Perché l’Italia affonderà?

Un solo esempio di quello che si deve fare per un acquisto di 230€ (rinnovo di un servizio di Hosting per 5 anni) in una Pubblica Amministrazione:

  1. Fai l’ordine sul sito del fornitore
  2. NON puoi pagare, perché non c’è una fattura. Il fornitore emette fattura dopo il pagamento
  3. Apri il ticket per chiedere come fare e ti dicono che devi fare una lettera dove ti impegni a pagare all’arrivo delle fatture
  4. Chiedi al Commissario dell’Ente di fare la lettera con l’impegnativa di pagamento citando tutti i riferimenti
  5. Il Commissario ti dice “scrivila tu, per favore”
  6. Scrivi la lettera con l’impegnativa di pagamento
  7. Il Commissario la corregge
  8. Servono altri due preventivi
  9. Cerchi due preventivi di altri hosting provider (per fortuna sono maggiori, se no saresti obbligato a cambiare provider, con tutto il lavoro che ne comporta)
  10. Ancora non va bene, devi controllare se sul sito delle convenzioni per gli Enti Statali non c’è un servizio simile ad un prezzo minore. Per fortuna il più economico costa €160 al mese contro €250 per tre anni (capito come gli Enti Statali risparmiano?)
  11. Adesso è necessario fare l’ordinanza per poi fare l’ordine al fornitore (no, quello fatto su Internet non è contemplato come valido)
  12. Viene generato il codice CIG, che deve essere comunicato al fornitore, perché lo dovrà mettere in fattura
  13. Si manda il fax al fornitore e contestualmente gli si chiede (= pregarlo in ginocchio) di inserire il codice CIG nelle sue fatture
  14. Arrivano le fatture
  15. Si inviano in contabilità dell’Ente Pubblico
  16. Prima del pagamento qualcuno chiama per avere la conferma del pagamento (no, non conta che le le hai inviate tu, te lo chiederanno lo stesso)
  17. Poi ti chiamano di nuovo, perché non sanno a cosa si riferiscono queste fatture. “Hosting” è una parola troppo difficile
  18. Verrà effettuato il pagamento
  19. Al fornitore arriverà il pagamento decurtato di circa 5€, perché l’Ente Pubblico non ha un normale Conto Corrente, ma ha la Tesoreria, servizio bancario che addebita al destinatario del bonifico le spese, pari a circa 5€
  20. Fine

Un privato cittadino

  1. Apre il sito del provider
  2. Fa l’ordine
  3. Paga con carta di credito
  4. Servizio rinnovato. Fine

Solo io vedo il dramma? Questa procedura si deve fare per gli ordini di cancelleria come per le spese da 70 mila Euro…

Per tutto il lavoro sono servite 5 persone (responsabile sito web, segreteria del Commissario, Commissario, Incaricato Ordinanze, Incaricato Protocollo), 12 mail, 2 ticket al fornitore. Adesso iniziate a pensare quante Pubbliche Amministrazioni ci sono in Italia, quante persone sono stipendiate per questo giro e quanto tempo viene perso.

Affonderemo, ma proprio giù giù…

iGoogle R.I.P.

Occhei, “In Pace” non proprio, perché sono un po’ alterato.

Google fornisce una quantità di servizi ormai innumerevole. Per ogni servizio c’è la sua home page dove lo si può sfruttare a pieno.

Poi ha inventato iGoogle, una fantastica home page dove si possono mettere tutti i widget relativi ai vari servizi con le informazioni essenziali (gMail: ultme mail arrivate; gReader: gli ultimi feed non letti; gDrive: accesso diretto ai documenti usati più recentemente; gTalk: la chat, traduzioni al volo, meteo, note, …). Tutto insieme. Tutto a colpo d’occhio in una sola scheda del browser.

Ecco, questo servizio a Novembre 2o13 verrà chiuso. Così, perché… lo hanno deciso loro.

E’ un servizio gratuito, senza contratto né garanzia, quindi i signori di Google possono decidere di interromperlo come e quando vogliono quindi mi troverò un’alternativa. Il problema sorge su altri servizi che reputo importanti per la mia vita digitale (e non solo). E se ad un certo punto mi dicessero “Dal mese prossimo gMail chiude”? Lì sarei molto molto più preoccupato…

Sempre attenzione ai servizi sulla nuvola. Ad un certo punto potrebbero cadere e fare un gran botto a terra. E non non sapremmo neanche dove poterci mettere per intercettarli prima che si sfracellino cadendo dalle nuvole.

