mag 112013
 

Oggi ho letto questo articolo su La Stampa, nel testo ho trovato (cito testualmente):

” [...] Così, si sono rivolti ai colleghi del Nucleo Investigativo, specializzati in indagini tecniche. Sono stati loro a entrare nella memoria dello «smartphone» per risalire al numero. I dati erano memorizzati in tedesco, ma gli agenti sono riusciti comunque a risalire ad alcuni amici del derubato [...]“

Visto che ho quel telefono (iPhone 4S) mi sono posto alcune domande.

Primo: se il telefono non era protetto da un PIN l’articolo non ha senso, gli “specialisti” sono riusciti a sbloccare il telefono con uno slide verso destra e poi hanno trovato l’icona dei contatti. Direi che avrebbe potuto farlo anche un bambino di 10 anni che sappia usare un qualunque dispositivo tecnologico.

Secondo: se il telefono era bloccato da un PIN e loro, non sapendolo, sono riusciti ad accedere ai contatti, la cosa è preoccupante. A che serve un PIN se in pochi minuti si riesce a bypassare per raggiungere la funzionalità del telefono?

Forse non tutti i lettori del giornale lavorano con bit e byte e non ne hanno una gran dimestichezza, però sarebbe stato sicuramente più interessante sapere che metodo hanno utilizzato per poter accedere al telefono.

PS: nell’articolo la foto è di in iPhone 5, mentre nella didascalia è indicato come se fosse un 4S. Forse tutto questo post è inutile perché il giornalista ha scritto delle parole a caso…

mag 092013
 
Non essendo io l’infortunato, ho avuto modo di guardarmi un po’ intorno e ho visto, in ordine assolutamente casuale…
  • Il primario che entra in ufficio alle 10 ed esce alle 14 (se ne va via, senza camice, con tutte le sue borse. Non è più tornato)
  • Gli infermieri che saltellano da un paziente all’altro, sempre con il sorriso e con dosi di pazienza e cortesia a livelli altissimi
  • Le lagne continue che fanno passare prima della gente che aspetta soffrendo in silenzio
  • I malati che si interessano più alle patologie altrui che alle proprie
  • Medici che seguono decine di pazienti per volta e si segnano tutto su un “post-it” fatto con un foglio A4 fermato con lo scotch di carta
  • Gente che urla in modo tale da farti pensare che ci sarebbe bisogno di uno studio anche per l’esorcista
  • Il tempo si ferma, ma i 320 minuti di attesa previsti dal display all’ingresso, alla fine si sono rivelati fondati e veritieri (un minuto è davvero lungo)
  • Gente di un’ignoranza tale da mettere i brividi
  • È un posto senza prese elettriche, quindi impari a centellinare l’uso di telefono e tablet (ci sono negli aeroporti i punti di ricarica, perchè non negli ospedali?)
  • Ogni azione pronunciata al tempo futuro è intesa nel periodo tra 3 minuti e 10 giorni
  • La gente dovrebbe andare in giro con enormi padelle, per farsi i fatti propri.
  • Utente e password per l’accesso al PC dell’accettazione sono stampate con la dymo e attaccate alla base del monitor. Potrei pubblicarle.
  • Sentire due parcheggiatori parlare tra di loro “<<non ho monete>> [con vocina stridula] vediamo cos’hai nel cassettino della panda, ammazzati”. Pensare di voltarsi e riempirli di parole poco gentili, ma non farlo. Due contro uno non va bene.
  • Guardarsi intorno e vedere tra il personale sanitario il dott. Kelso, Cox, “Samantha”, l’inserviente bastardo, … E farsi quattro risate per riuscire a sopravvivere
apr 232013
 

Non guardo la TV, praticamente mai. Ma sento parlare i colleghi e leggo su Twitter di tutti i programmi che girano in questo momento, guardo ogni tanto qualche video di Crozza su Youtube. Da tutto questo ho scoperto l’esistenza di un noto programma televisivo dove gente comune fa una gara di cucina per vincere l’allettante premio alla fine di tutte le puntate. Pare che in questo concorso i giudici siano particolarmente cattivi nei confronti dei concorrenti. Soprattutto credevo che Crozza esagerasse con la parodia.

Poi ho visto un pezzo della trasmissione su Youtube e ho visto come i giudici trattano davvero i concorrenti. E ho visto che la reazione si limita ad una faccia sconsolata dopo aver subito vari attacchi anche pesanti e il lancio del piatto appena realizzato all’interno del lavandino o direttamente a terra.

E poi mi viene in mente quando leggo quegli articoli di cronaca dove una persona, dopo che gli è stato fatto notare con un colpo di clacson che non ha dato una precedenza, scende e ammazza il “suonatore” a colpi di cric.

Mentre quelli lì, in TV, si fanno insultare davanti a tutto il numerosissimo popolo dei telespettatori senza proferire parola. Senza prendere quel dannato piatto e spaccarlo in testa a quella gente cafona ed arrogante. “Sì, voglio che tu muori!”.

Signori, rendetevene conto, è tutto finto. Spegnete la TV ed accendete il cervello.

Ma non andate in giro in auto a rompere le teste altrui a colpi di cric.

mar 252013
 

Torino. Grande incrocio tra corso con controviali e via molto trafficata. Al semaforo del corso grande la corsia di sinistra è dedicata a chi svolta a sinistra e si forma spesso una coda molto lunga. L’automobilista torinese è furbo, fa la seconda corsia, poi arriva all’altezza del semaforo e zac! Si mette davanti alla coda di auto in attesa di svoltare.

L’odio.

