Torino dall’alto – Il grattacielo IntesaSanpaolo

Può piacere o meno, ma una vista della città da questa posizione ha un qualcosa di magico. Quando aprirà al pubblico (pare dall’autunno 2015) varrà davvero la pena di affrontare i 37 piani in 30” con uno degli ascensori per poter osservare il panorama che questo posto sa regalare. Conto di andarci almeno una volta per ogni stagione, sempre con la reflex al collo.

Unico difetto, e lo vedrete dalle foto, che c’è sempre un vetro tra voi e il panorama, quindi dotatevi di filtro polarizzatore, indispensabile per foto decenti (io me lo sono scordato, ovviamente)

Partecipo al progetto #inTO

Per tutti coloro che utilizzano Instagram e sopratutto per il sottoinsieme di coloro a cui interessa, da oggi e fino a lunedì 29 Settembre partecipo al progetto #inTO in collaborazione con l’account Instagram del Comune di Torino, vedrete quindi sul mio profilo Instagram (e su Facebook e nella barra laterale del mio blog) comparire un po’ di foto della mia amata città. Che per questi 14 giorni sarà ancora un po’ più mia.

Fotografare i fulmini

Fulmine
Fulmine

Fotografare i fulmini non è così difficile come si potrebbe pensare, basta avere l’attrezzatura giusta, le idee chiare ed un temporale a portata di mano (ma non è saggio rimanere sotto la pioggia).

Questa foto l’ho scattata dal balcone di casa, durante un temporale abbastanza lontano da permettermi di stare sul balcone con tranquillità.

Attrezzatura necessaria:

  • Macchina fotografica che permetta di impostare i tempi di scatto molto lunghi, o con la posa B (= la durata dello scatto equivale al tempo che si tiene schiacciato il pulsante di scatto)
  • Batteria della macchina foto assolutamente carica
  • Un obiettivo grandangolo
  • Un cavalletto
  • Un po’ di pazienza

Prima di tutto impostiamo la macchina fotografica. Questi i parametri che ho impostato io

  • ISO 200 (va tenuto basso, per evitare il rumore)
  • Tempo 13 secondi
  • Diaframma F10
  • Autoscatto con ritardo di 2 secondi
  • Fuoco manuale impostato su infinito

Fissiamo la macchina fotografica sul cavalletto, inquadriamo la zona dove potrebbero cadere i fulmini e scattiamo. Qui termina la fase tecnica ed inizia la fase della fortuna. Se un fulmine cade durante lo scatto, lo vedremo chiaramente nella foto, in caso contrario, la foto sarà inutile e dovrà essere buttata via, per poter fare una nuova prova. La foto che ho pubblicato qui sopra è una delle venti che ho scattato durante la serata.

Ovviamente i parametri che vi ho dato andavano bene per la situazione di luce che avevo intorno, in caso di condizioni diverse è bene fare qualche prova. Un fulmine dentro una foto completamente buia è più brutto di un fulmine dove si vede anche l’ambiente, quindi fate in modo che la foto venga con l’ambiente visibile anche senza il fulmine, così che lo si possa ambientare.

Buona fortuna!

 

Il temporale

Una sera ti affacci al balcone e vedi le nuvole scure, senti i tuoni e vedi che dagli squarci di cielo si vedono le lame dei raggi del sole che raggiungono le montagne. Che fai, non imbracci la macchina fotografica?

[nggallery id=69]

Canon EOS M

Grazie ad una campagna promozionale di Canon ho avuto modo di provare la compatta che fa le foto come una reflex. Queste le mie personali considerazioni dopo 3 giorni di utilizzo.

A livello fisico una macchina foto compatta che ha il sensore di una reflex è un’ottima idea, ci sono alcune cose decisamente positive ed altre che mi lasciano un po’ perplesso. Come al solito vado con uno schemino, più sintetico da esporre

Cosa mi piace

  • E’ leggera, quasi da portarsela in giro tutti i giorni
  • E’ piccola, il corredo sta tutto in tasca
  • Ha un bel display ed è touch (ma è anche un terribile difetto)
  • Le modalità di funzionamento sono del tutto paragonabili ad una reflex, modalità di scatto in manuale, a priorità di tempi e diaframmi, alto livello ISO, possibilità di personalizzarla in quasi ogni suo aspetto
  • Il sensore non è da compatta, belle foto, basso rumore
  • Scatta in RAW ed è abbastanza veloce nella raffica (5 scatti consecutivi, anche se non è paragonabile ai 20 della 7D)
  • La rettività del pulsante di scatto è eccellente, non c’è quasi ritardo

