Il ransomware l’NSA e tutto il resto

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C’è stato un attacco di malware che ha colpito nel mondo più di settantamila computer creando danni enormi e ingenti perdite di dati. La notizia ha fatto il giro del mondo e in molti hanno detto amenità o informazione errate. Molto di buono è stato detto e viene continuamente aggiornato, su Twitter

Lavoro nel settore da una quindicina di anni e vorrei cercare di fare un po’ di chiarezza. Partiamo dalle definizioni.

NSA: tutti sanno che è un Ente Governativo Americano il cui scopo è monitorare e mantenere un adeguato livello di sicurezza dei cittadini. Fa anche altro, e questo ci servirà per capire perché è pesantemente coinvolta.

Ransomware: programma malevolo che una volta eseguito su un PC ne cripta il contenuto (tipicamente tutti i documenti e le foto), lasciando operativo il PC e aprendo un messaggio che dice, in poche parole “se vuoi avere di nuovo accesso ai tuoi dati devi pagare”, una volta effettuato il pagamento, solitamente in BitCoin, per non essere tracciati, un tool con la corretta password di decifratura riporterà il PC allo stato precedente (ma ci si deve fidare…)

Vulnerabilità: è un problema nel sistema operativo che non è stato trovato dagli sviluppatori. Un po’ come se noi scrivessimo un testo di esattamente 1245 parole con il grassetto alternato una si e un no e il wordprocessor che stiamo usando aprisse un prompt dei comandi dando accesso a tutto il PC senza alcuna password. In breve sono modalità di accesso difficili da identificare, ma che una volta trovate sono molto pericolose. Tutti i sistemi operativi ne sono affetti (tutti intendo, tutti, nessuno escluso: Windows, Linux, macOS, Andorid, iOS, …). Chi sviluppa e chi ci lavora, quando trova una vulnerabilità la segnala al produttore che provvede a sistemarla con una patch.

Porta aperta: I protocolli di rete per comunicare ad applicazioni differenti sullo stesso computer cercano di accedere a questo tramite delle porte, ogni computer che ha un indirizzo IP (quello vostro di casa sarà del tipo 192.168.1.10) può avere aperte fino a 65.535 porte per altrettanti servizi. Queste sono alcune porte standard che usiamo un po’ tutti:

  • 80: tutti i siti web che iniziano per http:// rispondono sulla porta 80
  • 443: tutti i siti web che iniziano per https:// rispondono sulla porta 443

Port forwarding: all’interno della vostra rete di casa c’è un router che vi permette di collegarvi ad Internet tramite il vostro gestore, il router ha un indirizzo pubblico sulla rete e dentro, tutti i dispositivi (PC, televisore, cellulare, …) hanno un indirizzo IP privato. Per le definizioni, dall’esterno è raggiungibile solo l’IP pubblico (come se fosse la vostra porta di casa) e il router blocca tutte le richieste per la rete privata, ovviamente tranne quelle che partono da uno dei PC interni (qui i protocolli diventano più complessi e non ci interessano). Come posso fare per far sì che il mio PC sia raggiungibile direttamente da Internet? Faccio una regola di port-forwarding sul router e gli dico: “tutte le richieste che ti arrivano sull’IP pubblico sulla porta X, me le inoltri a questo IP privato, sulla porta Y”. Di fatto si espone un dispositivo su Internet. Lo hanno fatto tutti coloro che volevano usare eMule o BitTorrent.

VPN: E’ una connessione che permette di collegarsi con una rete remota (il PC portatile del lavoro, per accedere al server aziendale),usando Internet, ma instaurando un collegamento sicuro e non intercettabile. Così si evita di esporre i server su Internet, in poche parole.

Dopo le definizioni, spero non vi siate annoiati, ecco la storia di cosa è successo.

