quella da 10.000, con l’Euro che è cambiato a 3400 Ariary vuol dire che il taglio più grande vale 3€. Si gira, almeno noi turisti, con mazzette di denaro che occupano un volume considerevole.
Lo stipendio medio di un residente oscilla tra 50 e 100€ al mese, un litro di benzina costa poco più di 1€ e un buon pranzo per due persone a base di pesce, comprese le bevande è inferiore a 20€, un sacchetto di anacardi tostati costa 1,2€ e 10 bacche di vaniglia tra 9 e 15€.
Non ci si deve lasciar intimorire da chi chiede le mance, 50 cent o 1€ se non avete ancora cambiato (partite attrezzati) anche se vi chiedono la carta (mica scemi), e 1000-2000 Ariary in moneta locale. Il giro di richiesta di mance in dogana fa rabbrividire, viaggiate con i tagli piccoli.

Queste banconote equivalgono a 200€
Queste banconote equivalgono a 200€

La natura e il mare

Lei, Madre Natura, vince tutto! Abbiamo fatto mare, montagna, foresta, camminate tra altissimi alberi sui quali vivono i lemuri, ci siamo inerpicati sulle formazioni vulcaniche (Tsingy) scolpite dal vento per secoli, abbiamo visto un sacco di animali come i lemuri, i camaleonti, varietà di uccelli mai viste prima, enormi ragni e un sacco di pesci coloratissimi nel reef facendo snorkeling.
L’uomo ha “lavorato” per smontare tanta bellezza, ma ne è rimasta abbastanza, da guardare e rimanere incantati, senza fiato.
Alba alle 5:30, tramonto alle 18, qui i ritmi di veglia e sonno cambiano, vi troverete a voler andare a letto alle 21, o anche prima.
Il mare è cristallino, di tutte le tonalità di blu possibili, mai troppo freddo, con le maree molto pronunciate, soprattutto nei periodo di luna piena e nuova. Questa cosa potrebbe creare problemi se fate una vacanza di solo mare, con la bassa marea per raggiungere l’acqua da alcune spiagge c’è da fare 4-500m di passeggiata (sotto il sole cocente).
Al nord il pomeriggio si alza il vento da Ovest, il mare diventa mosso e molto sporco (in alcune zone sporco di bruttissima schiuma, in altre solo di foglie delle piante sottomarine), basta avere un po’ di coraggio per allontanarsi dalla battigia. Se ne avete la possibilità andate a fare snorkeling a Tanikely, ne vale davvero la pena!

Gli alberghi

Qui facciamo nomi e cognomi, che è giusto dare pane al pane e vino al vino.

Baobab Lodge ad Ankify: semplice, pulito, con alcuni capanni che danno direttamente sul mare, nel senso che fate 4 scalini e avete i piedi a bagno in alta marea. Cibo onesto, buon servizio. Non c’è il WiFi e la corrente è disponibile intorno a ora di pranzo e da ora di cena fino all’alba.

Baobab Lodge e la vista sul mare
Baobab Lodge e la vista sul mare

Iharana Bush Camp: si raggiunge dopo 15Km (e 40 minuti) di pista parecchio sconnessa, le “camere” sono particolari, costruite su palafitte con i muri di canna di bambù intrecciata e fango. Sono aperti sia sotto (20cm dal pavimento) che sopra (20cm dal tetto di palma), la porta è una “lama” di un tronco di un albero e non hanno serratura. La corrente c’è solo per la luce interna (poche lampade a LED), non ci sono le prese, ma sono disponibili nell’ufficio tutto il giorno per ricaricare telefoni e macchine fotografiche. Ci si deve fidare. Di non prendersi una polmonite mentre ci si lava con il vento sotto la doccia, che nessuno entri durante la notte (persone, insetti, animali). Abbiamo trovato una rana nella tazza del WC. Bello, bellissimo posto, ma due notti e poi basta.
Molto buono il cibo, fantastica la colazione.

Bella camera, ma in balia degli insetti
Bella camera, ma in balia degli insetti

Grand Hotel di Diego Suarez: è un 3 stelle di buon livello, pulito, con la piscina e il ristorante, in centro alla città. Hanno fatto un po’ di casini con la lavanderia, la colazione è di tipo continentale e il cibo al ristorante è internazionale. Il bar ha il bancone direttamente in piscina, si può bere il proprio drink immersi in acqua.
WiFi buono, corrente tutto il giorno con soventi, ma rapidi, blackout.

Antoremba: in breve il miglior lodge in cui io sia stato in tutta la mia vita. E’ in una spiaggia privata, raggiungibile solo via mare (o via sentiero a 2h dal primo villaggio), ha una capacità massima di 14 ospiti e tutte le stanze sono vista mare, direttamente sulla sabbia della spiaggia. Durante la permanenza non è necessario indossare scarpe né ciabatte.
Il direttore e sua moglie sono le due persone più affabili e carismatiche sulla terra, pronte alla battuta e sempre disponibili per ogni richiesta o necessità. Da qui si possono fare molte escursioni, consiglio assolutamente la gita a Nosy Tanikely per fare snorkeling, ci si immerge in un acquario naturale, compreso di tartarughe.
Cibo sempre eccellente da un menu fisso, ma che in una settimana non ha mai proposto due volte lo stesso piatto, specialità malgasce e fusion con Cina e Polinesia, bevande a prezzi contenuti e qualche sorpresa ogni tanto come aperitivo.
La spiaggia guarda a Nord-Ovest, splendidi tramonti garantiti tutte le sere.
Il mare soffre delle maree, ma non eccessivamente, calmo come una tavola al mattino, mosso con vento da Ovest tutti i pomeriggi. Barriera corallina a 100m dalla battigia (pinne e maschera offerte gratuitamente dallo staff)
WiFi solo nell’area comune, prestazioni sufficienti, corrente presente tutto il giorno, fornita da pannelli solari e generatori diesel.
Ripeto, il miglior lodge al mondo, per il momento.

