Orso, il laboratorio del caffè

Non chiamatelo bar, potreste arrivare ad un incidente diplomatico.

Orso è molto di più.

In San Salvario, con parcheggio sotterraneo facile anche nei giorni più difficili, è una piccola oasi del buon caffè. Anzi buonissimo.

Caffè speciali che arrivano da ogni parte del mondo, ognuno con le sue caratteristiche. Il primo assaggio è farsi spiegare queste caratteristiche da chi c’è dietro al bancone, per la passione con cui ve le racconterà vi sembrerà già di assaggiarli tutti. Poi dovrete fare l’ardua scelta.

Ma non è solo caffè espresso. Potete chiedere tutte le preparazioni possibili. Moka, napoletana, americano (quello vero), … Potete anche gustarlo in un cappuccino o, per i più golosi, in un cappuccino maxi, una vera coccola.

Per accompagnarlo ci sono brioches e torte di pasticceria, tutte sempre fresche e di ottima qualità. Il cannolo è vuoto, ve lo riempiono loro sul momento, così resta croccante.

Sul fondo di ogni tazzina c’è un numero, che si rivela solo dopo aver finito di gustare la bevanda, sul muro per ogni numero c’è la previsione della vostra giornata.

Volete ancora di più? Potete comprare una tazza e tenerla lì, pronta e disponibile solo per voi ogni volta che tornate.

Orso non è un bar, è un’esperienza da provare. E dopo la prima volta ce ne saranno sicuramente altre.

E’ sempre aperto, tranne qualche giorno ad agosto.

La Farmacia del Cambio

E’ una farmacia, ma solo per come è arredata, per il resto è un bar. Un bellissimo bar.

Partiamo dall’inizio.

A Torino il centro è Piazza Castello, poco dietro c’è Piazza Carignano. In questa piazza si trova il Teatro Carignano (andate a vedere una rappresentazione, merita anche solo per vedere il teatro dentro), Palazzo Carignano (con la sua facciata molto particolare), il bar-gelateria Pepino (famosa per il ricoperto) e il Ristorante del Cambio (famoso e storico ristorante, dove amava mangiare Camillo Benso Conte di Cavour).

Ma non è finita.

Da qualche tempo ha aperto la Farmacia del Cambio: un bellissimo bar ricavato dentro i locali di una storica farmacia, della quale ha mantenuto gli arredi e lo stile.

Dolcetti bellissimi esposti in vetrina, brioches di pasticceria che deliziano il palato, servizio pratico: ordini, loro ti danno tutto su un vassoio che prendi e poggi sul grande bancone centrale o sul bancone con la vetrata che dà sulla cucina del ristorante. Spettacolare.

E’ un bar “di lusso”, il caffè al banco costa 1,5€ ed il cappuccino 2€.

La pecca, secondo me madornale, è che le bevande sono servite nei bicchierini di carta e per girare lo zucchero c’è la palettina di legno.

Sono passato dal bar di lusso a starbucks in 4 secondi netti. Un vero peccato.

Ma è da provare, senza ombra di dubbio

Area di sosta Rio Colorè (A6)

Un post atipico di luoghi dove si mangia bene. Oggi parliamo dell’area di sosta con i migliori panini che io abbia mangiato.

Area di sosta e non “Autogrill”, perché Autogrill è una catena di luoghi dove si mangia lungo le autostrade, non il nome proprio di ogni area di sosta, in questa il mondo è diverso (ma state attenti all’auto e al suo contenuto, come in tutte le aree di questo genere).

Il torinese medio ha una sola via per andare al mare, se non vuole fare troppe curve: l’autostrada A6 Torino-Savona, altrimenti detta la Verdemare. In 150Km si arriva a Savona, ma il mare è visibile anche qualche Km prima.

Per la gita estemporanea di un giorno potrebbe essere utile andare con un pranzo al sacco, invece di spendere tantissimo nei ristoranti in riva alla spiaggia. Il posto migliore è passare la barriera di Carmagnola e fermarsi poco dopo il Km 29, parcheggiare, entrare nel bar e guardare la vetrinetta a destra dopo la cassa. Qui il mondo cambia.

Panini con la salsiccia cruda di Bra oppure con le acciughe nel bagnetto verde o le alici e il burro. E molto altro ancora.

Fermatevi, fate colazione (anche le brioches, cannoli e ciambelle sono buone!) e poi procuratevi il pranzo scegliendo dalla vetrinetta delle meraviglie. Niente a che vedere con il Camogli e compagnia.

I panini costano tra 4 e 5€

A questo punto potete proseguire, più felici, verso il mare.

Se volete un panino anche al rientro ho visto che c’è il sottopasso dall’area di sosta corrispondente in direzione Torino.

