Guidare una vettura GPL

Nota importante: si parla di prezzi di carburanti e di tasse, i dati sono riferiti al terzo trimestre 2017, se leggete dopo, prendete questi dati con le pinze.

Troppi Km ogni anno, troppi pieni di benzina, troppi soldi spesi.

Quindi ho cambiato auto (per raggiunti limiti di età e km) e ne ho presa una con impianto GPL. Queste le mie impressioni, che potrebbero chiarirvi un po’ le idee nel caso in cui stiate pensando di cambiare auto o trasformare quella che avete.

A livello fiscale le cose cambiano: le auto native GPL già dalla fabbrica hanno 5 anni di esenzione bollo e poi un bollo pari al 25% del valore nominale delle altre auto (info al 2017, quando è uscito questo post), se invece installate l’impianto dopo, l’esenzione di 5 anni resta valida, ma allo scadere il bollo si paga per intero. Non mi spiego il perché, ma è così. In molti casi gli impianti montati dalla casa e quelli montati dopo sono esattamente gli stessi (stessi pulsanti aggiunti posticci compresi)

Parliamo di prestazioni. Il 1.4 16V della FIAT Tipo va con il GPL esattamente come va con il benzina, almeno, personalmente, non ho notato differenze apprezzabili in ogni condizione (città, statali, autostrada, montagna, traffico). Il GPL, quando in uso, non puzza allo scarico.

E i consumi? Qui c’è la vera sensazione di gioia per il portafogli. Le indicazioni generali dicono che l’auto a GPL consumi un po’ più di quando va a benzina, ma con il basso costo del GPL (0,6€ contro 1,6€ della benzina) il costo al Km in ogni caso si riduce. Anzi si abbatte.
Con la 500 percorrevo circa 480Km con 49€ di benzina per un costo al Km di 0,10€. Con la Tipo ho percorso 390Km con 22€ di GPL, qui il costo al Km scende a 0,056€. Quasi la metà con un motore più grande e più potente su una macchina più pesante (60CV la 500, 95CV la Tipo).

Fin qui tutto bene, poi arrivano le note meno felici: la gestione del rifornimento (il pieno fa 22€, questa è una nota davvero davvero entusiasmante).

I distributori GPL sono molti meno di quelli benzina e gasolio, nella mia zona ad esempio il primo distributore è a 5Km da casa, mentre nel raggio di 800m ne ho almeno 5 di benzina. In più, per rifornire di GPL è necessario essere serviti, non esiste il self service. Detto questo, cambiano un po’ le abitudini e se si deve fare un viaggio lungo, è necessario sapere prima dove si può rifornire di GPL (male che vada si farà qualche decina di km a benzina). Quindi come si fa?

Si installa la pessima app Prezzi Benzina, si abilita il filtro solo per il GPL e si va a caccia dei distributori.

Non è affatto comoda, perché se si usa il navigatore del telefono (io uso Waze) si deve cambiare App, cercare i distributori nelle vicinanze e cercare di arrivarci. L’app almeno ha i link diretti in Waze, Google Maps e Apple Maps (c’è un “raggiungi distributore”). Dio solo sa quante volte mi è crashata mentre cercavo o impostavo il percorso. Su Android il passaggio delle indicazioni a Waze non ha mai funzionato (ma forse è solo perché ho il cellulare un p’o’ scadente)

Come manutenzione c’è un impianto in più da gestire, quindi presumo prezzi più alti ai tagliandi, ma per questo potrò essere più preciso a 20 o 40 mila km.

Per ora sono soddisfatto, penso soprattutto a “perché non l’ho fatto prima?”

Il testamento digitale

Il pensiero di questo post mi è venuto quando mi hanno chiesto una consulenza “per accedere al PC di un amico che è morto e  ha lasciato molta roba dentro”.

Sì, è un post con un fondo di tristezza, ma tutti sappiamo che prima o poi ce ne andremo da questa Terra e in qualche modo lasceremo una traccia o, più precisamente, una marea di roba che chi rimane dovrà gestire.