Arc En Ciel: no, qui non ci siamo. Albergo gestito da Italiani, con i quali non siamo assolutamente entrati in sintonia, cibo pessimo, peggio della mensa dell’ufficio, a prezzi folli, spiaggia inesistente perché hanno fatto il battuto di cemento per la piscina (sporca), con la bassa marea il mare è quasi oltre l’orizzonte, gli ombrelloni con le sdraio non hanno neanche un tavolino, il WiFi è ballerino e va lento, corrente sempre presente (ma pare che Nosy Be, in quanto molto turistica, abbia servizi migliori della terraferma). Da evitare come la peste, davvero. Su TripAdvisor ha 5 stelle, ma a mio parere non se ne merita neanche mezza

Mangiare

La regola è sempre solo una: mangiare quel che mangiano loro e non cercare cibo italiano. Pesce fresco, carne di zebù dal sapore molto selvatico, condimenti a base di ogni tipo di spezia e l’immancabile riso bianco. Abbiamo mangiato sempre molto bene (a parte l’ultimo albergo) e soprattutto non troveremo mai più a casa del pesce come quello mangiato qui: “i pescatori ci hanno portato la cernia stamattina, la mangiamo stasera a cena”.
Frutta tropicale fantastica, con le loro mille specie di banana, l’ananas, il mango, il jackfruit e il cocco da bere, mi mancheranno.
Avete già assaggiato la canna da zucchero? Se vi capita provate!
Una menzione d’onore la ristorante La Cambusa di Diego Suarez, gestito da una coppia italo/malgascia, cucina del posto, pesce fantastico e prezzi assolutamente accettabili (acqua, birra, due succhi, un piatto molto generoso a testa e dolce per 50.000 Ariary, 14€)

Le cose da non dimenticare

Il viaggio non è dei più semplici, ci va un po’ di spirito di adattamento, anche se si è accompagnati da guida e autista. Questo è un elenco, spero esaustivo, delle cose da non dimenticare assolutamente (documenti e soldi a parte, ovviamente)

  • Un buon battery pack per il cellulare, se lo usate per fare foto o tenere traccia dei percorsi GPS, non è garantito che si possano caricare tutte le sere i vari dispositivi.
  • Batterie di scorta per la macchina fotografica, per lo stesso motivo di cui sopra.
  • Una ciabatta con un po’ di prese italiane e l’adattatore per le prese francesi (c’è la 220V 50Hz, nessun problema di incompatibilità con i carica batterie), quando si arriva in un albergo con la corrente vi troverete a dover ricaricare un sacco di roba, le prese non bastano mai.
  • Una torcia elettrica.
  • Medicine, assolutamente. Qui non ho visto farmacie, si curano con le erbe e le piante, quindi cercate di portarvi tutto quello che potrebbe servirvi, compresi i farmaci per il mal di pancia del viaggiatore.
  • Protezione solare ad altissimo fattore, il sole qui è cattivo. Anche qualcosa per le scottature.
  • Cappellino e occhiali da sole, sempre.
  • Contanti: le carte sono accettate raramente e con maggiorazione, Avere gli euro con tagli da 50 in su vi farà ottenere tassi di cambio migliori. Tenete pronti 25€ a testa per il visto, per evitare problemi di resto all’acquisto appena a terra.
  • Fatevi cambiare i soldi con tagli piccoli, in molti vi chiederanno la mancia, non superate i 1-2000 Ariary o le monetine da 50€cent o 1€
  • Se volete essere connessi ad Internet procuratevi una SIM locale, con circa 50€ abbiamo preso una SIM di Orange con 8GB di traffico, copertura discreta in tutto il nord. Con Tre le tariffe erano fuori da ogni ragione: 6€/min per le chiamate, 92cent per gli SMS e 25€/MB per Internet. Spegnete il roaming del telefono, subito, anzi, meglio farlo prima di partire.
  • La macchina fotografica subacquea per fare le foto sott’acqua durante lo snorkeling (indovinate perché non ho la foto della tartaruga?)
  • Un buon repellente per insetti, ce ne sono tanti, troppi.
  • Se avete panificato di fare un giro per i villaggi portatevi un po’ di cancelleria per i bambini: penne, quaderni, pastelli. Non date loro soldi né caramelle (non si lavano i denti)

Nota importante, da leggere prima di commentare

Questo è un blog scritto per passione, non fornisco quindi risposte di tipo professionale, se avete bisogno di un aiuto tecnico rivolgetevi ad un professionista di fiducia, non offendetevi se mi astengo dal rispondere. Vi ringrazio per la comprensione.

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