 

Poormanger

Interessante scoperta fatta nelle viuzze del centro di Torino, vicino a piazza Vittorio veneto ed al Po. Non sperate di trovar parcheggio lì davanti, lasciate l’auto nel multipiano di piazza Vittorio e fate 10 minuti a piedi.

Qui si vende la patata (no, non quella, il tubero! Maliziosi!) cotta la forno e con farciture spettacolari. Il menu scritto sulla lavagna propone una buona varietà di farciture differenti, ma il cliente è libero di guardare il bancone con tutti gli ingredienti a vista e fare le proprie variazioni sul tema.

Qualche tavolo dentro e qualche tavolino nel dehor fuori, una volta fatto l’ordine recuperate posate tovagliolo e la bevanda dal frigo, poi vi accomodate e aspettate che vi portino il piatto. Una patata al forno enorme colma di tutti gli ingredienti che avete scelto. la pasta del tubero è cotta al punto giusto, non bollente e assolutamente mangiabile senza provare le temperature laviche sulla lingua.

Bella sorpresa, il piatto in cui è servita è compostabile (le posate no, peccato), quindi anche una buona attenzione al mondo che ci circonda

Come in molti locali torinesi ormai non esiste più la Coca Cola, ma solo al MoleCola, provatela!

Non vi basta la patata (vi assicuro che sazia come un pasto completo)? Ci sono vari antipasti decisamente invitanti per saziare anche i più voraci ed affamati.

In due abbiamo speso 13€ e ci siamo alzati ben sazi.

Non hanno il POS, quindi andate con i contanti.

Poormanger
Via maria Vittoria 32 (Torino)
Chiuso la domenica

Bjork Brasserie Nordica

Uscita A5 Aosta, un minuto di rampe per uscire dall’autostrada ed eccovi in questo ristorante che vuole replicare un po’ l’aria dei paesi nordici e ci riesce! L’ambiente, il menu, la cortesia, sembra davvero di aver abbandonato per un po’ l’Italia e tutto il suo caos.

E’ pasqua, sul tavolo si trova un uovo sodo, un pennarello ed un invito a dipingerlo e decorarlo, il migliore vincerà una cena presso il ristorante. Ci piace, molto. Tutti coloro che sono seduti al tavolo hanno dipinto il loro uovo, bambini, adulti e anziani.

La cortesia nell’accoglienza, nella presentazione del menu e in tutta la gestione della cena. Cose dell’altro mondo, quello più bello di questo. Avevamo prenotato un menu compreso nel soggiorno al vicino hotel (spettacolare anche lui), ci propongono quindi la scelta tra sei menu, con il dolce non vincolato (se ne poteva scegliere uno dei sei indipendentemente dal menu scelto). Il coperto comprende pane paticolare fatto da loro, una specie di pane/cracker e il burro salato, roba da tuffarcisi dentro senza alcuna remora

Acqua naturale del rubinetto (lo fanno ancora in pochi, troppo pochi), scelta tra un sacco di birre, tutte dei paesi del nord e tre di un birrificio di Aosta, con il maitre che consiglia quali birre scegliere in base al menu ordinato.

Non sono un critico di cucina, ma l’aringa era fantastica ed un salmone così non l’avevo mai mangiato prima.

Con il dolce ci hanno offerto un assaggio di sidro e uno di cognac alle pere. Mi sono innamorato di quest’ultimo.

Locale tranquillissimo, frequentato da moltissimi stranieri, quindi decisamente poco rumoroso (sì, l’italiano medio a pranzo fa rumore, molto rumore, sperimentato in più parti del mondo). Per l’estate ci sono i tavoli all’esterno (che con questa primavera natalizia con la neve a metà aprile non siamo riusciti a provare) decisamente interessanti.

In base ai prezzi della carta, il menu che abbiamo scelto, una birra da 50cl, l’acqua e il caffè: 35€ a testa.

Aperto dal lunedì a cena al sabato a cena, se prenotate è meglio.

www.bjork.it
0165 77 4912
Località Torrent de Maillod 3 – Quart (AO)

500 calorie

No, non è un nuovo sito dove si pubblicano le foto di piatti, ma un locale dove si mangia bene, sano e controllando la quantità di calorie.

Aperto circa un mese fa è un locale piccolo (ho contato una ventina di coperti), ben curato, con la cucina a vista. E’ aperto da lunedì a venerdì dalle 12 alle 18, quindi solo per la pausa pranzo (sigh!). E’ in centro a Torino, vicino a Largo Vittorio Emanuele

L’idea è semplice e geniale. Invece di rovinarsi stomaco, fegato, sangue, … al bar con i soliti tramezzini o piatti precotti, qui gli ingredienti sono sani, di origine locale e cucinati in modo leggero e gustoso. Per ogni giorno si può scegliere la carne rossa, bianca, pesce, vegetariano, più un dolce e/o il caffè. Il menu cambia tutti i giorni e i proprietari sono contenti se chiedete loro come sono preparate le pietanze, vi descriveranno con dovizia di dettagli tutto quello che vorrete sapere. Per ogni piatto sono indicate le calorie; non temete, con circa 500 calorie uscirete sazi, senza quella pessima sensazione del “adesso mi cerco il porcaro e mi faccio un panino con 3 etti di salamella”

Non costa come il bar (è un po’ più caro), in ogni piatto è compreso pane (da mangiare con moderazione, come indicato sul sacchetto) e acqua del rubinetto filtrata (niente bottigliette di plastica che hanno percorso centinaia di Km prima di arrivare sulla Vs tavola). I piatti sono veramente gustosi, sanno di buono.