L’altro giorno c’era un vigile lì al semaforo, non ho capito bene per fare cosa, visto che non c’erano incidenti ed il semaforo era funzionante. Arriva l’auto del furbetto di turno, si mette davanti a tutti i e il vigile, che gli si faccia una statua (da abbattere alla prima multa che mi farà, ovviamente) ha “gentilmente” invitato l’automobilista a procedere dritto, facendo perdere di fatto più tempo che se avesse fatto la coda.

Non sempre il trasgredire le regole passa inosservato

mar 152013
 

Ieri l’amara notizia: Google Reader, l’aggregatore RSS più comodo che io abbia mai usato, in funzione da anni e sul quale si basano centinaia di applicazioni per ogni dispositivo, chiuderà i battenti il primo di luglio 2013, così come annunciato sul Blog di Google.

Non mi preoccupa dover trovare l’alternativa, ce ne sono e ne sorgeranno di nuove, se la richiesta c’è (e c’è, vista la reazione di moltissime persone affezionate a questo servizio in tutto il mondo). La mia preoccupazione è un’altra ed è ben più grave. Anzi sono due.

La prima è che questo ha minato profondamente la mia considerazione nei confronti della serietà di Google. E se domani mattina mi alzo, faccio logon su Gmail (che uso moltissimo) e un messaggio mi dice “tra 3 mesi chiudiamo il servizio”? Questa è la mia paura, in ogni servizio che Google offre. Saranno pure i detentori mondiali “dell’Internet” (esagero, ma senza di loro la Rete come la conosciamo sarebbe diversa), ma prima di abbandonare un prodotto dovrebbero pensarci bene e ricordarsi che anche se gratuito, stanno offrendo un servizio. E le decine di migliaia di firme della petizione per non farlo chiudere dimostrano che Reader non era un servizio usato poco, almeno in termini numerici.

La seconda è più generale. Quanto possiamo fidarci di tutti i servizi in rete di cui stiamo usufruendo in modo gratuito? Se facciamo due conti sono davvero tanti e se leggiamo bene tutte le EULA ognuno di questi servizi, da qualche parte, ha indicato una cosa del tipo “possiamo interrompere il servizio in qualsiasi momento e senza dare giustificazione”. Facciamo due conti ed enumeriamo tutti servizi gratuiti di cui ci serviamo, per cose più o meno importanti. Sono moltissimi. Alcuni esempi:

  • Casella/e di posta elettronica
  • Servizi di storage in cloud
  • Streaming musicale
  • Forum vari
  • Browser internet e sincronizzazione preferiti e password
  • Accesso alle news
  • Previsioni meteo
  • Software gratuiti di ogni tipo

Adesso immaginiamo che una mattina tutti cessassero di funzionare. Per quali saremmo disposti a pagare per continuare ad usufruire del servizio? Secondo me questa è la direzione che sta prendendo Internet. ogni servizio deve essere pagato per poterne usufruire. Questo si vede già adesso nei siti di news che stanno restringendo sempre di più l’accesso gratuito alle informazioni, non si potrà vivere solo di pubblicità, tra l’altro sempre più invasiva e fastidiosa (mai aperto il sito di libero?)

feb 192013
 

Un gruppo di amici vive in una casa grande, molto bella e spaziosa. Di comune accordo decidono che per gestire meglio tutte le finanze è necessario creare un unico conto corrente dentro cui versano parte del loro stipendio, in base a quanto guadagnano. Questo per mantenere sotto controllo le spese e dare adeguata manutenzione ordinaria e straordinaria alla casa.

Sono in molti e quindi decidono di delegare qualcuno che amministri questo conto corrente. Qualcuno di loro fiducia che si impegni a spendere il giusto e, se possibile, non dare fondo al conto corrente. Non sapendo come scegliere il “fortunato” decidono che ognuno di loro farà una proposta e poi si metteranno le proposte ai voti.

Ognuno di loro si arrovella per organizzare una gestione che sia proficua, funzionale e soprattutto appetibile per gli altri. Uno dei tanti, che ha a disposizione un po’ di soldi in più fa stampare dei bigliettini che fa trovare a tutti a colazione, cambia tutte le federe con delle federe nuove con il suo slogan e fa la stessa cosa sostituendo tutti gli asciugamani con degli asciugamani nuovi con il suo volto stampato. Fa trovare nelle auto dei buoni benzina e promette che se verrà scelto lui come amministratore la casa sarà molto più bella e la parte di stipendio da versare sarà decisamente minore rispetto a quella preventivata.

Ovviamente viene scelto lui come amministratore.

Da subito le cose cambiano. Le pulizie vengono fatte da un’impresa e nessuno della casa se ne deve più occupare, i pasti sono di qualità nettamente più alta, le lenzuola sempre fresche e pulite.

Dopo un po’ di tempo il nuovo amministratore, forte del fatto che le cose vanno decisamente meglio, ottiene che una parte del conto in comune sia destinato come suo compenso. Nessuno obietta. Fa un buon lavoro, perché non ricompensarlo?

Passano i giorni e l’amministratore una sera torna a casa una una macchina nuova di pacca, sicuramente al di fuori delle sue possibilità.  I coinquilini si pongono qualche domanda, ma lui offre a tutti una cena a base di pesce e champagne e i malumori passano quasi del tutto.

Qualcuno inizia a chiedergli conto delle spese fatte. Lui, sempre sorridente, dice che va tutto bene, che le spese sono adeguatamente coperte dagli introiti e che tra qualche tempo si riuscirà persino a diminuire la quota da versare, perché la sua oculatezza ha portato ad un miglior servizio con una diminuzione della spesa.

Alcuni inquilini iniziano ad essere più pressanti con le richieste di spiegazioni, ma l’amministratore, sempre con il sorriso sulle labbra risponde che va tutto bene e fa trovare loro in camera qualche signorina disponibile, il pieno fatto alla macchina e del cibo migliore a tavola.