Download di un intero sito web via FTP

Questa è una necessità di chi gestisce più siti web e vuole periodicamente farne il download completo da tenere sul proprio PC. La soluzione facile è quella di scaricare Filezilla client, configurare la connessione e trascinare l’intero sito web sul proprio PC. Ma quando lo si deve/vuole fare ad intervalli regolari e per più di un sito web alla volta, questo può diventare noioso.

Ed ecco che arriva in nostro soccorso Wget, che fa esattamente quello che a noi serve da riga do comando, così da poter creare un bel file batch da lanciare (o schedulare) tutte le volte che vogliamo eseguire un download completo di un sito. Ovviamente dobbiamo disporre delle credenziali per l’accesso FTP, non lo si può fare per scaricare chessò, l’intero sito de La Stampa.

Scaricate (per Windows, o per il vostro sistema operativo) ed installate il programmino, è gratis ed open Source.

Ed ecco il comando da lanciare (il percorso è riferito ad un Windows 64bit):

"c:\program files (x86)\gnuwin32\bin\wget.exe" --ftp-user=[utente ftp] --ftp-password=[password ftp] -m ftp://[nome server ftp]/[cartella completa di cui fare il download]/* -X "/[cartella da escludere]/, /[cartella da escludere]/" -nv -o "[percorso e nome file di log]"

Qualche indicazione

[utente ftp] –> Utente fornito dal servizio di hosting per accedere all’area FTP
[password ftp] –> Password associata all’utente di cui sopra
[nome server ftp] –> Nome del server al quale collegarsi, di solito fornito dal provider, normalmente è “ftp.nomedominio.com”
[cartella completa di cui fare il download] –> cartella radice da cui parte il download. Ad esempio per aruba è  “www.nomedominio.estensione”, per alri servizi potrebbe essere “public_html”
[cartella da escludere] –> cartella della quale non si vuole che venga eseguito il download, percorso completo a partire dalla radice del dominio, ad esempio per Aruba “www.nomedominio.estensione/nonlasalvo”
[percorso e nome file di log] –> file locale nel quale verrà salvato il log del download, ad esempio “C:\log.txt”

A seconda di dove lanciate il comando verrà fatta in quella specifica locazione una cartella “ftp.nomesito.estensione” con tutto il download all’interno

Nella documentazione di Wget ci sono ovviamente altre milioni di opzioni ed impostazioni, è interessante, molto

Vendere senza DRM e fare soldi? Si può!

La storia del materiale digitale (musica, film, videogiochi, libri, …) è sempre stata la stessa:

  1. Niente digitale: tutti tranquilli
  2. Evoluzione verso il digitale
  3. Cavoli, si potrebbe copiare!
  4. Proteggiamo da copia, con la cattiveria massima
  5. Chi compra: casini inenarrabili con la protezione. Chi sprotegge: fa come prima e vive tranquillo
  6. Nuova protezione
  7. Torna al punto 5

Quindi la domanda che ci si pone è: ma davvero devo proteggere il materiale digitale con sistemi complessissimi perché così la gente non può più copiarla?

La risposta è che la gente, dopo un po’, si scoccia di dover fare battaglie con i sistemi di protezione per un prodotto comprato con i propri soldi, quando con un po’ di sbattimento, e gratis, diventa tutto più facile. Posso fare alcuni esempi vissuti sulla mia pelle negli anni:

  • Comprato un videogioco per Natale: passate 2h per cercare la sprotezione per farlo funzionare su un PC  con vecchio lettore CD-ROM
  • Comparto un CD audio, poi scaricato da Internet per poterlo ascoltare in auto.

Poi, ogni tanto, alcuni “illuminati” si accorgono della cosa, tolgono il DRM e si accorgono che, magicamente, vendono persino di più. Un esempio: iTunes. Niente canzoni protette da DRM, solo il nome di chi ha comprato nei dati del file audio. Funziona tutto alla grande e le vendite non sono calate.

E nel periodo dove alcuni giochi, se non sei connesso ad Internet, non si avviano neanche, c’è qualcuno si muove controcorrente.

Cinque videogiochi Indie. Nessuna protezione con DRM. Download anche da Torrent. Colonna sonora in MP3 o in formato “loseless” senza perdita di qualità. Prezzo ad offerta libera, da 0,01$ in su. Disponibile per Windows, Linux e Mac, potete scaricarli anche in tutte le versioni. Chiavi di attivazione per giocare in Steam. Ecco, loro in 24 ore hanno venduto per duemilionididollari. 2 milioni. 2.000.000,00

Fare un buon prodotto e renderlo appetibile e utilizzabile in modo facile fa sì che la gente lo compri. E non lo passi ad altri, anche se la copia non è protetta (no, non vi passo il link torrent)

Questo è Humble Indie Bundle. Ecco, adesso andate e compratevi i videogiochi al prezzo che ritenete più giusto 🙂 Che ci fate ancora qui?