Faranno take-away a breve, questa cosa potrebbe essere interessante.

Ci è piaciuto, peccato solo che per poter tornare dovrò prendere permesso.

PS. porcaro = terminologia torinese (almeno credo) per indicare il camioncino parcheggiato ai margini della strada che prepara panini con gli ingredienti più grassi e unti possibili

Da Ciro

Dopo lungo, lunghissimo tempo, rieccoci a fare la recensione, come al solito del tutto personale, di un ristorante dove ho mangiato e mi sono trovato bene (a parlar male dei pessimi ristoranti gli si fa pubblicità, quindi se mi trovo male non li nomino neanche ed evito querele o altre spiacevoli eventualità).

Avevamo voglia di pizza, nello specifico di pizza fritta (noi “si mangia leggero”), apro il mio fidato amico Google e cerco pizzerie che abbiano la pizza fritta. Spunta “Da Ciro“, buone recensioni su Tripadvisor, un giro sul sito istituzionale (bruttino…) e prenoto, per la sera stessa.

Il ristorante è in Corso Vinzaglio, zona blu, ai confini della ZTL, con buone possibilità di parcheggio nel controviale del corso.

Il locale è discretamente grande ed i tavoli non sono stroppo appiccicati, quelli lungo la vetrina non sono “in mostra” ai passanti grazie alle tendine. Odio mangiare mentre i passanti da fuori osservano e commentano.

Servizio rapido, fin troppo forse, e buona scelta tra le pizze, c’è anche un menu di cucina, ma non lo abbiamo guardato, noi avevamo già in mente cosa mangiare.

Abbiamo mangiato bene, tutte cose buone, fritte nel modo giusto, ma non troppo unte, ingredienti che ci sono parsi di buona qualità. Abbiamo patito però un po’ i camerieri, non che ci stessero con il fiato sul collo, ma talmente efficienti che così ci è parso, insomma un po’ di ansia ce l’hanno messa. Poi, per carità, sempre cortesi e sorridenti.

Ma una cosa la devo dire perché davvero non mi è andata giù (stiamo sempre parlando di ristoranti…). Le birre. A Torino ci sono mille birrifici, nel mondo si sono milioni di birre e in un ristorante così l’unica birra alla spina che c’è è la Moretti? Questo mi ha deluso moltissimo, mi sarei aspettato qualcosa di più particolare e sopratutto di più buono.

Un antipasto fritto misto napoletano, due pizze fritte (la leggerezza? non ha trovato posto dentro ed è rimasta fuori), una birra e acqua osmotizzata: 40€. Con ricevuta.

Ci torneremo e proveremo altro, ma berremo solo acqua…

Mangiare Giapponese a Torino

Mangiare etnico a Torino è facile, ci sono ristorati di ogni tipo e basta poco per cercare la nazionalità preferita. Nei post (molto) passati di questo blog ci sono un po’ di indicazioni con miei commenti personali. Oggi parliamo di ristoranti giapponesi, nello specifico di alcuni all you can eat che ho avuto modo di provare.

Il primo che mi ha visto cliente, da consiglio di un amico è il Ginza.

In corso Vittorio, disastro per il parcheggio, zona blu e traffico. Una volt superato lo stress da parcheggio (si può arrivare anche con la metro, scendendo in alla fermata “porta Nuova” e facendo 0m a piedi in direzione del Po) si entra nel locale, un po’ vecchiotto, TV accesa e due sezioni distinte, il bancone “in faccia” al rullo e i tavoli dove il rullo è a capotavola. Se siete in tanti o arrivate sul tardi rispetto agli orari di apertura potreste capitare in un tavolo dove per potersi servire è necessario alzarsi tutte le volte. Prenotate, ma non è detto che vi diano un tavolo vicino al rullo. Insomma, andate entro la prima mezz’ora dall’apertura. La qualità del cibo è di buon livello, discreta varietà di piatti, rullo che a tratti si svuota, ma è difficile non riuscire a mangiare quello che si vuole. Evitate i dolci, sono le tortine prese al discount e tagliate a quadretti, uscite ad andate a prendervi n gelato piuttosto (arriverà post dedicato).

