Pagare da Q8 con PayPal

Ho aggiornato il post il 15/02/2016

Ho visto il cartello: è possibile pagare da Q8 con PayPal, posso quindi fare benzina senza usare il bancomat, ma solo con il telefono cellulare. Interessante. Mi sono registrato e ho provato.

Solitamente non sono un affezionato delle tessere fedeltà, raccolte punti e simili. Ho smesso quell’anno che dopo aver fatto spese davvero pazze da MediaWorld ho ricevuto in premio una pinza multiaccessoriata del valore di 3€.

Ma al distributore Q8Easy ho visto il cartello facendo benzina “puoi pagare il tuo rifornimento con PayPal”, uso PayPal da sempre e mi è parsa una buona idea, così mi sono registrato dopo aver scaricato l’App sul telefono e l’ho collegata il mio conto PayPal (che è a sua volta collegato con mio Conto Corrente bancario).

Logo Q8Easy

Ho fatto benzina per la prima volta con il nuovo sistema, la procedura è semplice, ma un po’ più lunga del bancomat.

  1. Aprire l’app e chiedere un codice di autorizzazione (se si abilita, è possibile memorizzare le credenziali PayPal in modo che non vengano chiesta, ma, attenzione, se non avete un PIN serio sul telefono questo può essere un rischio)
  2. Scegliere l’importo massimo
  3. Alla macchinetta del distributore Q8Easy inserire il codice fornito dall’app che è valido per 24h
  4. Fare rifornimento (massimo 100€/giorno o 150€/settimana)
  5. Fine

Il grosso vantaggio è che il codice potete ottenerlo anche a casa (al massimo 10 minuti prima di fare il primo rifornimento), velocizzando tantissimo le operazioni al distributore. Se dovete fare rifornimento a due vetture, lo fate lo stesso giorno con lo stesso codice sullo stesso distributore. Ancora meglio, avete qualcuno che deve fare rifornimento ed è senza portafogli, generate il codice e gli mandate un messaggio.

Il problema (pensavo che lo fosse), che non è evidenziato da nessuna parte (o almeno non l’ho visto delle caratteristiche del sistema), è che PayPal addebita subito tutto l’importo preautorizzato sul conto e se fate meno carburante (io lo faccio sempre, so che il mio pieno è meno di 50€, preautorizzo 50€) tutto il credito non ustilizzato resta sul conto PayPal e non sul Conto Corrente. Questo però decade a fine giornata e l’addebito reale sul Conto Corrente (o sulla carta di credito) è poi la cifra effettivamente spesa al distributore. Ho aspettato 2 giorni prima di scrivere l’articolo, a causa di questo dubbio.

Nessuna spesa aggiuntiva, è una cosa davvero interessante!

Nota conclusiva: non sono stato pagato da nessuno dei due marchi citati nell’articolo, è una mia spontanea recensione del servizio

I regali

Credo che si stia raggiungendo un limite che oscilla tra il ridicolo e l’isterico. La gestione dei regali per le varie occasioni credo abbia superato il mio limite di sopportazione.

Ad ogni evento si deve comprare un regalo per il festeggiato o per tutti (Natale), se il regalo non viene fatto si viene additati come tirchi o come quelli che non ci pensano. Ad una festa se si aggiunge qualcuno non previsto c’è l’ansia “ma adesso a lui cosa si fa?” al punto da arrivare a togliersi un calzino ed impacchettarlo con l’altro, per non arrivare a mani vuote.

Poi c’è il ricatto. “Lui non mi ha fatto il regalo nel secolo scorso, adesso si sogna che io gliene faccia uno”. Oppure, al contrario, “mi ha regalato questo al mio compleanno, devo assolutamente prendergli qualcosa per il suo”.

E del confronto, non vogliamo parlarne? “Se mi regali una cosa piccola te ne regalerò una di pare entità, se me la regali troppo grande farò le rate per stare al tuo livello”. Anche se ci vediamo una volta ogni due anni.

Ci si parla dietro, “ma hai visto che regalo triste ha fatto lui a lei?” Ma saranno anche un po’ fatti loro, no?

Poi c’è l’ansia del “anche solo un pensiero”, andando al mercatino di natale a comprare la prima cianfrusaglia che ci capita sotto gli occhi, basta che non costi troppo. Poi a casa si guardano gli acquisti e si assegnano alle persone. Ma che pensiero è?

Non dimentichiamo che per comprare tutti questi regali si affrontano parcheggi sovraffollati, si paga la zona blu, ci si fa il sangue amaro tra la folla e si consumano le batterie degli smartphone in coda alla cassa. In tutto questo chi ci guadagna è solo un ente: lo Stato che per ogni scambio si prende il 22% del valore (meno se si tratta di cibo).

Odio profondamente questa rincorsa al regalo nell’occasione comandata. Si comprano una marea di cose inutili oppure sempre le stesse per le stesse persone, dopo anni la fantasia finisce.

Il mio concetto di regalo è diverso. Ti conosco, ti ascolto e prendo nota di quando dici “quanto mi piacerebbe avere quella cosa” e poi così, in un giorno qualunque mi presento e te la regalo. la stessa cosa vale per quello che potrei ricevere. Sorrido e dico “che bello”, ma nella maggior parte dei casi arrivano cose talmente non pensate e fatte perché si doveva che preferisco non ricevere nulla.

Ecco, questa è la mia idea per il futuro. Io non voglio regali, a nessun evento “da regali”. Piuttosto offritemi una birra, stiamo insieme, chiacchieriamo, andiamo al cinema.