Oltre ad abiti, contratti, armadi, bollette, proprietà, da un po’ di tempo, e sempre in maggior quantità, si lasciano informazioni digitali sparse qua e là, a volte a disposizione di tutti, altre protette da password. Se avete fatto i bravi, nessuno conosce le vostre password e nessuno potrà accedere ai dati.

E quindi come si può fare?

E’ davvero una roba complicata, soprattutto se si deve iniziare a chiedere l’accesso della mail di un defunto a Google o a Facebook. Già da tempo, prima della richiesta di cui sopra, l’ho gestita in questo modo.

  • Ho preso una chiavetta USB e l’ho legata alle chiavi dell’auto (così le possibilità di smarrimento sono molto molto basse), l’ho formattata in FAT, così è leggibile da qualunque computer con tutti i sistemi operativi.
  • Ho scaricato il programma VeraCrypt e ho messo l’installer per Windows, Linux e Mac nella chiavetta.
  • Ho creato un file crittografato (con VeraCrypt) da poche centinaia di MB (300) con una password lunga che non uso MAI in nessun altro sistema e me la sono segnata.
  • Dentro al file crittografato ho messo gli installer del programma KeePass (ci sono versioni per ogni sistema operativo) e ho fatto copia del mio file KeePass dove memorizzo tutte le mie password.
  • Sempre nel file crittografato ho lasciato un file con alcune indicazioni per chi avrà accesso a questi dati protetti.
  • Nella parte non crittografata ho messo un file di testo chiamato “se hai trovato questa chiavetta leggimi” indicando i miei contatti e i contatti della persona da me incaricata (lo so che eventuali soccorsi hanno altre priorità prima di leggere il contenuto di una chiavetta USB)
  • Ho stampato su carta la password del file crittografato con due rapide istruzioni su come si accede al file e dove lo si trova. Ho dato una busta chiusa con queste informazioni alla persona che dovrà gestire le cose. Di questa persona ho piena e cieca fiducia, ma non credo sia necessario ribadirlo.

Questa mia azione da quasi malato psichiatrico permetterà alla persona incaricata (sempre che ne abbia voglia), dopo la mia dipartita, di accedere a tutti i miei dispositivi e a tutti i miei account in modo da poterli chiudere, svuotare, cancellare o prendere ciò che interessa.

Nel caso in cui si voglia cambiare la persona incaricata è sufficiente modificare la master password del file sulla chiavetta, cambiare i riferimenti nel file esterno e consegnare la nuova busta chiusa.

Sì, ho un file crittografato dove tengo tutte le mie password
Sì, ho tutte password diverse per i vari servizi
Sì, le mie password non le conosce nessuno, neanche mia moglie (è la persona di cui mi fido di più)
Sì, ho blocchi con password su tutti i miei PC e telefoni
Sì, ogni mese aggiorno il contenuto della chiavetta con le nuove password.

Adesso la domanda da porsi è: “cosa lascerò nel mondo digitale quando morirò?” e quella dopo “che fine voglio che facciano tutti i miei dati?”

E se ho dei dati che nessuno deve vedere? Semplice, un altro disco crittografato con VeraCrypt, una password diversa che non avete scritto da nessuna parte e il vostro file resterà una cassaforte digitale per sempre (a meno che non si scopra una vulnerabilità del software di crittografia che permetta l’accesso senza conoscere la password.

Ricordate inoltre che, a meno che non abbiate attivato la crittografia sul disco del vostro PC (tutti i sistemi operativi permettono di farlo ormai), in assenza della password di accesso al PC basta smontare il disco, attaccarlo a un altro PC per avere accesso a tutto il suo contenuto. Paura, eh?

LEGO Dimensions

E’ un evento raro (o forse unico) che io scriva un post sui videogiochi, ma questo LEGO Dimensions è talmente particolare e interessante che credo valga assolutamente la pena spenderci qualche parola.