10€ a pranzo, 16€ a cena. A cena c’è anche la carta compresa nel menu. Bevande a parte. Buoni pasto accettati a pranzo e a cena.

Secondo, membro di una nota catena, è il Sushiko

Sono andato in quello del centro commerciale Parco Dora. Il parcheggio è un sogno, ampio, vicino, al coperto (dover impazzire per il posto auto è un deterrente per me, in ogni ambito), il locale è nuovo, ben arredato, il nastro è lunghissimo, sempre rifornito con una verietà di piatti considerevole, si trova davvero di tutto. Il problema qui è la qualità, di molto inferiore al precedente (e al successivo), dosi striminzite, fettine di pesce davvero sottili. Il servizio è eccellente e il personale è simpatico.

10,90€ a pranzo, 15,90€ a cena, anche qui tutti i ticket accettati

Terzo, ultimo di questo post è il Fujyama

In corso Casale, traffico e poco parcheggio (ma la sera il piazzale del mercato poco distante è a disposizione). Questo ristorante non ha il rullo, ma la normale carta, si può scegliere tra menu normale e all you can eat. Ordinando a volontà dalla carta, bevande, dolci ed alcuni piatti (ben segnalati) esclusi. Costa un po’ più caro, ma il servizio è rapido, la qualità è al di sopra degli altri due appena recensiti. Nessun problema ad ordinare anche più volte la stessa portata. Purtroppo tra i piatti esclusi c’è il sashimi, che adoro, ma è presente nell’unica “barca” compresa. Attenzione a non ordinare più di quello che si riuscirà  mangiare, se si lascia il cibo viene applicata una penale sul conto tra 5 e 15€. Questa cosa mi piace un sacco, invita a non sprecare il cibo, che è un vero delitto.

10€ buffet a pranzo 26,80€ a cena con carta (non abbiamo chiesto per i ticket)

E per chi vuole un vero, buonissimo, bello, caro ristorante giapponese, si rivolga al Wasabi

Osteria Coccolino (Cecina)

Vacanza in Toscana equivale a “si mangia la fiorentina!”. Quindi abbiamo cercato un ristorante vicino al nostro alloggiamento e grazie a Foursquare e TripAdvisor siamo arrivati alla conclusione che l’Osteria Coccolino era da provare.
In centro a Cecina, piena zona blu (ma solo fino alle 20) c’è il ristorante, non troppo visibile, se non si sa dove cercarlo.
Spazioso, tavoli grandi e ben separati tra di loro, personale di sala gentile e simpatico. Ma poi, come si fa a non adorare il dialetto e l’accento della provincia Livornese?
L’offerta è ampia, abbiamo dovuto fare selezione ed ecco il nostro menu:

  • antipasto misto, da dividere in due
  • bistecca da 1600g (più piccola solo se è senza filetto)
  • caffè

L’antipasto è composto da salumi buonissimi, un pezzo della buonissima mozzarella di Cecina, altre piccole bontà tipiche e da una cipolla, cotta nell’aceto balsamico che dire eccezionale è riduttivo.
Poi la bistecca… Viene cotta sulla brace a vista, viene servita, già tagliata a pezzi, su una pietra ollare. Non ci sono parole, spettacolo!

Nessun dolce o liquore particolare, solo cose “dozzinali”, come definite dal simpaticissimo cameriere.

Non ci sono televisori nel ristorante, ed è una cosa importantissima ormai, se ci si vuole godere la cena senza distrazioni inutili e fastidiose

Aperto solo a cena, chiuso il lunedì, la prenotazione è d’obbligo.

Il menu come indicato, una bottiglia da 750ml di acqua e mezzo litro di vino della casa: 60€

Il contatto:

Ristorante Coccolino
Via Leonardo da Vinci 24
Cecina (LI)
Tel: 0586 68 00 49

Trattoria Spirito Santo

Nulla di religioso. Tavoli, sedie e cibo.

La trattoria è nel Quadrilatero Romano di Torino, quindi non pensate di trovare parcheggio così facilmente in superficie. Il parcheggio Santo Stefano, lì vicino è comodo ed economico.

Si deve prenotare obbligatoriamente. Non nel senso che se non prenotate non vi fanno sedere, ma perché sarà molto difficile trovare un tavolo libero, soprattutto in inverno quando la parte esterna non è utilizzabile ed il ristorante cala ad un numero di coperti davvero basso: è molto piccolo.

Il menu è diviso tra piatti di mare e piatti di terra, noi abbiamo ovviamente optato per i piatti di mare. E abbiamo fatto la scelta giusta.

Iniziamo con un antipasto misto: affumicato di spada e tonno accompagnati da una fetta di melone (spettacolo!), tartina di gamberetti in salsa rosa, insalata di gamberi e parmigiano servita nella conchiglia della capasanta, insalata di polipo, sfoglia su cui mettere burro e poi acciughe e alici marinate, salmone affumicato con il burro.