Il malumore si diffonde sempre di più e stranamente in casa gli inquilini si sono divisi in due fazioni, chi vuole sapere di più e chi invece è contento così. I secondi, sempre più strano, hanno sempre l’auto lucida, vanno a giocare a golf con l’amministratore, hanno un servizio in camera migliore del solito.

La tensione sale e un giorno l’amministratore dice che è necessario incrementare di un po’ la quota da versare nel conto comune perché tutto il lusso è diventato caro e non si riesce più a gestire. l’incremento sarà poco e le lenzuiola dei letti saranno cambiate una volta a settimana e non più una volta ogni 3 giorni.

Dopo svariati giorni di pressioni l’amministratore cede e si dimette, perché non ne può più di sentire gente che si lamenta. Alle dimissioni prende una parte del conto come compenso finale dei servizi resi e si fa da parte. In fretta e furia gli altri inquilini scelgono un altro amministratore, che non è il maggior oppositore dell’amministratore uscente, ma una persona tranquilla che è sempre stata in disparte e non ha mai preso una decisione attiva in questa battaglia.

Passano pochi giorni e le cose cambiano. Alla ditta di pulizie viene chiuso il contratto, vengono acquistate scope di basso valore ed ognuno dovrà pulirsi la sua stanza, le parti comuni saranno pulite a turno. Stessa cosa per il pranzo, dove ognuno prepara a turno e gli ingredienti sono solo da discount. Per due sere a settimana c’è solo del pane da mangiare. La quota da versare nel conto comune raddoppia, per far fronte ai debiti stipulati dall’amministratore precedente. Di giorno in giorno i servizi in casa calano, la temperatura del riscaldamento viene portata da 21°C a 18°C e la notte viene completamente spento.

Visto che non si riesce a far fronte a tutte le spese e ai debiti, tutti gli inquilini tranne l’amministratore devono versare nel conto comune una percentuale aggiuntiva nel conto comune. Viene imposto un limite più restrittivo alla spesa per il cibo quindi le razioni si riducono ulteriormente. Ad ogni inquilino viene chiesto un versamento ulteriore in base alle dimensioni della stanza che occupa ed in base alla bellezza dell’arredamento. Il compenso dell’amministratore non viene mai toccato al ribasso, anche se con insistenti pressioni di tutti gli inquilini.

Intanto la casa è sempre più sporca perché “tanto poi qualcuno pulisce”, le finestre sono aperte con il riscaldamento acceso perché “cosa vuoi che sia” e molto cibo non mangiato viene buttato nell’immondizia perché “figurati se finirà mai”.

Intanto l’ex- amministratore inizia a ricordare ad alcune persone di come si stava meglio quando cera lui e di come si potrebbe migliorare nel caso in cui lui dovesse tornare ad amministrare. l’inquilino ha la memoria corta e, nel disagio, si ricorda di come stava bene, ma non si ricorda che era al di sopra delle sue possibilità, spera quindi nel ritorno dell’amministratore, che inizia, molto attentamente, a far qualche regalino qua e là, alle persone che potrebbero dargli corda e ai più affamati. Poco prima del voto annuncia a tutti che al suo ritorno le spese extra per le stanze più belle saranno restituite.

Chi pensate che vincerà alle elezioni successive?

gen 272013
 

Grazie ad una campagna promozionale di Canon ho avuto modo di provare la compatta che fa le foto come una reflex. Queste le mie personali considerazioni dopo 3 giorni di utilizzo.

A livello fisico una macchina foto compatta che ha il sensore di una reflex è un’ottima idea, ci sono alcune cose decisamente positive ed altre che mi lasciano un po’ perplesso. Come al solito vado con uno schemino, più sintetico da esporre

Cosa mi piace

  • E’ leggera, quasi da portarsela in giro tutti i giorni
  • E’ piccola, il corredo sta tutto in tasca
  • Ha un bel display ed è touch (ma è anche un terribile difetto)
  • Le modalità di funzionamento sono del tutto paragonabili ad una reflex, modalità di scatto in manuale, a priorità di tempi e diaframmi, alto livello ISO, possibilità di personalizzarla in quasi ogni suo aspetto
  • Il sensore non è da compatta, belle foto, basso rumore
  • Scatta in RAW ed è abbastanza veloce nella raffica (5 scatti consecutivi, anche se non è paragonabile ai 20 della 7D)
  • La rettività del pulsante di scatto è eccellente, non c’è quasi ritardo

Cosa non mi piace

  • E’ terribilmente sbilanciata, almeno con l’obiettivo in dotazione (18-55)
  • L’impugnatura è tutt’altro che salda, pare quasi scivolare dalle mani
  • Il display è touch ed è capacitivo. In inverno con i guanti non è usabile a patto di toglierseli o compare i guanti specifici
  • La messa a fuoco è a dir poco imbarazzante, ma ne parlo più in là
  • Togli l’obiettivo e il sensore è lì, completamente a disposizione dei granelli di polvere

Finito il riassunto, vorrei parlare della messa a fuoco, che secondo me è completamente rivedere, forse il difetto più fastidioso, che copre anche tutti i pregi della macchina fotografica. Io sono abituato alla 7D che ha l’autofocus migliore che finora io abbia provato, se accoppiato a motori ultrasonici difficilmente sbaglia un colpo e difficilmente ti fa perdere lo scatto, lui è lì, sempre pronto e reattivo. Qui invece non ci siamo proprio. Le modalità sono 3: tutta l’area disponibile, spot con selezione del punto con un tocco del dito e riconoscimento dei visi. Ho provato la macchina al chiuso, luogo notoriamente più difficile. Il riconoscimento facciale funziona abbastanza, tranne se all’interno della foto c’è una foto, un pupazzo o un quadro, inevitabilmente riconosce quelli e non il soggetto. Per il resto il fuoco giusto, in ogni modalità, è sempre raggiunto al terzo tentativo, se va bene, non ce la fa o sbaglia il punto. E poi è lento, ma così lento che ti fa passare la voglia si fotografare. Dimenticatevi di poter rubare foto a qualche soggetto in movimento, è ottima per foto statiche (persone molto ferme, soggetti poggiati a terra, panorami, chiese, …)