Il gioco è disponibile per quasi tutte le piattaforme (Xbox 360, Xbox One, PS3, PS4, Nintendo Wii U) e una volta presa la scatola principale, tutte le espansioni sono valide per ogni piattaforma. Avete letto “espansioni” e pensando a Magic, vi è venuto un brivido lungo la schiena? Esatto, fate bene ad avere paura!

La vera particolarità del gioco è il gamer-pad, un’espansione USB che si attacca alla console e che ha 7 posti con lettori RFID che possono identificare i pupi o gli altri oggetti che si mettono sopra (il “coso” grigio che si vede in foto). Ma partiamo dall’inizio.

Il gioco deve essere installato e poi subito aggiornato (svariati GB, se fate un regalo ai figli, avviate il download la sera prima, soprattutto perché il doppiaggio in Italiano arriva solo con il primo download), si collega il dispositivo USB (il cavo è abbastanza lungo da giocare sul divano in comodità) e si mettono negli spazi bianchi (ma poi cambieranno colore) i personaggi della storia di base: Gandalf, Batman e Lucy.

Ogni volta che si toglie o si mette un personaggio sulla base, questo scompare o compare all’interno del gioco in tempo reale. Eventuali veicoli aggiuntivi dovranno essere montati durante il gioco, quindi attenzione che montare un oggetto LEGO pieno di piccoli pezzetti sul divano può essere problematico. Le istruzioni nella scatola non ci sono, ma Youtube è pieno di video con le istruzioni, così potete montarlo con tranquillità sulla scrivania.

La dinamica del gioco è semplicissima, adatta per i bambini, mai volgare o violento, sempre divertente, il doppiaggio in Italiano è davvero ben fatto. Si devono risolvere piccoli enigmi di logica per arrivare ad un risultato che fa trovare un premio o procedere nella storia.

Vi accorgerete come l’attività principale sia andare in giro a scassare tutto ciò che è fatto in LEGO nei livelli per accumulare punti con i pezzettini tondi 1×1 che cadranno da ogni dove. I livelli della confezione base sono molti per svariate ore di gioco.

Poi ci sono le espansioni.

Qui iniziano i guai o, se preferite, la povertà.

Ci sono 4 tipi di espansione diversi con relative fasce di prezzo.

La prima, da circa 15€ permette di avere due personaggi, senza livelli aggiuntivi o qualche giochino piccolo in più.

La seconda, per circa 20€, offre una confezione con 4 pupini o misto pupi/veicoli, anche qui non c’è molto come livelli extra.

La terza, solitamente con 2 o 3 pupi offre nuovi livelli a tema e ore aggiuntive di divertimento. Costa 30€

La quarta, la più cara, ha un nuovo portale e una nuova avventura molto lunga, costa più di 40€.

Insomma, avete capito che in confronto, i signori di Magic sono dei pivelli. Se il gioco piace si spende e non si spende poco. Fate attenzione su Amazon, a volte trovate i kit molto scontati, ho preso un pack con il livello aggiuntivo da 30€ a 10€.

Tutte le espansioni sono a tema, e i temi sono uno più bello dell’altro.

C’è il Dr. Who, che arriva con il Dottore (Capaldi) e il Tardis, con un’avventura dove si viaggia nel tempo e la cui sigla è quella della serie in TV, ma fatta tutta con i LEGO.

Altra avventura aggiuntiva è Ritorno al Futuro con Marty Mc Fly, la DeLorean e l’hoverboard. Questa è un po’ più corta del Dottore.

Poi si continua con i Goonies, i Simpson, … Il problema serio è che ogni tanto escono nuovi livelli e nuovi pacchetti aggiuntivi.

Ma perché dovrei prenderli tutti? per due buoni motivi:

  1. i personaggi e i veicoli, una volta montati sono bellissimi! (nel senso che varrebbe la pena di prenderli anche solo per poter mettere i personaggi dei film nei quadretti da appendere al muro)
  2. i personaggi e i veicoli hanno caratteristiche speciali che vi permetteranno di trovare oggetti nascosti, altri livelli o di fare più punti nello svolgimento dell’avventura.

