Capita che si abbia bisogno di supporto medico e che ci si debba rivolgere alla Sanità Pubblica, per tornare a stare bene. In base alle esperienze vissute a Torino negli ultimi due-tre anni, questo è ciò a cui si va incontro.
Dal medico di base puoi prenotare, ma l’appuntamento te lo da almeno 15gg dopo. Se no vai e prendi il numeretto, ma non devi essere l’undicesimo, perché passano solo in 10, quindi vai prima dell’apertura dello studio; ma se ci stai andando vuol dire che non stai bene, devi però stare fuori dallo studio ad aspettare (estate e inverno, pioggia o sole). Soprattutto perché il medico di base fa parte della tribù dei “Culi Pesanti” e giammai verrà a farti al visita a casa. Piuttosto ti senti dire “come è andato in pronto soccorso, venga qui” Sì, con l’ambulanza. O con la febbre a 40°C. O con un mal di pancia epocale che non ti permette di separarti dal WC più di 20 minuti.
La gara alla patologia più grave che si svolge quotidianamente in sala di attesa tra gli anziani non è da addebitare al SSN, quindi indossi le sante cuffiette e ti isoli, per non essere coinvolto.
Ma ti armi di coraggio e vai. E poi non hai l’influenza o il dolorino inutile, ma qualcosa di più serio. “Io non ho nessuno strumento diagnostico, vada in Pronto Soccorso”. E così ne scegli uno e ti avvii.
Solo che non stai morendo, quindi entri, ti danno il codice verde e aspetti. Almeno 6h. E non è una patologia da medico di base, perché lui ti ci ha mandato, ma non sei abbastanza grave da avere un intervento urgente, quindi ti rimandano a casa dopo qualche esame o ti tengono per giorni su una barella. Senza un armadietto tuo, senza una presa di corrente, in un locale con la luce sempre accesa e con il personale che, in base alle esigenze, ti prende e ti sposta qua e là, anche di notte, magari mentre ti sei appena appisolato. Potresti andare in sala operatoria, ma non sai bene quando, ti avvisano mezz’ora prima. E sei a digiuno da quando sei arrivato. Ovviamente per andare in sala operatoria non puoi vere nulla con te, quindi serve qualcuno che ti aspetti fuori dal Pronto Soccorso, in modo che nell’eventualità preghi le guardie fuori per entrare e portarsi via tutte le tue cose, per evitare che se le porti via qualcun altro.
A volte invece arrivi in ambulanza perché stai male davvero, arrivi in reparto piegato in due dal dolore e l’infermiera ti intima “scenda dalla barella”. E il medico ti visita, tu urli di dolore e poi ti dice “lei non ha nulla, se continua ad urlare così le do un calmante”
Potremmo anche parlare delle visite o delle terapie. Hai un sintomo. Vai dal medico di base. Prenota la visita specialistica che il medico ti prescrive. Aspetti settimane. Fai la visita e lo specialista ti dice di fare un esame. Vai dal medico, ti fai prescrivere l’esame. Aspetti settimane. Fai l’esame. Aspetti gli esiti. Vai a ritirare gli esiti. Torni dal medico che non ci capisce (o non vuole?) e ti prenota la visita dallo specialista. Aspetti settimane. Vai dallo specialista che non si ricorda minimamente di te o semplicemente è un medico diverso. Ti dà la terapia. Vai dal medico che ti prescrive la terapia. Prenoti e aspetti settimane. Fai la terapia. Speri ardentemente di guarire, ma non troppo, se no ti torna la forza per fare una strage.
Ad ogni visita ovviamente paghi il ticket e ad ogni medico/esame/ritiro devi prendere ore ed ore di permesso.
Vuoi provare ad accelerare, quindi vai dallo specialista privato, paghi la tua visita per intero (100-200€ invece di 27€) ed esci con l’indicazione della terapia, hai guadagnato un sacco di tempo. Vai dal medico e questo ti prenota un’ulteriore visita da uno specialista pubblico per farti fare la prescrizione della terapia. E lì sbrocchi. E per fortuna non hai un oggetto contundente a portata di mano.
Il medico di base nella sua documentazione scrive che ti dà un cellulare dove è reperibile nei feriali, non il sabato. Ma, se ti risponde e non ti butta giù il telefono, ti tratta da idiota, forse a causa della bassissima “qualità” degli altri pazienti.
Potremmo parlare dei ricoveri ospedalieri, dove, non essendo una camera di albergo non hai facoltà di scegliere la singola, ovviamente. Ma quando chiedi “dove sono le docce?” ti rispondono “docce? non è possibile farla”. Inoltre, cosa non assolutamente a carico della Sanità Pubblica, il parcheggio costa due volte: la (maledetta) zona blu e i (bastardi) parcheggiatori abusivi.
In tutto questo le persone che lavorano nella Sanità Pubblica sono ovviamente prese completamente dal sistema e ne rispettano in pieno le regole. Non c’è pietà per nessuno. Stai bene o stai male, tu sei FT 567 Verde 60, nulla di più. A volte trovi un po’ di umanità o un sorriso, ma il carico è talmente elevato che è un barlume nell’oscurità.
Importante, se conosci un medico che ti dà la dritta buona o ti fa passare un po’ prima o ti aiuta indirizzandoti dove andare, questo semplificherà un po’ le cose, come sempre in Italia, se conosci riesci a fare qualcosa in più.
Insomma, la cosa più importante della Sanità Pubblica è non averne bisogno. Mai.