E poi costa 900€. Novecento. La Canon 650D, reflex di livello medio con lo stesso sensore della EOS M, con lo stesso obiettivo nel kit, la trovate a 630€

Un piccolo test fotografico, la 7D contro la EOS M, entrambe con ottica di base (18-55 per la M, 17-85 per la 7D), stesse condizioni di luce e stesse impostazioni di scatto: ISO 3200 (fare le foto bene a 100 ISO è troppo facile), F8 (un diaframma intermedio) e tempo 1/40, stessa lunghezza focale, circa 50mm. Nessuna elaborazione, così come uscita dalla macchina foto, convertito il RAW in JPG. Crop al 100% di un particolare

Test EOS

Sotto questo punto di vista nulla da dire, la resa è paragonabile alla macchia di fascia più alta, si portano a casa quindi foto di indiscutibile qualità.

Resta solo la domanda principale di tutta questa discussione: “ne vale davvero la pena?”

A mio parere no. Soprattutto per il prezzo, con quella cifra compro una reflex e mi porto dietro un po’ di peso e volume in più, più maneggevole e molto più “macchina fotografica”, se costasse un po’ meno della metà ci potrei fare un pensiero, ma questa faccenda che l’autofocus rischia di non riuscire a far scattare delle foto per le quali ci va prontezza le fa perdere davvero moltissimo valore.

Qui sotto i due scatti originali

EOS M

EOS M

EOS 7D

EOS 7D

 

dic 312012
 

Un po’ di anni fa (so’ vecchio…) per giocare si doveva inserire la cassetta nel mangianastri, andare al numero dei giri esatto, dare il comando “LOAD” e al prompt “Press Play On Tape” far partire il nastro. Aspettare qualche minuto e poi giocare ad un fantastico gioco a 16 colori a 320×240 pixel.

Il tempo passa ed in teoria adesso è sufficiente accendere la console, inserire il disco e giocare. E invece no. Perché accendi la console (xbox360), questa si collega ad Internet e e dice che si deve aggiornare, dopo 10 minuti di download si riavvia e ci vanno altri 10 minuti per l’aggiornamento. Poi parte il gioco che scopre anche lui che deve essere aggiornato, e se ne vanno altri 5 minuti. Passata mezz’ora sei in grado di giocare  ad un gioco (in questo caso Forza Horizon) con 16 milioni di colori a 1920×1080 pixel, audio 5.1, comandi vocali e altre cose molto più interessanti di un vecchio videogioco.

Il gioco di listino costa 69€ (sessantanove), ma l’ho trovato a 39€, uno sconto interessante.

Giocando ti accorgi che puoi fare un sacco di belle cose, comprare auto, abilitare tracciati particolari, mettere sulle auto delle livree molto accattivanti e molto altro ancora. Come devi fare? mettendo nuovamente mano al portafogli, perché la maggior parte dei bonus si acquistano a parte direttamente dal marketplace Microsoft. Se vuoi giocare in rete con altri devi anche mettere mano al portafogli, alla modica cifra di 5€ al mese. E i Soldi per comprare il gioco a cosa sono serviti, per avere una versione base? A 69€?

Io mi sento preso in giro.

Devo dire però che il gioco è davvero bello, poter finalmente girare per strade come in Need For Speed, ma con il rendering di Forza Motorsport è un’esperienza di gioco esaltante

Nota sugli aggiornamenti: accendo di rado la console, quindi ogni volta che la accendo c’è un aggiornamento da installare

nov 062012
 

Ho fatto il passaggio. Questo è un articolo, il più oggettivo possibile, di confronto tra i due sistemi. Mi asterrò da ogni commento sulla consueta guerra Apple vs quellochevolete.

Prima: Samsung Galaxy S con Android versione 2.4 e poi aggiornato a 4.0 (dopo aver fatto l’operazione di “root” del telefono)
Dopo: iPhone 4S con iOS versione 6

Partiamo da quello che mi manca.

Non ci sono i widget, questa è la cosa che patisco di più. Non posso abilitare o disabilitare alcune funzioni direttamnte dalla pagina pinrcipale, ma devo obbligatoriamente entrare nelle impostazioni. Oppure avere il colpo d’occhio sul calendario. Alla fine è pigrizia, perché con 2-3 tap in più si raggiunge ogni cosa, ma lo trovo un po’ scomodo. Perché non mettere i bottoncini nell’area di notifica come fatto per il calendario?

Forse è un po’ una fesseria, ma lo sfondo che scorre insieme alle pagine delle applicazioni era davvero bellino

Google talk e generalmente tutta l’integrazione con i servizi Google (contatti, ccalendario, mail, …), a cui sono molto legato (= ho tutto lì). questo si sente moltissimo

La libertà di modificare la quantità di icone sul display (solo con Android 4.0). Ero disposto ad averle un po’ più piccole, ma averne 5×5 e non 4×4 (nove icone in più sono davvero tante)

Il play store, essendo su web, è molto più comodo. Prendi l’app navigando su un bel monitor ampio e il sistema la installa automaticamente sul telefono

L’app che salva in automatico SMS e cronologia chiamate su gMail

Personalizzazione in ogni singolo dettaglio, molto più di iPhone.