Insomma, questo gioco crea dipendenza da acquisti di espansioni. Durante lo svolgimento del gioco spesso vi tornerà utile avere un personaggio che non c’entra un tubo con l’avventura (ad esempio Marty Mc Fly durante l’avventura dei Goonies), quindi quando si gioca è bene avere un posto dove tenete tutti i personaggi, pronti per essere usati.

Spesso, durante l’avventura, alcuni enigmi si devono risolvere spostando i personaggi sulle zone colorate del pad, per eseguire delle sequenze o per mixare dei colori, insomma, il gioco prende una dimensione anche nel mondo reale, questo lo rende profondamente diverso da tutti gli altri giochi per console.

Se avete intenzione di regalarlo a vostro figlio, c’è da fare attenzione ad una cosa che potrebbe generare problemi. Il gioco non si può salvare ovunque, ma solo ai checkpoint, quindi se vostro figlio sta giocando ed è ora di andare a dormire e se ne lamenta, è perché non può salvare in quel momento.

Attenzione allo spazio disco sulla console, ogni espansione chiede un download che varia da 5-700MB fino a 6 GB (l’espansione di Animali Fantastici, ad esempio). Per parlare di spazio, sarà necessario anche uno spazio adeguato per tenere tutti i personaggi e i portali montati. Durante il gioco ho comunque imparato a non mettere il portale sulla base, così da avere meno volume occupato sul tavolino (ne perde un po’ il coinvolgimento, ma non è grave).

Iniziate a chiederlo come regalo di Natale 🙂

PS: questo post NON è sponsorizzato da negozi che vedono LEGO, dalla LEGO, né da WB Games (purtroppo, aggiungerei…)

Supporto per il set fotografico: Valentina

Freelabster e la stampa 3D condivisa

Il mondo evolve, corre e difficilmente gli stiamo dietro, soprattutto se si tratta di tecnologia. Se andiamo a guardare nei settori molto di nicchia la cosa si fa ancora più difficile, come nella stampa 3D.

Sempre più spesso, almeno per noi nerd e makers, nasce la necessità di dover fare dei contenitori per i nostri progetti, perché finché si testa in laboratorio avere i fili non è un problema. Quando la cosa va in produzione in casa, nasce il problema del W.A.F. e tutti i fili devono sparire, deve essere presentabile da mettere in casa e non deve essere troppo visibile (o se si vede, deve essere bello). Insomma, è necessaria assolutamente una stampante 3D.

I prezzi delle stampanti 3D sono in costante calo e ormai quasi tutti potrebbero permettersene una, ci sono però due problemi fondamentali: lo spazio ed essere capaci ad usarle.

Quindi in questo mondo dove è tutto “sharing”, i signori di Freelabster hanno trovato l’Uovo di Colombo: mettiamo in contatto i possessori di stampanti 3D, che hanno tutte le competenze, ma non sanno più cosa stampare, con i maker (o chiunque altro abbia bisogno di un oggetto stampato in 3D) che hanno un progetto e lo vogliono mettere nella giusta scatola.

Come funziona? Di per sé l’attività è semplice: vi iscrivete sul sito, caricate un nuovo progetto con le specifiche, alcuni laboratori vi risponderanno ponendo domande, se necessarie per avere più dettagli, e vi arriveranno le offerte. Quando avete deciso quella che fa più per voi, al via la stampa e la consegna.