Samsung UE37D6500VQ

Cos’è? Una TV, anzi, una Smart TV. Ha una parte in più, rispetto alla normale televisione, che le permette di collegarsi ad Internet e di avere quindi una serie di servizi extra che i normali canali televisivi non hanno.

37” per 9,5 Kg, spessa 3cm al massimo, direi un concentrato di tecnologia, nel vero senso della parola.

Adesso parliamo di cosa sono riuscito a fare e testare, in effetti il vero obiettivo di questo post, visto che tutte le altre informazioni di targa si possono tranquillamente trovare sul sito Samsung.

Materiale necessario:

  • Connessione ad Internet, possibilmente con un cavo di rete che possa raggiungere la TV e con il WiFi
  • Un HD USB di buone prestazioni e buona capacità
  • Un PC/server/storage di rete, raggiungibile dalla TV, sempre via cavo
  • Un po’ di film da vedere in formato digitale.
  • Uno smartphone o un tablet (se sono un Galaxy S2 o un Galaxy Tab è meglio, ma anche gli altri vanno bene)

Leggi tutto “Samsung UE37D6500VQ”

Una bomba inaspettata

Avevo già scritto qualche tempo fa, dopo l’acquisto del Kindle di Amazon, di quanto fosse desolante il panorama dell’editoria digitale in Italia. Pochi players sul mercato, prezzi degli ebook uguali (o a volte maggiori) dei libri cartacei, prezzo altissimo degli e-book readers.

Da oggi le carte in tavola sono cambiate. E’ arrivato come un fulmine a ciel sereno. Senza annunci in pompa magna per aumentare l’attesa o generare false aspettative. Nella Home page di Amazon Italia è comparso il Kindle. Ebbene sì, da oggi è possibile acquistare Questo fantastico lettore di e-book a 99€.

Ok, adesso fermi un attimo e cerchiamo di capire prima di tutto perché il Kindle è una rivoluzione. Sicuramente siete tutti in grado di andare a cercare informazioni in giro per Internet (“Google è tuo amico”, mi dice sempre qualcuno). Io vi dico la mia, dopo averlo usato per poco meno di un anno.

Il lettore di libri elettronici è una grande invenzione, credo pari all’invenzione della stampa. No, non sto esagerando. In pochi grammi ci stanno migliaia di libri. Migliaia di libri che non inquinano e portano in giro cultura allo stesso modo (meno carta, nessun magazzino, nessun trasporto, nessun volume occupato). Il dispositivo ha la batteria che dura settimane, in quanto consuma corrente solo quando si cambia pagina. Si legge in qualunque condizione, anche al sole pieno, in spiaggia. Ovviamente la sera necessita di una fonte di luce, come un libro vero. C’è un dizionario gratuito (adesso in Italiano) sempre a portata di mano mentre si leggono i libri; non un dizionario dell’editore del sottoscala, ma lo Zanichelli. E i libri? Si va sul sito, si scelgono, e con un click vengono “recapitati” direttamente sul dispositivo (a patto che questo sia connesso ad Internet, ovviamente).

Adesso torniamo alla bomba. Amazon è arrivata con un dispositivo eccellente (chiunque ami leggere dovrebbe averlo) ad un prezzo basso e con sedicimila libri in Italiano, a partire da zero Euro (i classici sono tutti gratuiti) e finalmente con prezzi da vero ebook e non con lo stesso prezzo del libro di carta.

Editori italiani, è ora di tremare e poi cambiare, in alternativa vi converrà soccombere.

No, non sono stato pagato da Amazon per questo articolo, sia chiaro.

Bn venga la concorrenza, soprattutto se portata da un rivenditore come Amazon che fa della serietà e dell’efficienza i suoi punti di forza.

Socialità

Da sempre l’uomo sviluppa rapporti con altre persone, prima era solo con i vicini di casa, non c’erano mezzi di comunicazione a distanza, poi si è passati alla corrispondenza epistolare e poi al telefono. Ma fin qui la cosa più importante era vedersi, incontrarsi e fare qualcosa insieme, anche solo una passeggiata sotto casa. Ci si doveva preparare per uscire (anche con un amico mica si esce in ciabatte e mutande) e dedicare del tempo per mantenere e migliorare i rapporti interpersonali.