La tastiera. Su Android ho comprato la Swift che analizza e corregge in tempo reale tutte le parole, quella di iPhone non è minimamente paragonabile. Credevo fosse bella come quella di ipad, e invece…

Adesso le cose che mi piacciono un sacco

Il telefono è veloce e reattivo, in ogni situazione (non è l’ultimo arrivato, ma va un gran bene)

La batteria! Staccare il telefono dal carica batterie alle 7, andare in ufficio, lasciarlo su tavolo, usarlo un po’ a pranzo, lasciare tutte le notifiche attive (mail, messenger, whatsapp, …) e arrivare alle 19 a casa con il 60% disponibile. Per me era un sogno. Con l’altro telefono, stesso utilizzo, alle 12.30 la batteria era, nei casi fortunati, al 20%.

La fotocamera è velocissima, schiacci il bottone e lei scatta, niente attese fastidiose. Per quanto riguarda la qualità, mi astengo, visto l’uso che ne faccio. Per le foto vere uso la reflex.

L’antenna GPS è velocissima a prendere il segnale, nessuna esitazione.

Parliamo della connessione in macchina con il sistema Blue&me di FIAT. Ho comprato anni fa l’adattatore specifico per l’iPod, l’ho attaccato all’iPhone e ho connesso l’iPhone anche al bluetooth. Il telefono è come se entrasse a far parte dell’auto. Chiamate vocali alla perfezione, Siri si interfaccia con il bluetooth: parlo e sento dagli altoparlati dell’auto. Il telefono si carica e posso sentire musica e podcast. Insomma l’auto diventa davvero multimediale e fa la mia felicità

C’è finalmente un client decente per Twitter. Diciamo che l’acquisto del telefono è giustificato per il solo fatto di poter usare TweetBot (ok, è esagerato, ma per Android non ci sono client a quel livello)

Siri è di una comodità pazzesca. Raramente sbaglia ad interpretare le richieste e si può chiedere di tutto (anche “teletrasportami”). Però devo ammettere che ancora non ho provato Google Now!

Esce un update e lo puoi installare. Subito. Su Android o hai il Nexus oppure puoi aspettare “l’infinito ed oltre” (cit.) prima di averlo, per mettere la nuova versione sul mio telefono ho dovuto prendere i diritti di root ed installare una mod. L’aggiornamento del sistema fa sì che il telefono invecchi molto più lentamente.

iCloud funziona. Funziona molto bene, su iPad, iPhone, Mac e web. Non fa cose complicatisime, ma sincronizza quello che deve

Appurato che sono molto contento del telefono, questi sono alcuni difetti che ho riscontrato nell’uso comune.

Apple, Steve, Tim! Fate qualcosa!! I cavi da 80cm per ricaricare il telefono sono sempre troppo corti!
Il pulsante dello standby è comodo, ma tutte le volte che infilo il telefono in tasca lo schiaccio
Con il bumper installato, il bottoncino per il muto è da cercare con uno stuzzicadenti, per me che mi mangio le unghie. E, porcazozza, manca l’icona sulla barra in alto quando è attiva la modalità silenziosa.

per quanto riguarda l’impossibilità di espandere la memoria, al momento non vedo alcun problema. Ho tutte le applicazioni che mi servono, un po’ di musica e un po’ di podcast. Su 16GB nel ho liberi ancora quasi 9

Sono contento dell’acquisto, ma forse lo avevo già detto.

E il prossimo? magari, tra qualche anno, sarà un Windows Phone

set 222012
 

Il titolo di questo post è un dato di fatto. Lo è anche il fatto che siamo diventati dipendenti dalla macchina (se io non l’avessi perderei il posto di lavoro). Quindi come fare per non farsi salassare ad ogni pieno? Questi sono i miei brevi consigli

  • Abbandonate le tessere punti dei distributori di benzina. Si fa benzina dove costa meno, al self service.
  • Ma… fare 40 Km per cercare il distributore che fa 0,001€ in meno al litro non è una buona idea
  • Da esperienza personale: vale più 1€ di benzina di marca che 1€ di benzina di pompa bianca (concetto difficile da spiegare a parole. Pur costando di meno la benzina al litro, a parità di spesa, con una benzina di marca si fanno più Km). Questo almeno dalle mie parti e nei distributori che ho provato io. Per fare la prova dovete sperimentare un po’ facendo il pieno di benzina in vari posti segnandovi quanto vi dura, a parità di percorsi fatti, ovviamente.
  • Osservate il contagiri. Cambiare a 5000 giri schiacciando a fondo l’acceleratore non è una grande idea. Viaggiando in città e rispettando le regole del Vecchio Col Cappello che impongono di mettere la seconda ai 20, la terza ai 30, la quarta ai 40 e la quinta ai 50 sono riuscito a fare il 25% di strada in più con un pieno. Venticinquepercento. non 5 Km in più.
  • Al semaforo rosso ci si ferma e basta. Andare avanti 5cm per volta, sperando di convincerlo a diventare verde non serve a nulla. E se quello davanti lo fa, lasciando 2m tra voi e lui che ve ne importa?
  • La fretta è cattiva consigliera. E vi fa consumare di più. partite per tempo e viaggiate tranquilli, arriverete a destinazione anche meno stressati
  • Con me funziona: ascoltate musica tranquilla. Il rock o il metal mi fanno pestare molto di più sull’acceleratore
  • Il pedale dell’acceleratore… va appena accarezzato. Fregandovene degli altri irrequieti che strombazzeranno introno a voi
  • I limiti di velocità. Se non avete ancora capito a cosa servono, ecco, servono a farvi consumare di meno. Davvero. Ovviamente oltre al fatto che rispettandoli è impossibile prendere multe per eccesso di velocità, altri soldi e stress risparmiati
  • Stare attaccato al culo della vettura davanti non è una buona idea. Si rischia di tamponare, fa arrabbiare la persona davanti e vi impone un ritmo accelera-frena troppo serrato. Distanza di sicurezza e pochi cambi di velocità, solo se strettamente indispensabili
  • A cosa serve arrivare a 90Km/h e frenare violentemente perché è rosso? Arrivate al semaforo in rilascio, senza staccare la frizione. Se il motore è trascinato dalla vettura, la benzina non viene mandata nei cilindri e non si consuma.
  • Se avete un’auto con il computer di bordo, tenete sott’occhio il consumo. Vedere che i KM per litro che si fanno sono 8 al posto di 15 alza tantissimo l’attenzione ai consumi.
  • La macchina deve essere a posto. Gomme correttamente gonfiate, tagliandi regolari. Evitate di portare su e giù per 2 settimane la confezione di piastrelle che pesa 25kg, incide sui consumi, quindi lasciatela in cantina.
  • I fari accendeteli solo quando è necessario. Di giorno in città non sono obbligatori. Il faro acceso fa consumare di più.
  • In autostrada e tangenziale i consumi salgono parecchio sopra i 100Km/h, è proprio necessario andare a 150? Andare a 100 all’ora per fare non aumenta tantissimo il tempo per spostamenti cittadini, tiene bassi i consumi e abbassa anche i rischi di farsi male in caso di incidente.