L’NSA ha scoperto una vulnerabilità del sistema operativo Windows e ha deciso di sfruttarla per colpire e prendere il controllo di computer delle persone che intendeva spiare. Ovviamente non ha comunicato la cosa a Microsoft che, vista la complessità del sistema operativo, quella vulnerabilità non l’ha trovata.

A marzo 2017 NSA è stata violata e tra i documenti usciti allo scoperto si è scoperta questa vulnerabilità. E’ stata definita zero-day, una vulnerabilità già utilizzabile da utenti malevoli, quindi molto grave.

Microsoft ha rilasciato le patch nel giro di qualche giorno, con due importanti note:

  1. Tutti i sistemi in end-of-life non hanno ricevuto le patch. Windows NT, Windows 2000, Windows XP, Windows Vista e Windows 8. Update: la patch per i vecchi sistemi è stata rilasciata, ma continuate a considerarli sistemi a rischio
  2. La patch andava installata.

Ma in cosa consiste questa vulnerabilità? I servizi (e le porte) coinvolti sono due:

  1. La condivisione delle cartelle (quando fate “sfoglia rete”) sul vostro PC per accedere alle cartelle condivise di altri PC
  2. L’accesso al desktop remoto, un modo molto comodo, usato dagli amministratori di sistema per accedere ai server e ad altri PC senza doversi alzare dalla propria postazione e andare in sala server (gli amministratori di sistema sono persone pigre)

Quindi, per essere vulnerabili a questa falla grave il PC/server non doveva essere aggiornato e dovevano essere pubblicati su Internet quei due servizi.

A Maggio 2017 è uscito un worm che sfruttando queste vulnerabilità installava sui PC un criptolocker. una volta installato, il criptolocker stesso andava a cercare all’interno della rete altre macchine vulnerabili. Non è necessaria alcuna azione di un utente distratto per installare questo ransomware, basta che il PC sia non aggiornato ed esposto su Internet.

Con i dati criptati i casi sono due:

  1. Si paga e si spera di riavere i propri dati
  2. Si formatta il PC/server e si recupera tutto da un backup.

Quindi, perché la Sanità Inglese ha subìto tutti questi danni?

Perché gli amministratori di sistema hanno lasciato esposte su Internet delle macchine vulnerabili, non hanno aggiornato i sistemi operativi e non hanno provveduto a fare un backup adeguato.

NSA l’ha fatta grossa e in nome di una fasulla sicurezza ha reso vulnerabili tutti i PC del mondo, ma la colpa grave, anzi, gravissima, è di chi lavorando nei Sistemi Informativi, non si è attivato per chiudere le connessioni pericolose dall’esterno e non ha provveduto ad aggiornare o sostituire i PC. Ovviamente se nessuno ha disposto l’acquisto di nuovi PC, la colpa ricade anche su chi non ha permesso l’investimento.

Dovrebbero cadere molte teste di IT Manager e di addetti ai firewall e ai backup. L’acceso a risorse interne alla rete deve essere sempre e solo garantito da connessioni VPN dall’esterno verso la rete aziendale.

Come ci si protegge?

  • Usate solo PC con Windows 7 o Windows 10. Se avete ancora PC con vecchi sistemi operativi cambiateli o aggiornateli
  • Abilitate e lasciate abilitati i Windows Update, sempre! (non aggiornare i PC è come essere anti-vaccinisti)
  • Non fate port-forwarding delle porte 3389 e 445
  • Avete un backup? Se no, è ora di farlo!

2 pensieri riguardo “Il ransomware l’NSA e tutto il resto”

  1. Vero! XP, 2003, Vista e 8. Era tanrdi e me lo sono scordato, adesso correggo.
    Resta il fatto che i PC vecchi devono essere sostituiti in ogni caso!

Nota importante, da leggere prima di commentare

Questo è un blog scritto per passione, non fornisco quindi risposte di tipo professionale, se avete bisogno di un aiuto tecnico rivolgetevi ad un professionista di fiducia, non offendetevi se mi astengo dal rispondere. Vi ringrazio per la comprensione.

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