Il tempo. Non si possono avere centinaia di amici se non si ha del tempo da passare con loro per coltivare l’amicizia.

Poi è arrivata Internet, che da strumento accademico, militare e per il business è passata alla grande massa diventando soprattuto un mezzo di comunicazione. Hanno iniziato le chat tipo IRC (mai usate, purtroppo), per poi passare agli instant messenger (il mio battesimo della comunicazione su Internet) come ICQ. Uno dopo l’altro molti altri IM gli si sono affiancati e alcuni si sono affermati, altri no.

E’ poi arrivata l’epoca dei Social Network e la gara ad avere più amici possibili, perché più amici si hanno, più si è fighi. Soprattutto se gli amici sono famosi o sono “Social Snob”.

La definizione di “amico” qui è cambiata, soprattutto con l’avvento di Facebook. Un “contatto” è diventato un “amico”. E l’amico vero di prima? E’ rimasto “amico”, ma allo stesso livello del contatto. E’ un amico l’ex compagno delle superioro che non vedi nè senti da 10 anni e che ti ha beccato su Facebook? E’ un amico il capo dei tecnici che ti riparano i PC e che vedi una volta all’anno per il rinnovo del contratto? E’ un amico il collega che non aspetta altro che lamentarsi con te quando il PC non funziona? No. Non lo sono. Ma tutti ti hanno aggiunto su Facebook.

Su FB hai 250 “amici”. Bene, quanto tempo puoi dedicare loro? Se hai 8 ore al giorno libere, 2 delle quali le passi a sistemare le cose della tua vita, ne restano 6, per un totale di meno di un minuto e mezzo a testa al giorno (in media ovviamente). E’ amicizia questa? Io ricordo 3h passate al telefono o serate a giocare a bilirado o a Bowling, o più semplicemente a chiacchierare davanti ad una birra.

Poi FB si è evoluto, da posto di contatti (una rubrica con indicazione in tempo reale di cosa fanno gli altri) a luogo di link e condivisione. “Questo video mi è piaciuto, guardatelo anche voi”. “Questo è un gran sito, guardatelo”. “Sto giocando a pincopallino e ho fatto 100 punti, batti il mio record”. Questo è davero il concetto di amicizia, sì. Ma anche no.

La cosa più strana è che FB è entrato talmente tanto nella vita delle persone che quando chiedi loro “cos’è Internet” ti rispondono “è Facebook”. Forse però questa è solo tanta ignoranza.

Non c’è solo FB, ce ne sono altri, con caratteristiche e peculirità differenti. Twitter è un ottimo esempio. Segui gente che non conosci ma che dice cose interessanti, con il dono della sintesi (140 caratteri sono pochini). Ti metti un po’ in gioco e dici la tua. Poi ad un certo punto fai un viaggio e di questi contatti di cui conosci solo i pensieri e l’avatar, arrivi a conoscerne 12 di persona. Persone molto più interessanti dei compagni di scuola che non vedi da 10 anni e che non hai assolutamente intenzione di rivedere.

E dopo FB e Twitter? Ci sono i social per fotografie, per fotografie fatte solo dal telefono, per la musica, per i libri, per gli spostamenti. Alla fine hai un profilo su ognuno di essi e per un po’ ci stai dietro. Poi ti domandi “Ma perché devo dire a tutto il mondo cosa leggo o dove vado?” Hai finito di porti la domanda ed ecco che compare Google con il suo nuovo Social che prende un po’ di spunti da quelli già presenti e ti ritrovi ad avere tra gli amici (o le cerchie, come si chiamano lì) tutte le persone che hai su Twitter e su FB. Decisamente utile. Ma anche no. Però è Google e genera Hype. Strano che Apple non abbia lanciato il suo social facendo trapelare indiscrezioni per mesi, per aumentare in tutti il senso dell’attesa…

Perché tutto questo sproloquio? Io che uso moltissimo Twitter, a cui devo la conoscenza di persone davvero di livello e una in modo speciale.

Perché credo che ad un certo punto sarebbe interessante riuscire a spegnere il PC e il telefono e trovarsi per una pizza o una birra con la gente che davvero conta nella vita e non quella che conta nell’elenco degli amici o dei followers. Non riesco ad organizzare una pizza con gli Amici, quelli veri con la “A” maiuscola e ormai sentirli ogni tanto su MSN o via mail non mi basta più.