Sono consigli empirici, che potrebbero farci risparmiare soldi, rischi e stress. Magari ci si può pensare…

 

set 022012
 

Un solo esempio di quello che si deve fare per un acquisto di 230€ (rinnovo di un servizio di Hosting per 5 anni) in una Pubblica Amministrazione:

  1. Fai l’ordine sul sito del fornitore
  2. NON puoi pagare, perché non c’è una fattura. Il fornitore emette fattura dopo il pagamento
  3. Apri il ticket per chiedere come fare e ti dicono che devi fare una lettera dove ti impegni a pagare all’arrivo delle fatture
  4. Chiedi al Commissario dell’Ente di fare la lettera con l’impegnativa di pagamento citando tutti i riferimenti
  5. Il Commissario ti dice “scrivila tu, per favore”
  6. Scrivi la lettera con l’impegnativa di pagamento
  7. Il Commissario la corregge
  8. Servono altri due preventivi
  9. Cerchi due preventivi di altri hosting provider (per fortuna sono maggiori, se no saresti obbligato a cambiare provider, con tutto il lavoro che ne comporta)
  10. Ancora non va bene, devi controllare se sul sito delle convenzioni per gli Enti Statali non c’è un servizio simile ad un prezzo minore. Per fortuna il più economico costa €160 al mese contro €250 per tre anni (capito come gli Enti Statali risparmiano?)
  11. Adesso è necessario fare l’ordinanza per poi fare l’ordine al fornitore (no, quello fatto su Internet non è contemplato come valido)
  12. Viene generato il codice CIG, che deve essere comunicato al fornitore, perché lo dovrà mettere in fattura
  13. Si manda il fax al fornitore e contestualmente gli si chiede (= pregarlo in ginocchio) di inserire il codice CIG nelle sue fatture
  14. Arrivano le fatture
  15. Si inviano in contabilità dell’Ente Pubblico
  16. Prima del pagamento qualcuno chiama per avere la conferma del pagamento (no, non conta che le le hai inviate tu, te lo chiederanno lo stesso)
  17. Poi ti chiamano di nuovo, perché non sanno a cosa si riferiscono queste fatture. “Hosting” è una parola troppo difficile
  18. Verrà effettuato il pagamento
  19. Al fornitore arriverà il pagamento decurtato di circa 5€, perché l’Ente Pubblico non ha un normale Conto Corrente, ma ha la Tesoreria, servizio bancario che addebita al destinatario del bonifico le spese, pari a circa 5€
  20. Fine

Un privato cittadino

  1. Apre il sito del provider
  2. Fa l’ordine
  3. Paga con carta di credito
  4. Servizio rinnovato. Fine

Solo io vedo il dramma? Questa procedura si deve fare per gli ordini di cancelleria come per le spese da 70 mila Euro…

Per tutto il lavoro sono servite 5 persone (responsabile sito web, segreteria del Commissario, Commissario, Incaricato Ordinanze, Incaricato Protocollo), 12 mail, 2 ticket al fornitore. Adesso iniziate a pensare quante Pubbliche Amministrazioni ci sono in Italia, quante persone sono stipendiate per questo giro e quanto tempo viene perso.

Affonderemo, ma proprio giù giù…

lug 092012
 

Da qualche tempo un grande cambiamento ha interessanto la vita di tutti gli Italiani, credo sia giunto il momento di raccontarvelo, perché potrebbe essere la vera soluzione per questa situazione che sta trascinando la nostra povera (nel vero senso della parola) Nazione in un buco sempre più profondo.

La mattina, dopo essermi alzato e preparato mi appreso ad uscire, controllo solo che ma mia tessera identificativa sia in tasca, è ormai l’unico documento che mi servirà nella mia giornata. E’ una tessera che sostituisce egregiamente il vecchio portafogli.

Come? I soldi? Un attimo di pazienza e vi accorgerete che fine hanno fatto.

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lug 062012
 

Lassù nel Nord Ovest dell’Italia risiede la regione con la più alta percentuale di montagne di tutta la nazione: la Valle d’Aosta. Fresca alternativa al mare per le vacanze estive (già finite, sig!). Prenotiamo una stanza in un albergo di Prè Saint Didier e con la vicinanza alle terme pensiamo: gran relax questa settimana.