Cosa non mi piace

  • E’ terribilmente sbilanciata, almeno con l’obiettivo in dotazione (18-55)
  • L’impugnatura è tutt’altro che salda, pare quasi scivolare dalle mani
  • Il display è touch ed è capacitivo. In inverno con i guanti non è usabile a patto di toglierseli o compare i guanti specifici
  • La messa a fuoco è a dir poco imbarazzante, ma ne parlo più in là
  • Togli l’obiettivo e il sensore è lì, completamente a disposizione dei granelli di polvere

Finito il riassunto, vorrei parlare della messa a fuoco, che secondo me è completamente rivedere, forse il difetto più fastidioso, che copre anche tutti i pregi della macchina fotografica. Io sono abituato alla 7D che ha l’autofocus migliore che finora io abbia provato, se accoppiato a motori ultrasonici difficilmente sbaglia un colpo e difficilmente ti fa perdere lo scatto, lui è lì, sempre pronto e reattivo. Qui invece non ci siamo proprio. Le modalità sono 3: tutta l’area disponibile, spot con selezione del punto con un tocco del dito e riconoscimento dei visi. Ho provato la macchina al chiuso, luogo notoriamente più difficile. Il riconoscimento facciale funziona abbastanza, tranne se all’interno della foto c’è una foto, un pupazzo o un quadro, inevitabilmente riconosce quelli e non il soggetto. Per il resto il fuoco giusto, in ogni modalità, è sempre raggiunto al terzo tentativo, se va bene, non ce la fa o sbaglia il punto. E poi è lento, ma così lento che ti fa passare la voglia si fotografare. Dimenticatevi di poter rubare foto a qualche soggetto in movimento, è ottima per foto statiche (persone molto ferme, soggetti poggiati a terra, panorami, chiese, …)

E poi costa 900€. Novecento. La Canon 650D, reflex di livello medio con lo stesso sensore della EOS M, con lo stesso obiettivo nel kit, la trovate a 630€

Un piccolo test fotografico, la 7D contro la EOS M, entrambe con ottica di base (18-55 per la M, 17-85 per la 7D), stesse condizioni di luce e stesse impostazioni di scatto: ISO 3200 (fare le foto bene a 100 ISO è troppo facile), F8 (un diaframma intermedio) e tempo 1/40, stessa lunghezza focale, circa 50mm. Nessuna elaborazione, così come uscita dalla macchina foto, convertito il RAW in JPG. Crop al 100% di un particolare

Test EOS

Sotto questo punto di vista nulla da dire, la resa è paragonabile alla macchia di fascia più alta, si portano a casa quindi foto di indiscutibile qualità.

Resta solo la domanda principale di tutta questa discussione: “ne vale davvero la pena?”

A mio parere no. Soprattutto per il prezzo, con quella cifra compro una reflex e mi porto dietro un po’ di peso e volume in più, più maneggevole e molto più “macchina fotografica”, se costasse un po’ meno della metà ci potrei fare un pensiero, ma questa faccenda che l’autofocus rischia di non riuscire a far scattare delle foto per le quali ci va prontezza le fa perdere davvero moltissimo valore.

Qui sotto i due scatti originali

EOS M
EOS M
EOS 7D
EOS 7D

 

Golden Skate Awards 2012

Palavela. I grandi del ghiaccio. La mia macchina foto che scatta a raffica (ne ho fatte quasi 800). Cavoli se è difficile scattare con il tele, al buio, soggetti in rapido movimento…

[nggallery id=67]

La Valle d’Aosta

Vacanze 2012 passate in Valle d’Aosta, a breve i post sui luoghi dove mangiare e le mie note personali su luoghi, persone e cose da fare. Iniziamo però dalle fotografie 🙂

[nggallery id=65]

Sigurtà, un anno dopo

L’anno scorso siamo andati al parco Sigurtà e abbiamo scattato un sacco di foto, pensando però che inizio di aprile fosse un po’ troppo presto per vedere la fioritura nel pieno. Quest’anno siamo andati un po’ più tardi, un un grigio, umido e freddo ponte del Primo Maggio. Troppo tardi. Tutto sfiorito ed incredibilmente verde, solo tanto verde. Le foto scattate si sono ridotte drasticamente e quelle che in effetti mi piacciono sono ben due. L’unico colore diverso dal verde: il rosso degli aceri giapponesi

[nggallery id=64]

La fortuna

Alcuni la definiscono la Dea Bendata, altrile si affidano giocando i numeri al lotto o con un gratta e vinci. Per me è stata una coincidenza di situazioni che mi hanno permesso di scattare un foto che avevo in mente da anni, ma che non ero mai riuscito a realizzare.

E’ risaputo che il sole non sorge mai dallo stesso punto ad Est, ma che si sposta con il passare del tempo e delle stagioni. Sorge ad Est preciso negli equinozi per poi spostarsi verso Sud in inverno (giornate più corte) o verso Nord in estate (giornate più lunghe).