Ah, ecco, scusate se vi ho annoiato o rubato del tempo…

La password

Qualche giorno mi andava di chiarire ad un/una collega (no, non dirò mai chi) il concetto di password. Visto che non l’ho tartassato con mille spiegazioni, ecco che le scrivo qui. Potrebbe essere un post un po’ noioso, me ne rendo conto ancora prima di scriverlo, se l’argomento non vi interessa, passate pure a leggere altro. Sappiate però che ognuno di voli lettori avrà almeno 4-5 password da gestire, potrebbe quindi tornarvi utile.

Leggi tutto “La password”

Digitalpix e il servizio clienti

Quando il servizio clienti funziona bene.

Ordino delle foto sul sito Digitalpix, due delle quali sono in formato 30×20 su supporti non standard. Tempo 3gg mi arriva il pacchetto con la scatola in “avanzato stato di deformazione”. Un po’ preoccupato apro la scatola e noto che le foto 30×20 sono piegate in modo tale che non si potranno mai appendere

Un po’ preoccupato scrivo all’assistenza clienti che il giorno successivo mi chiede le foto delle foto piegate e della scatola rovinata. Le invio la sera stessa e il giorno successivo mi arriva la conferma che mi verranno rispedite gratuitamente, non devo restituire quelle piegate.

Oggi sono arrivate, perfette.

Così si fa!

Ci tenevo a scrivere questa mia avventura perchè di solito segnalo sempre le cose negative, questo pe dimostrare che se le cose vanno bene, sono comunque degne di nota al pari di quelle che vanno storte

Hanno paura di noi

Seguo il blog Metilparaben da qualche mese ormai e credo di non aver mai trovato un articolo fuori dalle righe o troppo azzardato; sempre cattivo nel modo giusto, ma, sottolineo, cattivo. Bhe, con il post odierno sull’articolo “antiblog” contenuto nel DDL Intercettazioni credo abbia raggiunto l’apice. Nel mio aggregatore di Feed RSS è diventato un blog con la priorità massima, se ci sono troppi articoli o notizie da leggere, i suoi sono i primi.

L’inferno

Questa immagine DEVE essere divulgata

Questa è la fonte

HTC Tattoo e Windows 7 x64

Da quando ho installato Windows 7 Professional 64 bit il mio HTC Tattoo ha smesso di sincronizzare i contatti con Outlook, impedendomi di fatto di avere un backup e un posto dove si possano facilmente aggiornare, con una tastiera di dimensioni umane e non lillipuziane.

Ho cercato in giro per forum, siti dedicati ad Android, ma nessuna delle soluzioni porposte ha mai funzionato.

Allora ho deciso di fare una cosa che fanno tutti quando un prodotto non funziuna: ho contattato HTC tramite il loro sito web. Ho spiegato il problema e mi hanno risposto nel giro di 24h, con una soluzione non funzionante. Allora ho riscritto e mi hanno risposto (sempre in 24h) con un secondo tentativo, questa volta funzionante! Per chi sta ancora soffrendo, eccolo qui.

  1. Disinstallare il programma HTC Sync
  2. Reinstallarlo, con la modalità avanzata
  3. Cambiare la cartella proposta “Program Files (x86)” in “Program Files
  4. Completare l’installazione
  5. Sincronizzare!

Vai a capire cosa fa Android quando lo si collega al PC, ma pare che se il programma è installato nella cartella dei programmi a 32 bit non venga rilevato. Adesso posso di nuovo sincronizzare i miei contatti con Outlook 2007 (ovviamente me ne ha duplicati un po’, ma con 10 minuti di lavoro tutto è tornato a posto)

Grazie al supporto HTC!

La convergenza

Il primo post sul blog direttamente dal telefono. Una specie di tweet senza limiti di caratteri. L’unico limite é la minuscola tastiera del telefono.

HTC Tattoo

Qui c’è Twitter che fa concorrenza al blog, devo scrivere qualche articolo, sfrutto una serata realtivamente tranquilla per dire due parole su un oggetto da vero geek/nerd che ho tra le mani.

Trattasi dello smartphone HTC Tattoo. Ero incuriosito dal sistema operativo di casa Google e dall’offerta da Media World eccolo qui acceso da qualche giorno ed eccomi a fare alcuni commenti, come mio solito quando mi capita un oggetto interessante tra le mani.

Il telefono è eccezionale, piccolo, leggero, display luminoso (tengo la luminosità al minimo tanto è forte), ottima risposta al tocco (altro che Win Mobile 5) e super accessoriato.