Passiamo poi alle portate principali, una grigliata mista ed una frittura di gamberetti e calamari. Mi sta tornando l’acquolina. Sì, erano davvero eccellenti.

Abbiamo chiuso con il dolce (un enorme babà al rhum) e il sorbetto, fatto a mano da loro e versato nel bicchierino, facendo la “montagnola”

Unica pecca: l’acqua è quella di rubinetto filtrata e pagare 2,5€ per 70cl mi pare un po’ eccessivo.

Il locale è davvero piccino ed il viavai di camerieri incessante, evitate di portarvi roba ingombrante da appendere alla sedia, sicuramente cadrà o verrà colpita.

Andando alla cassa a pagare la cucina è visibile per intero alla vostra sinistra, con i cuochi al lavoro.

Tutto il pasto (2 persone) come descritto: 60€

 

Taverna Coppapan (La Thuile)

vacanze a Pré Saint Didier. Come l’ultimo articolo: non ceniamo in paese, ma facciamo un po’ di curve ed andiamo a La Thuile, rinomata località sciicstica, città fantasma a giugno. Chiediamo alla commessa della gelateria Serendipity (da provare, assolutamente) un buon posto per mangiare e ci consigliano la Taverna Coppapan, poco più in su. Non è sulla via principale, quindi non l’avremmo mai trovata pur vagando a caso.

Complici la bassa stagione e la partita della Nazionale di calcio (la semifinale dell’europeo) il locale è vuoto ed acconsentono a prepararci la bourguignonne, anche se non prenotata. Abbiamo solo aspettato il tempo necessario per scaldare l’olio.

Dopo un antipasto con dei crostini con fontina e funghi/speck, ecco che arrivano le salse (tartara, al pepe verde che sapeva molto di wasabi, e una più piccante), i pezzetti di carne (manzo, pollo e salsiccia di maiale), un contorno di patate al forno (con la buccia) e spinaci. Poi arriva l’olio e via alla cottura “fai da te” dei pezzetti di carne con i classici forchettini lunghi, immersi nell’olio bollente.

Una cena diversa dal solito, con quantità di carne adeguata e tranquillità garantita dall’assenza del televisore (sì, ormai per me fa la differenza).

Antipasto, bourguignonne per due (per una sola persona non è possibile ordinarla), acqua in caraffa, due caffè e due ammazzacaffè: 60€
Cenare a 19°C mentre a Torino ce n’erano 33 con afa: non ha prezzo.

Ristorante La Terrazza (Curmayeur)

Antefatto: i social network hanno anche utilità pratica, oltre che far perdere tempo (e batteria) davanti al display del telefonino…

Vacanza montana in Valle d’Aosta, a pré Saint Didier. Dove andiamo a cena? Sicuramente non nell’unico ristorante del paese, visto che per due toast e due focaccine cotto e formaggio ci ha chiesto diciotto (!!!) Euro. Quindi apriamo FourSquare e andiamo alla ricerca di qualche consiglio. A Curmayeur compare il ristorante La Terrazza con alcune buone recensioni. Lo si prova. Piace. Quindi si torna. Tre volte in una settimana.

La carta è abbastanza varia con piatti nazionali e anche tipici valdostani. Prezzi per singolo piatto da 14€ a salire circa. Poi c’è il classico menu a prezzo fisso: un primo, un secondo ed il dolce a 20€. Ogni giorno le portate cambiano quindi abbiamo potuto assaggiare diversi piatti nelle nostre tre visite. Degni di nota: le lasagne con sugo di mare (non è montano, ma è buonissima!), scaloppine con cotto e fontina, risotto con i funghi porcini

Tutto decisamente buono, con dosi importanti (no, non si esce con la fame) e con un ottimo servizio: rapidi e simpatici, ma non mettono pressione.

Il ristorante ha una terrazza (ma no?) che affaccia su Via Circonvallazione, se riuscite, mettetevi dal lato della via, per avere la vista sulle montagne, dall’altra parte si vedono solo i balconi del condominio a fianco.

Per concludere, scegliete una delle torte a base di frutta e mascarpone, eccezionali, anche se un po’ caloriche. Degna di nota, assolutamente, la loro sacher. Se vi piacciono gli amari chiedete il genepy della casa, credo il migliore che io abbia mai bevuto. Lo fanno loro.

Alla fine con un menu del giorno, acqua, due caffè e amaro, tra 44 e 48€, a volte offrono il caffè, a volte no. L’ammazzacaffè ce lo hanno sempre offerto.