“Gran” sì, ma altro che relax.

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lug 052012
 

Occhei, “In Pace” non proprio, perché sono un po’ alterato.

Google fornisce una quantità di servizi ormai innumerevole. Per ogni servizio c’è la sua home page dove lo si può sfruttare a pieno.

Poi ha inventato iGoogle, una fantastica home page dove si possono mettere tutti i widget relativi ai vari servizi con le informazioni essenziali (gMail: ultme mail arrivate; gReader: gli ultimi feed non letti; gDrive: accesso diretto ai documenti usati più recentemente; gTalk: la chat, traduzioni al volo, meteo, note, …). Tutto insieme. Tutto a colpo d’occhio in una sola scheda del browser.

Ecco, questo servizio a Novembre 2o13 verrà chiuso. Così, perché… lo hanno deciso loro.

E’ un servizio gratuito, senza contratto né garanzia, quindi i signori di Google possono decidere di interromperlo come e quando vogliono quindi mi troverò un’alternativa. Il problema sorge su altri servizi che reputo importanti per la mia vita digitale (e non solo). E se ad un certo punto mi dicessero “Dal mese prossimo gMail chiude”? Lì sarei molto molto più preoccupato…

Sempre attenzione ai servizi sulla nuvola. Ad un certo punto potrebbero cadere e fare un gran botto a terra. E non non sapremmo neanche dove poterci mettere per intercettarli prima che si sfracellino cadendo dalle nuvole.

giu 032012
 

La storia del materiale digitale (musica, film, videogiochi, libri, …) è sempre stata la stessa:

  1. Niente digitale: tutti tranquilli
  2. Evoluzione verso il digitale
  3. Cavoli, si potrebbe copiare!
  4. Proteggiamo da copia, con la cattiveria massima
  5. Chi compra: casini inenarrabili con la protezione. Chi sprotegge: fa come prima e vive tranquillo
  6. Nuova protezione
  7. Torna al punto 5

Quindi la domanda che ci si pone è: ma davvero devo proteggere il materiale digitale con sistemi complessissimi perché così la gente non può più copiarla?

La risposta è che la gente, dopo un po’, si scoccia di dover fare battaglie con i sistemi di protezione per un prodotto comprato con i propri soldi, quando con un po’ di sbattimento, e gratis, diventa tutto più facile. Posso fare alcuni esempi vissuti sulla mia pelle negli anni:

  • Comprato un videogioco per Natale: passate 2h per cercare la sprotezione per farlo funzionare su un PC  con vecchio lettore CD-ROM
  • Comparto un CD audio, poi scaricato da Internet per poterlo ascoltare in auto.

Poi, ogni tanto, alcuni “illuminati” si accorgono della cosa, tolgono il DRM e si accorgono che, magicamente, vendono persino di più. Un esempio: iTunes. Niente canzoni protette da DRM, solo il nome di chi ha comprato nei dati del file audio. Funziona tutto alla grande e le vendite non sono calate.

E nel periodo dove alcuni giochi, se non sei connesso ad Internet, non si avviano neanche, c’è qualcuno si muove controcorrente.

Cinque videogiochi Indie. Nessuna protezione con DRM. Download anche da Torrent. Colonna sonora in MP3 o in formato “loseless” senza perdita di qualità. Prezzo ad offerta libera, da 0,01$ in su. Disponibile per Windows, Linux e Mac, potete scaricarli anche in tutte le versioni. Chiavi di attivazione per giocare in Steam. Ecco, loro in 24 ore hanno venduto per duemilionididollari. 2 milioni. 2.000.000,00

Fare un buon prodotto e renderlo appetibile e utilizzabile in modo facile fa sì che la gente lo compri. E non lo passi ad altri, anche se la copia non è protetta (no, non vi passo il link torrent)

Questo è Humble Indie Bundle. Ecco, adesso andate e compratevi i videogiochi al prezzo che ritenete più giusto :) Che ci fate ancora qui?

mag 012012
 

Nel mondo siamo tantissimi. E abbiamo tutti bisogno di vivere bevendo, mangiando, consumando energia di qualunque genere. Questi nostri bisogni stano lentamente distruggendo il nostro pianeta. Ma questo è stato detto più e più volte. Mi sono trovato però a riflettere su una questione diversa e, per certi versi, preoccupante.

La nostra estrema necessità di energia ha fatto in modo che l’uomo abbia trovato delle fonti sempre meno inquinanti e più performanti, quali il fotovoltaico e l’idroelettrico. Le fonti ecologiche e rinnovabili.

Il secondo, da molti anni, ha devastato intere vallate con la costruzione di dighe, cedimenti delle stesse (con annessi disastri), allagamento completo di paesi che sono stati ricostruiti altrove, sbilanciamento dell’ecosistema. Adesso esistono gli incentivi per l’energia pulita, questo fa sì che per ogni torrentello ci siano le autorizzazioni per incanalare l’acqua e farla passare attraverso le pale di una turbina. Questo genera la scomparsa completa di fiumi e torrenti montani, con gravissimi danni alla natura che si trova di colpo senza più un goccio d’acqua. Questa è energia pulita e verde?

E il fotovoltaico? Questi pannelli costano sempre meno e gli incentivi, appunto, incentivano la loro installazione. Fino a quando sono sul tetto delle case o delle aziende non mi pare un grosso problema, anzi, è una gran bella idea (si vedano i capannoni di Ikea, ad esempio). La cosa che preoccupa è la quantità di ettari prima coltivati, che si stanno “convertendo” al fotovoltaico. Abbiamo bisogno di energia e per ottenerla in maniera “pulita” togliamo la possibilità di coltivare cibo. Arriveremo ad avere un sacco di energia solare, senza più il pane da mangiare. Potrebbe semprare una forzatura, ma inizio seriamente a preoccuparmi. Con che criterio sono state autorizzate le costruzioni di questi orrendi campi di coltivazione di energia elettrica a discapito dell’agricoltura? Anche questa è energia pulita?