Elenco hardware:

  • GSM/UMTS
  • GPS
  • Magnetometro (bussola)
  • Accelerometro
  • WiFi
  • Bluetooth
  • Fotocamera 3Mpx

Il sistema operativo è veloce, intuitivo e altamente personalizzabile, ovviamente se avete un telefono del genere e non avete uno straccio di abbbonamento per traffico dati non ve ne fate nulla, lo usate per il 30%. Il sistema, di fabbrica, ha già i connettori con Facebook e Flikr, pertanto potete linkare i vostri contatti direttamente ai due social network in modo da ricevere aggiornamenti, nuovi upload e simili, insomma, un social network in tasca.

Non poteva mancare il client di Twitter (Peep) semplice e funzionale, ancora non ho capito se gestisce le ricerce, ma mi pare di no, Per quanto riguarda l’organizzazione è nativamente sincronizzato con Gmail e Gcalendar (ho mandato in pensione tutti i connettori vari tra Outlook e Goole Calendar, ora fa tutto lui, basta essere connessi). I contatti possono essere scaricati da un server Exchange, da Outlook o direttamente dai contatti di Gmail. Per la “navigazione GPS spicciola” c’è ovviamente Google Maps che, con la sola connesisone dati attiva riesce a georeferenziarsi con un buona precisione, con l’antenna GPS (meglio del TomTom One v3) la posizione è pressochè perfetta e soprattutto molto veloce. Non c’è la guida vocale per il percorso, ma si può chiedere di calcolarlo da un punto A ad un punto B esattamente come sul browser di casa.

La personalizzaizone dell’interfaccia con tutti i vari widget da piazzare in giro tra le 7 pagine disponibili lo rendono facilissimo da incasinare e non trovare più i vostri software. Si può mettere di tutto, dal meteo, all’orologio, al link diretto per una chiamata teleofnica ad un contatto e così via. Ovviamente si possono assegnare suonerie differenziate per ogni contatto con canzoni MP3 (mi raccomando, è inutile metterle stereo da 10 minuti, un telefono squilla solo per un minuto, poi cade la linea)

Passiamo rapidamente ai pro e contro

Pro

  • Interfaccia, spettacolare
  • La tastiera QWERTY, se si gira il telefono, è comodissima e la correzione degli errori funziona alla grande, inoltre per ogni tasto premuto il telefono dà un colpo di vibrato così da confermare la pressione del tasto
  • Integrazione con tutti i servizi Google più famosi
  • la batteria, con un utilizzo medio (bluetooth sempre attivo, 2h di chiamate, acceso dalle 7 alle 0.30, un po’ di sessioni dati da 10-20 minuti, un po’ di SMS e qualche twittata) fa abbondantemente due giorni
  • Interfaccia stabile e sicura con il Blue&Me della mia FIAT 500 (però non legge i SMS e non passa la suoneria al sistema audio)
  • GPS velocissimo e molto preciso

Contro

  • Il volume massimo delle suonerie è un po’ bassino
  • Lo squillo alla chiamata arriva al termine del primo squillo che il chiamante sente (non so se è chiaro… quando il chiamante sente il primo TUUU il telefono non fa una piega, inizia a squillare al secondo TUUU)
  • Il LED che segnala un SMS o una chiamata persa è talmente moscio che non si vede se non al buio (e il programma Missed Calls non funziona)
  • Si sente la mancanza di un foglio elettronico integrato

I programmi che ho installato (tutti gratuiti)

  • TasKiller (task manager per ammazzare i processi non utilizzati)
  • AK notepad (blocco note)
  • My Tracks (registra i percorsi con il GPS per poterli poi trasferirie su Google Maps o su Google Hearth)
  • NewsRob (Aggregatore RSS sicronizzato con Google Reader)
  • Compass (una semplice bussola)
  • Meebo IM (Instant Messenger che supporta tutti i protocolli più famosi)
  • KeePass Droid (Storico gestore di password crittografate)

Inzomma, a me, me piace!

Ultimo post dell’anno

Scrivo da una splendida città innevata (sì, mi piace la neve, anche se crea qualche disagio, come ad esempio uscire dal box) ora avvolta dalla nebbia, gran giornata!

Ultimo giorno di lavoro del 2009 e -2 giorni alle vacanze! Volevo giusto buttare lì un paio di riflessioni, che magari approfondirò nel corso del 2010.