Basta Parej

Tornano i post mangerecci, parcheggiati per un po’, ma sempre attuali. E, devo dire, fonte primaria degli accessi a questo blog che vorrebbe essere più un blog tecnico che altro 😉

Ma parliamo dell’argomento vero. Quattro passi in centro a Torino, nel famoso Quadrilatero (già recensiti il ristorante Siberiano e il Luce e gas) con la missione “quello che più ci ispira sarà quello dove mangiamo stasera”. La scelta cade sul Basta Parej (basta così, in Piemontese) e un tavolino nel dehor, anche se è grande all’interno. Scegliamo il menu di terra con 3 antipasti, un primo, un secondo, acqua e caffè. Le altre alternative sono un menu di pesce o il classico menu alla carta con la scelta di 6-8 antipasti, 4 primi e 4 secondi.

L’acqua è in caraffa da rubinetto, ottima pensata, ma secondo me l’acqua del rubinetto servita al ristorante, non dovrebbe essere contemplata nel menu, la si porta e basta.

Pane e grissini fatti in casa, si vede, si sente e si gusta. Croccanti e buoni.

Le portate di buon livello, anche se un po’ piccole; diciamo che non è il ristorante dove esci barcollando perché troppo pieno, ma hai mangiato il giusto, a patto di prendere antipasti, primo e secondo, fermarsi al primo non è sufficiente per definire la cena come completa. Eccezionale l’antipasto di carne cruda battuta al coltello e i ravioloni con il sugo di arrosto.

Nota per chi arriva in auto e non conosce Torino: è tutta zona pedonale, quindi si deve parcheggiare in zona blu o uno dei numerosi parcheggi a barriera o in struttura e poi fare qualche minuto a piedi.

In due, tutto come indicato qui sopra, 46€

Ristorante Basta Parej
Via Sant’Agostino 23/M – 10122 Torino
Tel. 011 4362209

 

Ristorante giapponese Wasabi

Iniziamo dal nome: questo è il wasabi (il gussto a me piace poco, in verità).

Proseguiamo con i ringraziamenti per chi ce lo ha consigliato, più e più volte: Alessandro, Giulia e Giancarlo

Il ristorante fa cucina giapponese ed è molto ben ambientato. Una volta dentro si può scegliere se sedersi ai tavoli normali, oppure de andare nel settore al quale si accede senza scarpe e ci si siede quasi come se fosse per terra, ma con una posizione più comoda per le gambe (sotto il tavolo c’è lo spazio per tenerle come se si fosse seduti su una normale sedia). Si occupano loro di mettere via le scarpe e riconsegnarle quando si va via.

Il personale indossa il kimono tipico e mi pare essere veramente giapponese (se ci capisco qualcosa tra le differenze dei tratti somatici asiatici), la cortesia è garantita, come i sorrisi.

Il locale è arredato veramente bene, è tranquillo, non troppo grande. Si può tranquillamente definire un gran bel posto.

Al tavolo ci sono le bacchette e non c’è ombra delle posate, noi ci siamo avventurati e abbiamo mangiato tutto con le bacchette (sì, anche la minestra), ma in altri tavoli le hanno chieste e gliele hanno portate.

Abbiamo preso il menu degustazione  con qualche “optional” in più. Tutte le portate ci sono state accuratamente spiegate e ci hanno anche dato i consigli per non diventare matti mangiando con le bacchette (senza questi consigli la frase appena più sopra non sarebbe esistita).

Il ristorante giapponese, per chi è poco avvezzo, non è solo pesce crudo, si può quindi mangiare tranquillamente anche se si preferisce il cibo cotto. Se proprio il pesce non piace allora inizia a diventare un po’ problematico perché è presente in quasi tutti i piatti del menu degustazione, ma carne e verdura non mancano. Tutti i piatti sono delicati e dal sapore eccellente (considerazione personale, non sono un “assaggiatore” di professione). Inizierei ad elencarvi tutte le cose che mi sono piaciute, ma direi tutte, a parte la zucchina in tenpura, solo perché non mi piace la zucchina.

Non è un posto per le cene di grandi gruppi e soprattutto è un posto dove è tassativo prenotare, se no, non si mangia. Armatevi di buona pazienza per cercare il parcheggio, la zona è pessima.

Ed eccoci ai conti: due menu degustazione, antipasto con vino di prugna, acqua, birra, dolce e liquore: 89€. Non proprio economico, ma una volta ogni tanto ne vale davvero al pena, garantito!

Ristorante Wasabi
Corso Ferrucci 72 Torino
011 44 73 812

Ristorante Valfrè

Dopo il “giretto volante” (vedi post precedente), eravamo nei dintori di Biella e avevamo fame. La nostra meta culinaria è stata il Ristorante Valfrè ad Oropa.

Primo avvertimento: andare all’avventura nel fine settimana è pericoloso, non trovate posto e non mangiate. Il sabato è fattibile, ma la domenica, da quello che ho sentito, è decisamente impossibile. Prenotate prima.