Ma la stampa 3D non è facile come stampare un PDF, quindi è necessario fare un po’ di attenzione a due cose:

  • Si deve avere ben chiaro quale potrebbe/dovrebbe essere il risultato finale, fatevi uno schizzo su carta, anche se non sapete usare il CAD. Se il laboratorio deve anche inventarsi la scatola, il progetto costerà molto di più (fino a 10 volte). Ovviamente se sapete usare il CAD 3D e vi disegnate la cosa da stampare, sarà tutto molto più semplice (ed economico)
  • E’ necessario avere le misure precise del dispositivo da inscatolare (o da realizzare), per questo è necessario procurarsi un calibro, misure sbagliate anche solo di mezzo millimetro inficeranno la qualità e la funzionalità del prodotto finale.

Ho sperimentato il servizi con Alvaro, uno dei responsabili dell’area Italia e mi sono fatto realizzare una scatola per mettere il sensore di temperatura in casa senza che si vedessero fili e altre cose brutte. Con il suo supporto sono stato messo in contatto con un laboratorio che, una volta presa la commessa, mi ha fatto mille domande (come non capirlo) per poi spedirmi una scatola semplice ed elegante (è bianca, ho tutti i mobili bianchi in casa, è perfetto).

Per progettare la scatola, stamparla e riceverla a casa, la cifra pattuita è stata di € 33,00, il lavoro è stato fatto dal laboratorio Zenith3D e qui potete scaricare i disegni 3D per farvene fare una uguale, se seguite il mio progetto “La domotica fai da me” sono le scatole giuste per il sensore di temperatura WeMos D1 mini, DHT22 e con la scatola che contiene le 3 pile stilo.

E’ un ottimo servizio per avere i vostri progetti stampati in 3D (ci sono laboratori che non usano solo la plastica e che fanno lavori di superficie con finiture di ogni tipo) senza dover comparare una stampante, avere il posto dove tenerla e imparare ad usarla.

Questo articolo è il risultato di una prova di progettazione e stampa fatta in collaborazione con Freelabster, che mi ha offerto il servizio completo a titolo gratuito. Il link al loro sito è sponsorizzato (ci tengo ad essere trasparente, sempre), quindi se usate il servizio a partire da questo articolo una parte dell’importo mi verrà accreditata e la spenderò per fare altri progetti.

La festa di Aid El Fitr al Parco Dora

La puntavo da un po’, ma questa festa è sempre comunicata la sera per la mattina e raramente capita nel fine settimana, invece quest’anno la fortuna ha voluto che la facessero la domenica mattina.

Parco Dora pieno, pienissimo! (più di Piazza Vittorio per la festa di San Giovanni…)

Colori, bambini, abbigliamento tipico mischiato a quello moderno (c’era gente in tuta), tutti con il loro tappetino e senza scarpe, le donne dietro agli uomini.

Se vi capita di passarci una delle prossime volte, ne vale la pena ed è emozionante.

Fine del Ramadan a Parco Dora
Fine del Ramadan a Parco Dora
Fine del Ramadan a Parco Dora

Passare a Kena Mobile

Sperimento spesso nuove tecnologie e servizi, a volte per sfizio, altre per necessità. Questa volta è per ripicca. Cliente di Tre per la telefonia mobile, mi sono “risentito” del rialzo della mia tariffa da 1,50€ a settimana a 10,99€ ogni 4 settimane. Il momento di andarsere era giusto, ho scoperto il nuovo operatore low-cost di TIM e ho pensato “perché no?”.

Ho raccolto un’offerta che ho visto alle 23:40 e che scadeva alle 00:00, e di istinto l’ho sottoscritta. 5,00€ al mese solare per avere 600 minuti di conversazione e 6GB di traffico dati, compreso il thetering (= usare il telefono per far accedere a Internet un altro dispositivo).

Ma chi è Kena Mobile? E’ un operatore virtuale che quindi si appoggia alle antenne di uno dei 3 gestori “reali”, si appoggia alla rete TIM ed è una società di proprietà di TIM (Noverca vi ricorda qualcosa?). E’ un operatore low-cost, quindi da qualche parte deve tagliare, per costare poco. Questi i limiti chiari a tutti:

  • Pochi negozi, si fa tutto online (non è drammatico)
  • Solo rete 2G e 3G (non 4G)
  • Non c’è la ricarica via internet banking/bancomat o al supermercato, c’è solo Carta di Credito, Paypal o negozi Lottomatica
  • Non ha app per la gestione del proprio conto (ma il sito mobile funziona discretamente)

Ho ordinato la SIM dal sito, ho compilato tutti moduli e contratti e dopo un giorno mi hanno chiamato per la consegna della SIM. Ci sono alcuni vincoli per la consegna che potrebbero essere problematici.