L’influenza A è stata tutta una bufala, anche se i media davano risalto ad ogni caso (anche i brufoli potrebbero diventare gravissimi se in tutti i TG e giornali, ogni giorno, si facesse la conta dei nuovi nati con toni drammatici), la popolazione è stata più furba, si è informata su Internet (e chi non lo usa magari è stato informato da qualche amico o parente) e alla fine ci sono 24 milioni di vaccini inutilizzati, per i quali lo Stato ha speso con i nostri soldi 200 milioni di Euro. Adesso mi piacerebbe andare a prendere chi ha firmato l’ordine alla Novartis e dirgli: “bene, hai speso male i miei (nostri) soldi, per i quali io vado al lavoro tutti i santi giorni, adesso vai in uno dei tuoi conti correnti e li metti di tasca tua“.

Freddo e gelo: Tutti sappiamo che non viviamo ai Tropici e che magari in inverno potrebbe fare freddo, nei 48 miliardi di Euro spesi per creare la rete TAV e devastare il territorio nessuno ci ha pensato? Spezzo invece una lancia a favore della gestione “emergenza neve” a Torino. Ieri e oggi tutta la grande viabilità era quasi perfetta, un gran lavoro!

L’Alta Velocità: Bella, velocissima (quasi), cara e unica scelta per chi viaggia. Sì, per andare al sud si spende un sacco in più per arrivaredue ore prima (da Torino a Lecce, sanno tutti che è molto meglio passare per Milano e Roma, no?). Torino-Lecce delle ore 21.05 (unico treno diretto rimasto)  ci vanno 12h50 per 48€, se andiamo con L’alta Velocità (partenza h. 6.40 del mattino) ci vanno 10h30 e si spendono 143€, con tre cambi. Sì, proprio comodo. Non si può non sottolineare che per “forzare” i passeggeri a prendere i treni Frecciarossa il traffico locale o “nazionale lento” è stato pesantemente penalizzato.

La TV: non la guardo quasi più, la trovo troppo “controllata”, mi informo su Internet, magari via canali “non ufficiali”, le informazioni mi paiono più “pulite” e corrette. Visto che il servizio pubblico della RAI è di per sè di basso livello e visto che i veri programmmi saranno presto chiusi, ovviamente il canone aumenta. Anche qui siamo messi bene

Politica: sto zitto, visto che a breve la pubblicazione su Internet di “roba pericolosa” potrebbe essere un’aggravante in un processo

Internet: Vince e allunga la distanza dal resto dei mezzi di comunicazione, stanno cercando di ingabbiarla, controllarla, limitarla. Secondo me la scappatoia ci sarà sempre, è un gran fiume in piena, è difficile fermarlo completamente. Nata come rete a scopo unicamente scientifico, sta diventando il vero e unico sistema di comunicazione.

Dopo tutta questa pappardella (siete ancora qui che leggete? bravi! Mi fa piacere) credo sia giunto il momento di ringraziare o dare adeguato rilievo a chi se lo merita (il tema è sempre quello del post).

Guido Scorza tiene un blog sugli aspetti “legali” legati alla rete, molto molto interessante
Franco, Carlo e Max, che con il loro podcast fanno un gran lavoro per tenerci/vi aggiornati su tutto ciò che riguarda la Rete
Massimo Gramellini, con le sue perle del mattino, su fatti drammatici e non, allieta la giornata
Travaglio e tutta la redazione de “Il Fatto Quotidiano“, finalmente un giornale indipendente che dice le cose come devono essere dette

Detto questo, auguro a tutti i lettori del mio blog un Buon Natale e un felice inzio (e proseguimento) di Anno Nuovo, io scompaio per una settimana e me ne vado al caldo

PS un caloroso benvenuto a Sara, nata proprio due giorni fa! (non è mia figlia, ma di miei carissimi amici)

Quanto Google c’è nella nostra vita?

Google è nata non tanti anni fa (1998) e adesso, se siete utenti di Internet, potreste iniziare a preoccuparvi, se usate spesso i sui servizi gratuiti (gli utenti non pagano, ma le informaizoni raccolte si pagano da sole…), come ho fatto io oggi.