Secondo avvertimento: non dovete avere fretta. Se avete fretta andate a mangiare da un’altra parte.

Ho preso le tagliatelle con il ragu di cervo (molto buone) e la tagliata di cervo con i funghi, spettacolare anche quella. Stremati dall’attesa abbiamo rinunciato al dolce e abbiamo preso il caffè al bancone. Il cibo quindi non è male e il posto è carino. Però sono lenti, ma proprio lenti. Per due portate il pasto è durato quasi due ore e il ristorante non era affatto pieno.

Il conto non è salato: 3 primi, 3 secondi, 2 bottiglie d’acqua, mezzo litro di vino rosso e 2 caffè: 50€

I riferimenti
Ristorante Valfrè
Via Galleria Rosazza 2
Oropa (BI)
015 24 55 942

Mac Bun, lo Slow Fast Food

Ha aperto parecchio tempo fa e grazie ad una denuncia di McDonalds sul nome, è diventato famosissimo a Torino e cintura. Ma cos’è? E’ un tipico fast food ma con una caratteristica fondamentale: tutto ciò che si mangia è fresco, di qualità e soprattutto si sa da dove arriva. Chi ha fondato il locale è allevatore, quindi la carne ha provenienza certa. Il pane è freschissimo, l’insalata sa di insalata e le patatine? Sono tagliate a fettine e fritte, non i bastoncini dei sacconi surgelati della concorrenza.

Si sceglie il menu (da 9 a 12€) che comprende un panino, una bibita/birra/vino e le patatine. Vi dano un “coso” con un numero e andate a cercare il tavolo, quando questo “coso” vibra la vostra ordinazione è pronta. Ci si gode il pasto e alla fine c’è la raccolta differenziata dei rifiuti (l’avete mai vista nella concorrenza?). Ci son anche altre prelibatezze come la carne cruda, ma le proverò le prossime volte.

Unica nota: dovete essere lì prima delle 19:30 se non volete fare coda, che dopo le 20 inizia ad essere decisamente lunga.

M**Bun
Corso Susa 22/E Rivoli (TO)
Tutti i giorni 12:00 – 23:00

Ristorante al Fogolar (aggiornato)

5 giorni di trasferta, si mangia in giro e, detto sinceramente, andare a scatola chiusa non è facile (scatola chiusa = paese che non conosco neanche topograficamente). Vado a passeggio, becco la via principale pedonale, finita la quale svolto a destra e in direzione della balconata verso il fiume mi trovo questo piccolo ristorante:

Ristorante al Fogolar
Piazza della Vittoria 9
Bussolengo (VR)
Tel 045 – 7152 606

Specialità carne. Sono molto tentato. Entro. Sono le 19, ha appena aperto e il ristorante è vuoto. C’è solo il cuoco e la moglie, totale conduzione familiare. Ordino gli affettati misti e la costata di manzo di dimensione “media”.

Non ho visto da dove ha preso gli affettati, ma mi pareva da bustine di plastica, quasi come se fossero del supermercato.Uhmmm. Però erano un po’ particolari e non male.

Il cuoco sparisce e sento il rumore di una sega circolare “ziiiiing!” (brivido*), ecco la mia bistecca che finirà sulla brace. Spettacolare! Una bistecca grande come il piatto, spessa circa 1cm. Molto buona! Le verdure grigliate e le patate arrosto sono altrettanto eccezionali!

Alla mia terza visita ho preso il filetto, anche quello vale veramente la pena.

La signora mi offre alla fine anche le ciliege sotto grappa (buone, ma proprio buone) e il classico dolce veneto che si bagna con la grappa, la sbrisolona

Conto 1: € 29,50 (antipasto, acqua, carne)
Conto 2: € 43,00 (antipasto, acqua, vino, carne, contorno)

Se non badate in modo maniacale alla forma al 100% è da provare. Il posto è piccolo (30 coperti), se siete in tanti, prenotate.
Chiuso la domenica

* avevo appena visto “Giustizia privata”, purtroppo. Chi lo ha visto capirà un mio minimo disgusto a sentire quel rumore

La Douja

Osteria La Douja
Via Amedeo Duca d’Aosta 3
10093 – Collegno (TO)
Tel 011 415 56 56

Bene, questi sono i contatti di un ristorante che NON è per vegetariani, visto che la specialità della casa sono tutte a base di carne. E’ praticamente attaccato alla “Favolizia”, ristorante di cui ho già parlato un po’ di tempo fa. Il ristorante è piccolo (prenotate, gente, prenotate) e da quello che ho capito lo gestiscono in due. Lui ai tavoli (pelato, simpatico e sempre pronto alla battuta) e lei (credo la mamma, ma non ne sono sicuro) che fa le magie in cucina.