Chiudiamo con la colza, che ruba altri ettari alle coltivazioni di cibo per poter avere l’olio che può far andare avanti i motori a scoppio. Tutti in macchina, senza bisogno di petrolio, ma senza verdure da poter mangiare. Il carburante pulito ed ecologico?

L’uomo si sta distruggendo. Diligentemente, con precisione e costanza. Se non sarà la profezia dei Maya sarà un po’ più in là.

mag 012012
 

Sul social fotografico Instagram sopolano le foto dei gatti, io invece le pubblico qui, sul mio blog.

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apr 092012
 

Sono tornato bambino e ho fatto una “costruzione” della LEGO. Costruzione tra virgolette perché in effetti è una specie di opera d’arte fatta con i mattoncini LEGO, più di milleduecento.

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Il furgoncino è una replica del classico furgone degli anni ’60, quelli classicamente utilizzati dai figli dei fiori, tipo questo qui:

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Una volta aperta la scatola ecco comparire una decina di sacchetti di plastica e le istruzioni, in due comodi volumi in formato A4 orizzontale, tutti a colori. I sacchetti. Con che regola sono stati messi i pezzi nei sacchetti? Credevo ci fosse una logica nella divisione dei sacchetti, invece se c’era mi è sfuggita. I pezzi piccoli erano in due sacchetti, apparentemente mischiati tra loro in quanto il pezzo piccolo da 1×1 era presente in entrambi, anche se dello stesso colore. Gli altri pezzi invece pare che li abbiano divisi per peso, perché ad esempio il pezzo da 3×1 sottile era insieme al pezzo 2×1 spesso. Bho.

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Per costruirlo tutto ci ho messo circa 12 ore di lavoro, molte delle quali sono volate senza che io me ne accorgessi. Il montaggio non è affatto difficile, essendo tutto guidato, ho solo trovato alcune pecche sul manuale e su alcune scelte di esecuzione del montaggio.

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La qualità dei colori del manuale non è eccelsa e purtroppo questo fa sì che la ricerca di un pezzo grigio possa portare alla pazzia cercando di capre quale delle malefiche tre tonalità si deve utilizzare. Ovviamente il pezzo da usare c’è in tutte le tonalità.

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Altra cosa che non ho trovato molto furba. Se devo fare alcuni assemblati molto simili tra di loro, la cui guida di montaggio occupa più pagine, perché mi dici che ce ne vanno 4 solo al termine della prima? Se me lo avessi detto prima avrei cercato i pezzi a gruppi di quattro, senza diventare matto per quattro volte di fila.

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Perché sì, il tempo passa ma il più grande difetto dei LEGO non cambia. Quando cerchi un pezzo sembra che questo si nasconda per non farsi trovare, mentre se non lo stai cercando eccolo lì, pronto ed in bella vista, magari a nascondere il pezzo che cerchi in quel momento. E’ stato così quando avevo 7 anni e cercavo i pezzi spersi nel mucchio sul tappeto di camera mia ed è stato così anche a 34 anni, con tutti i sacchetti messi in ordine sulla scrivania.

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Per il resto, come potete vedere dalle foto, il pullmino è spettacolare e molto molto dettagliato, dalla cinghia del motore al tavolino con il bicchiere alla t-shirt con la scritta “make LEGO models, not war”

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Adesso è in bella mostra in sala, ogni tanto lo guardo e penso “adesso lo smonto e lo rifaccio”, ma non credo lo farò mai. Piuttosto compro un altra “costruzione” per iniziare da zero.

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La LEGO qualche anno fa era sull’orlo del fallimento, poi si è rilanciata, alla grande. Al prossimo montaggio, magari dei Mindstorm…

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E chi dovete (devo) ringraziare per tutto questo? Lei, che mi ha rubato il cuore e mi ha fatto tornare bambino…

apr 072012
 

Questo post è dedicato a tutti coloro stanno pensando di abbandonare la casa dei genitori per affrontare finalmente la propria vita in autonomia (da soli o con un compagno/a).

La giornata tipica a casa dei tuoi

Sveglia
Colazione
Bagno
Vestiti dall’armadio
Uscita per il lavoro
Lavoro
Rientro a casa
Hobby, cazzeggio, …
Cena
Hobby, cazzeggio, …
A letto
Nanna

Questa la giornata quando sarai a casa tua

Sveglia
Bagno
Svuota la lavastoviglie
Prepara la colazione
Colazione
Metti a lavare le cose della colazione
Vestiti dall’armadio
Prepara sacchetti dell’immondizia da portare giù
Prepara il pasto da portarti in ufficio
Rifai il letto
Lavoro
Pensa alla spesa
Pensa alle cose da fare in casa
Fine lavoro
Spesa
A casa
Sistema la spesa
Sistema i vestiti stesi
Prepara cena e il pranzo per il giorno dopo
Avvia la lavatrice o stira
Dai una sistemata alla casa (pulizie, ordine)
Cena
Sistema tutte le cose della cena
Avvia la lavastoviglie
Stendi i vestiti
Sistema i vestiti stirati
Pensa a cosa devi comprare, cosa ti manca, …
Attimo di relax mentre ti addormenti

Non è un brutto incubo, ma la realtà delle cose. I primi giorni pensi “no, non ce la farò mai”, poi entri nel giro, ti organizzi e riesci anche a trovare il tempo per i tuoi hobby o del sano cazzeggio.

Buona avventura!