Orso, il laboratorio del caffè

Non chiamatelo bar, potreste arrivare ad un incidente diplomatico.

Orso è molto di più.

In San Salvario, con parcheggio sotterraneo facile anche nei giorni più difficili, è una piccola oasi del buon caffè. Anzi buonissimo.

Caffè speciali che arrivano da ogni parte del mondo, ognuno con le sue caratteristiche. Il primo assaggio è farsi spiegare queste caratteristiche da chi c’è dietro al bancone, per la passione con cui ve le racconterà vi sembrerà già di assaggiarli tutti. Poi dovrete fare l’ardua scelta.

Ma non è solo caffè espresso. Potete chiedere tutte le preparazioni possibili. Moka, napoletana, americano (quello vero), … Potete anche gustarlo in un cappuccino o, per i più golosi, in un cappuccino maxi, una vera coccola.

Per accompagnarlo ci sono brioches e torte di pasticceria, tutte sempre fresche e di ottima qualità. Il cannolo è vuoto, ve lo riempiono loro sul momento, così resta croccante.

Sul fondo di ogni tazzina c’è un numero, che si rivela solo dopo aver finito di gustare la bevanda, sul muro per ogni numero c’è la previsione della vostra giornata.

Volete ancora di più? Potete comprare una tazza e tenerla lì, pronta e disponibile solo per voi ogni volta che tornate.

Orso non è un bar, è un’esperienza da provare. E dopo la prima volta ce ne saranno sicuramente altre.

E’ sempre aperto, tranne qualche giorno ad agosto.

Pomodoro e Basilico

Ci sono alcune pizzerie dove si va per stare insieme e dove la pizza fa parte del background come la musica. Poi ci sono quelle dove si va per guardarsi negli occhi e lì la pizza potrebbe anche non esserci.

Sono stato in una pizzeria dove tutto ciò che ho scritto sopra è valido, ma la pizza diventa protagonista appena addentato il primo pezzo.

Da Pomodoro e Basilico prenotare è meglio (si fa dal sito e rispondono il giorno successivo), parcheggiare non è un problema e soprattutto la pizza vince.

Prezzi non popolari, si parte da 9€ e composizioni delle pizze non modificabili. Quelle ci sono e quelle si possono scegliere, nessun rinforzo o “togli il prosciutto che non mi piace”. L’unico parametro su cui si può operare è l’impasto, che si può scegliere con la farina di farro. Chiedete al cameriere se si abbina bene con la pizza scelta.

Scegliere la pizza è un problema. Il menu va letto con attenzione, non sono le solite pizze. Si può decidere di fare il “giro pizza”, ognuno sceglie una pizza, vi portano il piatto vuoto e portano le pizze, una alla volta, a centro tavola, con le fette già tagliate così che tutti possano assaggiarle tutte. L’attenzione si vede anche qui, se ordinate pizze con il pomodoro e pizze senza, dopo avervi portato quelle al pomodoro vi cambiano il piatto.

Dimenticavo, in cucina non c’è un pizzaiolo, ma uno chef. E le pizze diventano un’esperienza.

In 4, una pizza a testa, quattro bottigliette di acqua, due birre, quattro dolci e un caffè: 102€

La foto in evidenza è presa dal loro sito ed è la pizza più buona di tutta la serata, con la marmellata di albicocche e il pathé di olive

La Farmacia del Cambio

E’ una farmacia, ma solo per come è arredata, per il resto è un bar. Un bellissimo bar.

Partiamo dall’inizio.

A Torino il centro è Piazza Castello, poco dietro c’è Piazza Carignano. In questa piazza si trova il Teatro Carignano (andate a vedere una rappresentazione, merita anche solo per vedere il teatro dentro), Palazzo Carignano (con la sua facciata molto particolare), il bar-gelateria Pepino (famosa per il ricoperto) e il Ristorante del Cambio (famoso e storico ristorante, dove amava mangiare Camillo Benso Conte di Cavour).

Ma non è finita.

Da qualche tempo ha aperto la Farmacia del Cambio: un bellissimo bar ricavato dentro i locali di una storica farmacia, della quale ha mantenuto gli arredi e lo stile.