Torino è in una posizione un po’ particolare. E’ circondata dalle Alpi da Sud-Ovest verso Nord-Est e regala dei panorami sempre incredibili, anche se sempre più spesso velati dal marroncino dello smog. Ad Est c’è invece la collina, dove è stata costruita la Basilica di Superga, tristemente nota per la strage del Grande Torino. Dalla Basilica si domina la città, al mattino la si vede perfettamente, con il sole alle spalle, la sera si può godere di tramonti di una bellezza mozzafiato.

Stando in città, si guarda circa verso Est e lei è sempre lì, che si staglia dal profilo morbido della collina. E se la si guarda al mattino, mentre si va al lavoro si nota che in un certo periodo dell’anno il sole sorge proprio lì vicino. Da qui l’idea di fare la foto all’alba con il sole dietro la basilica.

Ci vanno calcoli su quando sorgerà proprio lì, in che punto della città si deve stare, a che ora, in una bella giornata tersa senza smog. Insomma praticamente impossibile.

Poi capita che cambi casa e dal tuo balcone hai la vista diretta della basilica, senza alcun ostacolo.
Capita anche che una mattina ti svegli mezz’ora prima del solito.
Sempre casualmente, alzi la tapparella della camera, cosa che non fai quasi mai.
E’ una bella giornata, limpida e senza il velo di smog.
Il rosso dell’alba illumina il cielo dietro la Basilica
Il bagliore del sole è stranamente vicino alla Basilica
Sempre più stranamente la batteria della macchina fotografica è carica ed il 400mm è a portata di mano

Questo è il risultato.

 

Perché così tanta fortuna? Perché il giorno dopo il sole è sorto un po’ più a sinistra e non ha neanche lambito la punta della cupola della basilica

Un inizio ghiacciato

Tornano i post fotografici! Dai, su, su, fate almeno finta di essere contenti…

Manifestazione sul ghiaccio a capodanno, con un cast di tutto rispetto:

Evgeni Plushenko
Shizuka Arakawa
Stephane Lambiel
Ina Kyoko / John Zimmerman
Nelly Zhiganshina / Alexander Gazsi
Surya Bonaly
Stefania Berton / Ondrej Hotarek
Valentina Marchei
Samuel Contesti
Anna Cappellini / Luca Lanotte

Gran bello spettacolo, peccato solo che fosse una registrazione per Italia 1 e quindi ad ogni errore o sbavatura la “scena” veniva ripetuta. Niente lunghe interruzioni pubblicitarie, per fortuna. Ok, basta parole, ecco un po’ di scatti (tutti fatti con la Canon 7D e il 70-200 F2.8 di Tamron)

[nggallery id=60]

Amarsi in tre

Riprendo la pubblicazione delle foto dopo troppo tempo di pausa. Questa foto l’ho scattata in Piazza Castello, una perfetta immagin del vero amore a tre, dove sono tutti contenti e nessuno è geloso

[singlepic id=721 w=640 h=480]

Crissolo e La Mandria

I due posti tra di loro non hanno nulla in compune tranne il fatto che uno lo abbiamo visto venerdì e l’altro stamattina, quindi le gallerie fotografiche sono nello stesso post

Crissolo
[nggallery id=57]

La Mandria
[nggallery id=58]

Tra le altre cose, adesso a La Mandria hanno riaperto quasi tutti i sentieri, quindi vale davvero la pena farci un giro. E ricordate che il parcheggio è tutto a pahamento, ma non lo spiazzo sterrato subito prima dell’ingresso Tre Cancelli

Torino, Venaria Reale e il museo dell’auto

Passeggiare per Torino e dintorni mi dà spesso buoni spunti per scattare qualche foto. Questa volta, in compagnia di Mauro, venuto a trovarci da Brescia abbiamo fatto un giro serale in centro, la visita alla Reggia di Venaria con i suoi giardini e poi un giro al rinnovato museo dell’automobile di Torino.

[nggallery id=56]

Malciaussia

Dopo “qualche” Km di curve, di cui gli ultimi 6 in una strada strettissima, si arriva al lago di Malciaussia a 1805 m s.l.m. 18°C e vento teso, insomma freddo. Decisamente freddo.

Però l’obiettivo nuovo (100mm F2) andava provato, per forza. Ecco i risultati.