  • Il corriere consegna in una giornata comunicata 1-2gg prima, ma non c’è la fascia oraria
  • Alla consegna dovete esserci voi di persona per far vedere il documento, firmare in 5 posti e consegnare al corriere una fotocopia del documento stesso.

Io l’ho fatto consegnare in ufficio, ma non tutti hanno la possibilità di farlo, potrebbe essere un limite.

Alla consegna il modulo della privacy era spuntata l’accettazione della pubblicità interna di Kena, anche se all’atto della registrazione sono sicuro di aver spuntato la voce “No”, ho comunque corretto sul modulo.

La SIM è una multi-standard, quindi entra in qualsiasi dispositivo.

Dopo l’attivazione ho potuto finalmente provare per davvero questo nuovo operatore. Innanzitutto deve essere chiaro, e per me è stata una sorpresa un po’ amara, che la rete 3G comprende anche la 2G e l’HSDPA/EDGE (2.5G). Mi è capitato sovente di leggere “E” al posto di “3G” sul cellulare. Questo è un ritorno al modem a 56K ed è problematico anche solo per postare una foto su Twitter. Tre non ha rete inferiore al 3G, quindi erano anni che non ricordavo cosa fosse la lentezza sul telefono. Sul telefono del lavoro, in contemporanea alla mia “E” avevo spesso il 4G di TIM. Sono stato anche fuori città e molto spesso, rispetto a Tre che era completamente assente, io avevo la “E”, idem nei luoghi chiusi come i supermercati. Insomma, meglio poca connettività che proprio nulla.

In breve: se con il telefono guardate e mandate molto multimedia, ecco, Kena potrebbe non fare al caso vostro almeno in alcune zone.

Ho avuto a che fare con il call-center, perché mi hanno sbagliato la tariffa (come iniziare bene). La selezione è semplice: si preme 0 e si parla con l’operatore, 5 minuti e il problema è stato risolto. Per le richieste inviate via Twitter in 2 giorni mi hanno richiamato chiarendo ogni mio dubbio e domanda. Non da poco, gli operatori sono tutti Italiani quindi non ci sono problemi di incomprensione.

La tariffa è davvero a 30gg, quindi se inizia il 22/05, finisce il 21/06.

Non c’è l’app, il sito ha una comoda pagina personale con tutte le informazioni relative al proprio piano, le opzioni attivabili, la ricarica e i consumi. Ho salvato il link alla pagina sul telefono e tutto va, ma non è comodo come un’app. Soprattutto, se avete esaurito il credito, per poter accedere al sito e ricaricare, dovete attivare Internet a consumo (che costa 0,5€ per 50MB “consecutivi”.

Il servizio che ti avvisa con un SMS quando si è persa una chiamata è gratuito (almeno al momento), idem la segreteria, la cui consultazione consuma i minuti del proprio piano. I due servizi sono disattivi di default e possono essere attivati dalla propria pagina. Non possono essere attivati contemporaneamente.

La tariffa base, senza offerte attive è un po’ cara, ma le offerte sono molto concorrenziali. La promozione di cui ho usufruito ha 600 minuti di conversazione in Italia e 6GB di traffico, SMS esclusi, fatturati a 0,25€/cad (carissimi). Spendo 5€ al mese.

L’attivazione di tutto ha un costo di 20€ (5€ di SIM, 9€ di attivazione piano, primo mese a 4,99€ e 1,01€ di credito rimanente)

Se si finisce il bundle di dati per la navigazione, questa viene interrotta, la si può riattivare mandando un SMS. La tariffazione base è di 0,50€/50MB, oppure si può attivare l’opzione di 1GB aggiuntivo al mese per 4€.