Dolcetti bellissimi esposti in vetrina, brioches di pasticceria che deliziano il palato, servizio pratico: ordini, loro ti danno tutto su un vassoio che prendi e poggi sul grande bancone centrale o sul bancone con la vetrata che dà sulla cucina del ristorante. Spettacolare.

E’ un bar “di lusso”, il caffè al banco costa 1,5€ ed il cappuccino 2€.

La pecca, secondo me madornale, è che le bevande sono servite nei bicchierini di carta e per girare lo zucchero c’è la palettina di legno.

Sono passato dal bar di lusso a starbucks in 4 secondi netti. Un vero peccato.

Ma è da provare, senza ombra di dubbio

Area di sosta Rio Colorè (A6)

Un post atipico di luoghi dove si mangia bene. Oggi parliamo dell’area di sosta con i migliori panini che io abbia mangiato.

Area di sosta e non “Autogrill”, perché Autogrill è una catena di luoghi dove si mangia lungo le autostrade, non il nome proprio di ogni area di sosta, in questa il mondo è diverso (ma state attenti all’auto e al suo contenuto, come in tutte le aree di questo genere).

Il torinese medio ha una sola via per andare al mare, se non vuole fare troppe curve: l’autostrada A6 Torino-Savona, altrimenti detta la Verdemare. In 150Km si arriva a Savona, ma il mare è visibile anche qualche Km prima.

Per la gita estemporanea di un giorno potrebbe essere utile andare con un pranzo al sacco, invece di spendere tantissimo nei ristoranti in riva alla spiaggia. Il posto migliore è passare la barriera di Carmagnola e fermarsi poco dopo il Km 29, parcheggiare, entrare nel bar e guardare la vetrinetta a destra dopo la cassa. Qui il mondo cambia.

Panini con la salsiccia cruda di Bra oppure con le acciughe nel bagnetto verde o le alici e il burro. E molto altro ancora.

Fermatevi, fate colazione (anche le brioches, cannoli e ciambelle sono buone!) e poi procuratevi il pranzo scegliendo dalla vetrinetta delle meraviglie. Niente a che vedere con il Camogli e compagnia.

I panini costano tra 4 e 5€

A questo punto potete proseguire, più felici, verso il mare.

Se volete un panino anche al rientro ho visto che c’è il sottopasso dall’area di sosta corrispondente in direzione Torino.

 

Poormanger

Interessante scoperta fatta nelle viuzze del centro di Torino, vicino a piazza Vittorio veneto ed al Po. Non sperate di trovar parcheggio lì davanti, lasciate l’auto nel multipiano di piazza Vittorio e fate 10 minuti a piedi.

Qui si vende la patata (no, non quella, il tubero! Maliziosi!) cotta la forno e con farciture spettacolari. Il menu scritto sulla lavagna propone una buona varietà di farciture differenti, ma il cliente è libero di guardare il bancone con tutti gli ingredienti a vista e fare le proprie variazioni sul tema.

Qualche tavolo dentro e qualche tavolino nel dehor fuori, una volta fatto l’ordine recuperate posate tovagliolo e la bevanda dal frigo, poi vi accomodate e aspettate che vi portino il piatto. Una patata al forno enorme colma di tutti gli ingredienti che avete scelto. la pasta del tubero è cotta al punto giusto, non bollente e assolutamente mangiabile senza provare le temperature laviche sulla lingua.

Bella sorpresa, il piatto in cui è servita è compostabile (le posate no, peccato), quindi anche una buona attenzione al mondo che ci circonda

Come in molti locali torinesi ormai non esiste più la Coca Cola, ma solo al MoleCola, provatela!

Non vi basta la patata (vi assicuro che sazia come un pasto completo)? Ci sono vari antipasti decisamente invitanti per saziare anche i più voraci ed affamati.

In due abbiamo speso 13€ e ci siamo alzati ben sazi.

Non hanno il POS, quindi andate con i contanti.

Poormanger
Via maria Vittoria 32 (Torino)
Chiuso la domenica

Bjork Brasserie Nordica

Uscita A5 Aosta, un minuto di rampe per uscire dall’autostrada ed eccovi in questo ristorante che vuole replicare un po’ l’aria dei paesi nordici e ci riesce! L’ambiente, il menu, la cortesia, sembra davvero di aver abbandonato per un po’ l’Italia e tutto il suo caos.