Come dicevo, qui la carne è il piatto forte, a partire dagli antipasti (carne cruda, un’isalata di sfilaccio di cavallo che è spettacolare, salami, cotechino e crauti, formaggi vari) con i quali, se non si sta attenti ci si sazia. I primi sono tutti di pasta fresca e di qualità non male (ho preso dei fagottini con pomodoro e mozzarella molto buoni). Poi arrivano i secondi e, se non siete stati attenti, siete già pieni.

Ho rischiato di non farcela (lo so non dovevo prendere il primo), ma la bistecca di cinghiale servita sul tagliere di legno non me la sono persa e ho fatto bene. Eccezionale! La prossima volta, sono sicuro che ci sarà, salto il primo e vado subito sul vitello da 900g.

Problemino: durante la notte mi sono alzato 3 volte per bere e la mattina avevo ancora sete…

Ricapitolando: Antipasto per due, due primi, un secondo, acqua, caffè dolce ed ammazzacaffè: 60€

Non hanno la carta, lui vi dice tutto quello che hano e se ve lo ricordate, scegliete. E’ chiuso la domenica ed il lunedì

Confermo: ci torno.

Mangiare vicino Finale Ligure

Dopo qualche Fine settimana marino, ecco la sintesi di alcuni posti dove siamo andati a mangiare

La Piazza (lungo mare di Finale): da evitare, se possibile. I calamari avevano la consistenza dei Vigorsol (confermato da due ragazzi al tavolo accanto), il servizio è un po’ approssimativo ed è decisamente caro

I Sapori (lungo mare di Finale, poco dopo “la Piazza” in direzione ponente): pizze enormi (decisammente più grandi del piatto) e impasto buono, forse un po’ poco condite; prezzi accessibili, i camerieri sono simpatici

Taverna del Bergallo (Verezzi): un bel posto, con il soffitto in pietra ad arco, fa molto “fantasy”. La scelta dei piatti non è enorme, ma è tutto buono. Unico neo: per portarci il tiramisù (fatto sul momento) ci hanno messo un’ora, minuto più minuto meno. Pare che abbiano solo un CD di Allevi, abbiamo sentito le stesse canzoni almeno 4 volte.

Locanda del Bergallo (sopra la taverna) (Verezzi): più di lusso rispetto alla taverna, più scelta per i piatti, prezzi più alti. I piatti sono molto corposi. Se si beccano i tavoli giusti si può stare sulla balconata con tutto il panorama di Borgio. In estate il menu cambia, con un +3€ (circa) su tutti i piatti

Antiche Società (Verezzi): taverna all’ingresso del borgo, buona, prezzi nella media. La farinata la portano tagliata a quadretti, comodo.

La Tavernetta (Finale, Via Colombo 37): locale piiiicolo, con specialità pesce, il proprietario è simpatico e il pesce buono, ci hanno un po’ deluso le cozze.

Nota finale sui dolci: prestate molta attenzione, perché la nomenclatura dei doci è, diciamo, aleatoria. Abbiamo chiesto un tiramisù in tre posti diversi e ci hanno portato tre dolci completamente diversi, idem per la crema catalana.

Osteria Boccondivino

Si narra che qui nacque il movimento di SlowFood, infatti nel cosrtile su cui si affaccia l’osteria c’è la sede Italiana di SlowFood.

A parte la tempesa che abbiamo superato sull’autostrada, dimenticatevi di arrivarci col GPS. Quando vi trovate di fronte al cartello di zona a traffico limitato parcheggiare e andate a piedi, nella via non si può passare in auto nè parcheggiare.

Il ristorante è tutto al primo piano con le finestre sul cortile interno, da quello che ho visto ci sono almeno due sale, una per i tavoli piccoli, l’altra per le tavolate (è sicuramente più chiassosa), no è enorme, va bene prenotare almeno il giorno prima.

Il menu è alla carta oppure si possono scegliere due menu a prezzo fisso. Abbiamo optato per la carta con la solita regola “antipasto e primo, vedimao dopo se ci sta il secondo”. I vini si possono prendere anche al bicchiere, c’è la pagina con quelli da pasto e poi quelli per il dessert.

Qualità molto alta del cibo, ben apparecchiato nei piatti e porzioni normali, non sono i piatti da “grande abbuffata”, infatti ho anche preso il secondo (le mie prime cosce d’oca). Nel menu è indicata la provenienza di tutte le cibarie

Diciamo che il posto si chiama “Osteria”, ma è un ristorante vestito da osteria, come servizio, arredi e prezzi.

In due, con antipasti, primi, un secondo, dolci caffè e due bicchieri di bianco abbiamo speso circa 70€

Mi è piaciuto e ci tornerei volentieri, non fosse per le due ore di viaggio (andata e ritorno) per arrivarci. Grazie ad Andrea per la dritta!

Osteria Boccondivino
Via mendicità 14
Bra (CN)
0172 42 56 74