Uso la pagina personalizzata iGoogle, nella quale ho gmail, il calendario i miei flussi RSS e Twitter: Google sa quando e da dove mi colego
Uso GMail come raccogliatore di più indirizzi: Google sa tutti i miei contatti e può accedere alle mie mail
Uso Google Calendar, per tutte le mie pianificazioni (personali, lavoro, …): Google sa cosa faccio e quando
Uso Google Picasa, per le mie foto, non è un servizio web, ma qualche dato in rete ci va di sicuro:Google sa dove vado e cosa fotografo
Cerco su internet con il motore di ricerca di Google: Google sa cosa cerco, quando, con che frequenza, …
Ho avuto un invito a Google Wave ed è un ottimo modo per la gestione dei progetti: Google sparà cosa progetterò
Uso Google Reader per tutti i miei Feed RSS: Google sa da dove mi informo e cosa leggo
Uso, parzialmente, Google Chrome per navigare in rete: Google sa dove vado, anche se non lo cerco con il suo motore di ricerca
Uso GoogleMaps (anche Earth) per cercare luoghi e percorsi in giro per il mondo: Google sa quali sono i posti che mi interessano

La lista di applicazioni non è esaustiva, ce ne sono molte di più

Mancano ancora una serie di servizi che non uso (non li conosco o non mi interessano), ma sinceramente di informazioni su di me ne sa, eccome se ne sa. Poi che le usi in modo anonimo per proporre pubblicità o per fare profilazione su nuovi progetti o chissà che altro, lo sanno solo loro. Non sembra, ma offrendo una moltitudine di servizi, sempre gratuiti e sempre di ottima fattura (non credo esista una mail via web più funzionale di GMail ad esempio), sta prendendo il controllo del mondo intero.

Era partito come un motore di ricerca…

… e io sono preoccupato.

Defacciato il sito delle poste

Apprendo da twitter “@skyflash” che il sito delle poste (www.poste.it) è stato defacciato, questo è quello che si vede accedendo:

PosteHack

Click sull’immagine per vederla a dimensione reale.

Guybrush Threepwood è tornato!

Ma non doveva essere il Presidente 2.0?

Viva Obama!

Ne siete ancora sicuri? Il nuovo Presidente doveva cambiare le regole in gioco, dove essere il vero cambiamento per il mondo e… lo sta facendo! Leggo oggi su Punto Informatico che il Governo USA ha deciso che alcuni Stati non possono più collegarsi a MSN. Così, perchè gli USA non vogliono, Microsoft blocca l’accesso senza dire nulla agli utenti.

Bhe, questa è dittatura a livello mondiale e mi preoccupa parecchio!

Quando il giornalista… sbaglia (o non è un errore?)

Articolo del 30/04/2009 sul Giornale:

Lambertow fa incetta di consensi tra i musi gialli giapponesi. Va infatti a Lamberto Dini (nella foto) un premio che Tokyo riserva ai cittadini stranieri: il Gran cordone dell’Ordine del sol levante. La cerimonia di consegna si svolgerà il 10 giugno nella residenza dell’ambasciatore giapponese in Italia Hirosyasu Ando. I meriti di Dini? «Il consolidamento delle relazioni bilaterali tra Giappone e Italia impegnandosi, durante il suo mandato al ministero degli esteri, alla realizzazione di eventi culturali tra 2001-2002». Tempestivi, non c’è che dire. Ma ancor oggi Dini contribuisce «allo sviluppo delle relazioni bilaterali» tanto che è uno dei sei consiglieri del «Praemium imperiale», il Nobel giapponese delle arti.

Comunicato stampa dell’Ambasciata del Giappone del 07/05/2009

Egregio Direttore,
ci riferiamo all’articolo apparso sul Vostro giornale il 30 aprile a p. 16, intitolato “Lambertow premiato dai giapponesi”. Nel medesimo si legge “Lambertow fa incetta di consensi tra i musi gialli giapponesi”.
E’ ben accetta l’attenzione prestata alla notizia del conferimento dell’onorificenza al Senatore Dini da parte del Giappone. Tuttavia, riteniamo che l’espressione utilizzata per identificarci, ossia “musi gialli”, abbia una connotazione dispregiativa e molto negativa. Segnaliamo che l’espressione non sarebbe neppure necessaria nel contesto, quindi il suo utilizzo è totalmente gratuito. Inoltre, tale espressione così grossolana non ci sembra consona né all’altezza di un giornale come il Vostro, a tiratura nazionale e con una sua tradizione nel giornalismo italiano.
Pertanto, richiediamo quanto prima una spiegazione a scopo di rettifica sull’espressione “musi gialli giapponesi” come apparsa sul Vostro giornale.
Attendendo una Sua risposta in merito, Le porgiamo distinti saluti.
Shinsuke Shimizu
Ministro e Vice Capo Missione

P.S.- Anticipiamo, inoltre, che la presente lettera sarà pubblicata in ogni caso sul sito della nostra Ambasciata al fine di informare i Vostri numerosi lettori.

CI sono commenti da fare? Credo di no, a parte chiedere scusa, cosa che non credo la testata giornalistica, ad oggi, abbia fatto