E’ pasqua, sul tavolo si trova un uovo sodo, un pennarello ed un invito a dipingerlo e decorarlo, il migliore vincerà una cena presso il ristorante. Ci piace, molto. Tutti coloro che sono seduti al tavolo hanno dipinto il loro uovo, bambini, adulti e anziani.

La cortesia nell’accoglienza, nella presentazione del menu e in tutta la gestione della cena. Cose dell’altro mondo, quello più bello di questo. Avevamo prenotato un menu compreso nel soggiorno al vicino hotel (spettacolare anche lui), ci propongono quindi la scelta tra sei menu, con il dolce non vincolato (se ne poteva scegliere uno dei sei indipendentemente dal menu scelto). Il coperto comprende pane paticolare fatto da loro, una specie di pane/cracker e il burro salato, roba da tuffarcisi dentro senza alcuna remora

Acqua naturale del rubinetto (lo fanno ancora in pochi, troppo pochi), scelta tra un sacco di birre, tutte dei paesi del nord e tre di un birrificio di Aosta, con il maitre che consiglia quali birre scegliere in base al menu ordinato.

Non sono un critico di cucina, ma l’aringa era fantastica ed un salmone così non l’avevo mai mangiato prima.

Con il dolce ci hanno offerto un assaggio di sidro e uno di cognac alle pere. Mi sono innamorato di quest’ultimo.

Locale tranquillissimo, frequentato da moltissimi stranieri, quindi decisamente poco rumoroso (sì, l’italiano medio a pranzo fa rumore, molto rumore, sperimentato in più parti del mondo). Per l’estate ci sono i tavoli all’esterno (che con questa primavera natalizia con la neve a metà aprile non siamo riusciti a provare) decisamente interessanti.

In base ai prezzi della carta, il menu che abbiamo scelto, una birra da 50cl, l’acqua e il caffè: 35€ a testa.

Aperto dal lunedì a cena al sabato a cena, se prenotate è meglio.

www.bjork.it
0165 77 4912
Località Torrent de Maillod 3 – Quart (AO)

500 calorie

No, non è un nuovo sito dove si pubblicano le foto di piatti, ma un locale dove si mangia bene, sano e controllando la quantità di calorie.

Aperto circa un mese fa è un locale piccolo (ho contato una ventina di coperti), ben curato, con la cucina a vista. E’ aperto da lunedì a venerdì dalle 12 alle 18, quindi solo per la pausa pranzo (sigh!). E’ in centro a Torino, vicino a Largo Vittorio Emanuele

L’idea è semplice e geniale. Invece di rovinarsi stomaco, fegato, sangue, … al bar con i soliti tramezzini o piatti precotti, qui gli ingredienti sono sani, di origine locale e cucinati in modo leggero e gustoso. Per ogni giorno si può scegliere la carne rossa, bianca, pesce, vegetariano, più un dolce e/o il caffè. Il menu cambia tutti i giorni e i proprietari sono contenti se chiedete loro come sono preparate le pietanze, vi descriveranno con dovizia di dettagli tutto quello che vorrete sapere. Per ogni piatto sono indicate le calorie; non temete, con circa 500 calorie uscirete sazi, senza quella pessima sensazione del “adesso mi cerco il porcaro e mi faccio un panino con 3 etti di salamella”

Non costa come il bar (è un po’ più caro), in ogni piatto è compreso pane (da mangiare con moderazione, come indicato sul sacchetto) e acqua del rubinetto filtrata (niente bottigliette di plastica che hanno percorso centinaia di Km prima di arrivare sulla Vs tavola). I piatti sono veramente gustosi, sanno di buono.

Faranno take-away a breve, questa cosa potrebbe essere interessante.

Ci è piaciuto, peccato solo che per poter tornare dovrò prendere permesso.

PS. porcaro = terminologia torinese (almeno credo) per indicare il camioncino parcheggiato ai margini della strada che prepara panini con gli ingredienti più grassi e unti possibili