In caso di credito insufficiente la promozione viene interrotta, videne riattivata alla ricarica, basta che questa venga fatta entro 90gg dalla scadenza, in caso contrario l’offerta decade e deve essere nuovamente corrisposto il costo di attivazione.

Ultima nota molto importante: se volete ricaricare in contanti, c’è solo un modo per farlo: recarsi in un punto Lottomatica, chiedere di fare la ricarica, pagare, ottenere il codice e inserirlo nella pagina web. Se regalate la SIM a vostra nonna, ricordatevi che dovrete sempre ricaricargliela voi (a meno che non abbiate una nonna molto smart).

Nota: tutte le tariffe sono quelle in vigore alla stesura del post, vi conviene andare a controllare sempre prima di attivare la SIM.

Il rispetto delle regole

Qualche giorno fa il nuovo Sindaco di Torino (che è figlia di un movimento politico che non mi piace, che sta facendo un sacco di cose che non condivido alla città e che non voterei mai) ha detto una cosa furba: la malasosta va combattuta (spero che La Stampa non tolga il video). Lo ha detto in termini molto semplici e condivisibili da tutti: se parcheggi male intralci il trasporto pubblico e ritardi lo spostamento di centinaia di persone, se parcheggi male manchi di rispetto a chi parcheggia lontano o aspetta per parcheggiare bene; guardate tutto il video. Le regole ci sono e devono essere rispettate, come dovrebbe essere garantita la certezza della pena. Poco dopo leggo sulla pagina satirica (ma non troppo) FB Chiara Appendino che fa cose questo post:

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e penso che la gente abbia capito davvero poco. La città è fatta in un certo modo, creare parcheggi costa caro e sopratutto non si fa con la bacchetta magica in una giornata, quindi ci si deve adeguare. A San Salvario la soluzione l’hanno trovata: metà della zona di sosta è dedicata ai residenti, il resto ai clienti dei locali. C’è comunque un flusso di auto molto elevato, quindi:

  • Arrivi con adeguato anticipo
  • Parcheggi più lontano (quattro passi non hanno mai fatto male a nessuno)
  • Ti muovi con il servizio pubblico (prendere un taxi in 3 e dividere la tariffa della corsa costa meno che dividersi la multa)
  • Non ci vai

Fossi io al suo posto sarei ancora più cattivo. Spendere i soldi della multa è alla portata di tutti, rientra nel conto finale della serata, se invece, alla terza volta che ti beccano, ti bloccano l’auto in un deposito per 5gg il “disguido” inizierebbe ad essere davvero pesante (divieto di sosta, rimozione, deposito, mancanza di auto per andare a lavorare). Per la sosta su posto per disabili o intralcio del traffico/mezzi pubblici io non aspetterei neanche la terza volta, senza auto per 5gg, sicuro che non lo rifai.

E se abito in una zona dove di parcheggio ce n’è poco? Bel problema, concordo. La macchina è una spesa e lo è anche il suo ricovero, io ho un box, per il quale pago un affitto mensile. Quando ho cercato casa l’ho cercata anche valutando la possibilità di parcheggio, quando vivevo in una zona con poco parcheggio e senza box, dopo 30 minuti di giri andavo a parcheggiare a 15 minuti a piedi. Le soluzioni ci sono, anche se non si può rinunciare all’auto (nel mio contratto di lavoro devo essere automunito, pena la possibile perdita del lavoro).

Questa cosa a Torino dovrebbe essere fatta anche sul passaggio con il rosso agli incroci, altra piaga estesa, pericolosa e tollerata.

Nelle grandi città c’è traffico, c’è poco parcheggio, ci sono troppe auto e c’è inquinamento, se non piace si può sempre cercare casa fuori, ci sono i soliti pro e contro da valutare.