[nggallery id=55]

 

Il Sud

Il sud è uno splendido angolo di Italia, se parliamo di natura e panorami
Il sud è un posto da visitare, assolutamente
Il sud è la vera e buonissima mozzarella di bufala, nel suo latte o nella panna
Il sud è ingrassare, ma poco poco
Il sud è prendere il loro accento, che ti entra nel cervello
Il sud ha lo stesso Codice della Strada del nord, ma qui è più una traccia che una vera legge
Il sud è il cretino che passa a 50 all’ora, suonando il clackson per farti spostare, in un’isola pedonale
Il sud è costellato di sorpassi al limite delle tendenze suicide
Il sud è dei furbi, se non sei tu il più furbo, ti scavalcano
Il sud è quello che per saltare la fila di auto che va verso il mare fa tutto in contromano suonando ogni 10 metri
Il sud sono le auto blu che ti sorpassano in linea continua in curva, con il solo lampeggiante acceso (o forse lo fanno anche al centro e al nord)
Il sud è la zebratura sulle strade, che è sinonimo di corsia di sorpasso
Il sud è “io mi butto, gli altri si fermeranno”
Il sud è il barista che ti dice “tutti i clienti sono importanti”
Il sud è dove ti rispondono “grazie a Voi”, anche se sei da solo alla cassa del supermercato
Il sud è il granitaro (con il carretto motorizzato sui cingoli) che gratta la lastra di ghiaccio e te la mette nel bicchiere con lo sciroppo del gusto preferito
Il sud è la cortesia e il sorriso. Sempre
Il sud è distante dal nord, nel mio caso 1100Km (in tutta la vacanza ho fatto 2700Km, più del giro del 2000 fino a Stoccolma)
Il sud è la frutta 2.0. È di una bontà assoluta.
Il sud è fatto di prezzi onesti, persino al bar della spiaggia
Il sud è la bambina vicina di casa, Agata, che ha come giocattolo un pulcino, vero. È anche la stessa bambina che azzoppa il povero pulcino. È ancora la mamma che la chiama a voce alta dalle 8 del mattino a mezzanotte, almeno 85639464 volte. “Agata!!”
Il sud è il pesce, fresco e buono, anzi, spettacolare
Il sud è dolce, anzi dolci, ma di quelli che al nord non trovi
Il sud è “non ho adesso i soldi per l’ombrellone, mi spiace”; “nun te preoccupa’, va bene anche domani o dopodomani, adesso vai a metterti lì in prima fila perchè quello che lo ha prenotato arriva la settimana prossima, ti faccio pagare comunque la terza fila.”
Il sud è un angolo di Italia che non visitavo da almeno 10 anni
Il sud è il posto in cui ho trascoso le vacanze
Il sud è quel posto che per arrivarci ti fermi a Roma a conoscere due amici di Twitter, poi vai a Salerno e ne conosci altri due e mentre torni a casa ti fermi ad Assisi e ne conosci altri 8. (Twitter è il vero social network)

[nggallery id=53]

Borgata Indiritto

Una semplice passeggiata tra i monti sopra il comune di Giaveno (TO) e l’incontro con un torrente ha prodotto alcuni scatti carini

[nggallery id=52]

Sirmione

Venerdì prima di Pasqua. Ferie, e pensavamo di essere in pochi ad aver fatto questa scelta. E invece no. Dopo un viaggio un po’ complesso (il post sul cervellod egli automobilisti è nato da questo viaggio) siamo arrivati a Sirmione, abbiamo parcheggiato a 2,20€/ora (esclamazione a piacere) e ci simao fatti un bel giretto sfruttando la splendida giornata.

[nggallery id=51]

Tra Lombardia e Veneto

Un fine settimana di tempo splendido, passato al parco Natura Viva a Bussolengo (VR) e poi in giro per parchi e Città Alta di Bergamo. Alcuni scatti.

Parco Natura Viva

[nggallery id=49]

Bergamo

[nggallery id=50]

Parco Sigurtà

Intorno al Lago di Garda ci sono mille mila parchi a tema, dlle giostre alle piscine allo zoo, … C’è anche questo “piccolo” parco da 600.000 metri quadrati, tutto verde e fiori. Parcheggio gratuito e 4 passi a piedi per arrivare all’ingresso. 12€ per entrare e, volendo, 17€ ad ora per noeggiare le macchinette elettriche come quelle che ci sono nei campi da Golf. Abbiamo optato per il tenino e poi un po’ di scarpinata a piedi, la cosa migliore per noi fotografi, visto che la automobiline elettriche non si pososno parcheggiare dappetutto (si intralcia il percorso del trenino).

Il parco è davvero grande e fare tutto il giro è una bella e lunga passeggiata, ma ci si può riposare nei verdissimi e curatissimi prati che si stendono a perdita d’occhio.

Lo splendido sole ci ha permesso di scattare foto quasi macro con diaframmi sufficientemente chiusi per avere una buona profondità di campo così da vicino (sì, questa frase è un po’ tecnica), comunque sono contento dei risultati ottenuti.

[nggallery id=48]

 

Il Monviso

E’ lì fuori dalla finestra dell’ufficio, svetta tra tutte le altre montagne, è fantastico, da fermarsi per ore ad ammirarlo. Il Monviso.

[nggallery id=47]