Odio l’ansia del doverlo fare, i soldi da buttare “perché si deve fare”, ricevere cose non pensate. Secondo me il concetto del regalo va cambiato. Io per primo cambierò il mio concetto.

La festa è stare insieme, non aprire un pacchetto e vedere un sorriso finto.

Non voglio più regali, in nessuna occasione.

Autoradio Pioneer MVH-X380BT

Dopo un po’ di anni di Blue&Me della FIAT è giunto il momento di cambiare sistema di “infotainment” (Si chiama infotainment perché ormai è molto più della vecchia autoradio dove si infilava la cassetta per ascoltare le proprie compilation preferite montate con santa pazienza sul dispositivo doppia piastra a casa) in auto, dopo un po’ di ricerche ho trovato la Pioneer MVH-X380BT e ho pensato fosse un prodotto interessante. Lo è!.

Pioneer MVX-X380BT

Il Blue&Me è uno dei primi sistemi multimediali con viva-voce installati in auto di fascia medio-bassa, lo ha presentato FIAT con il lancio della nuova 500, nel 2007, in collaborazione con Microsoft. All’epoca era una gran bel sistema, vivavoce bluetooth, riconoscimento vocale, media player con chiavetta USB, comandi al volante.

Di serie con il sistema anche le nottate perse a fare la chiavetta che potesse funzionare bene, tra capacità massima supportata, filesystem, numero di cartelle, playlist, tipo di file; insomma, creare la cassetta con la doppia piastra era decisamente più facile. Il random che proponeva sempre le stesse 20 canzoni su 300, rigorosamente nello stesso ordine e altri piccoli difetti di gioventù.

Poi ho avuto il mio primo iPod. Non funzionava. Normale, il sistema B&M è basato su Windows CE, con Apple non ha niente a che spartire! Con 30€ ho comprato un adattatore che, per fortuna, ha funzionato egregiamente con iPod mini, Classic e iPhone 4S e 6. Anche con varie app di podcast e Spotify.

Ma il cavetto è scomodo e in più ho iniziato a girare con 2 telefoni con il bluetooth e avevo bisogno del viva-voce per entrambi.

Sì, adesso parlo del cambio, perché forse ho divagato un po’ troppo.

Insomma, avevo bisogno di due telefoni collegati contemporaneamente in vivavoce, del protocollo di streaming audio A2DP, il tutto ad un consto contenuto.

Ho preso la Pioneer MVH-X380BT su Amazon qualche giorno dopo la messa in vendita da parte di Pioneer, a 99€, mi sono arrangiato per il montaggio che è un po’ complesso. Innanzitutto serve un adattatore che conformi la plancia della macchina con lo standard DIN (25€), con lo stesso adattatore ho peso le due “U” di metallo necessarie per sfilare la radio originale dal suo cassetto e poi ho dovuto fare qualche collegamento con nastro adesivo per l’alimentazione, perché i cavi di FIAT sono standard, ma non troppo. Se avete dubbi fatelo fare dall’elettrauto. Nella confezione è presente anche il microfono con una cavo decisamente lungo, e sottile, lo potete mettere in auto un po’ doive vi pare, senza troppa difficoltà, nascondendo il cavo tra l plastiche. La Pioneer MVH-X380BT è il modello successivo della Pioneer MVH-X370BT, sono cambiati alcuni tasti ed è stata estesa la compatibilità del cavetto USB anche con iPhone 6s

La Pioneer MVH-X380BT è classica Pioneer, ha il pomellone del volume, un display ampio a caratteri (non i classici 7 segmenti, roba un po’ più evoluta) e i soliti tasti di gestione.

Per quel che riguarda le connessioni avete il bluetooth, che fa da vivavoce e streming audio, aux e USB. Non ha meccanica del CD. Il cavo USB funziona per le normali chiavette con i vostri MP3 dentro ma supporta anche i protocolli Android e Apple per la musica gestita dal sistema audio del telefono e trasmessa in digitale. In parole povere usate il cavetto AUX solo se avete un sistema di riproduzione vecchio ed analogico.

Ho sfruttato a fondo il bluetooth, per ovvi motivi, ed ecco le mie personali riflessioni.

Ho collegato i miei due smartphone (iPhone 6 e Microsoft Lumia 640), la connessione è attiva come viva voce per entrambi e se uno squilla, la musica, da qualunque sorgente arrivi, viene interrotta e parte la chiamata (premendo sulla radio il tasto rosso con la cornetta), al termine la musica riprende. Idem se volete fare una chiamata dal telefono. Non avendio i comandi al volante far partire la chiamata dalla radio è più complesso (e distrae di più) rispetto al telefono. Uso Siri o Cortana e risolvo così.

Ascoltare musica via bluetooth con protocollo A2DP è semplice, ci vanno alcuni secondi per la connessione del telefono e via all’ascolto. Lo stream è stabile (raramente si presenta qualche mezzo secondo di muto, un po’ fastidioso) da qualunque applicazione e la qualità audio è decisamente buona, tenendo conto che siamo in auto, non in una sala anaecoica.

Il controllo della musica resta sul telefono, ma potete anche usare i comandi della radio per pausa o spostarsi di traccia. La cosa davvero scomoda è cambiare telefono fonte della musica in A2DP, fatelo a macchina ferma, che i passi da seguire sono parecchi.

La radio non ha il tasto mute, cosa che trovo alquanto strana, soprattutto se vi fermate al casello o se un passeggero dovesse ricevere una chiamata.

Resta sottointeso che i comandi al volante della vettura vengono persi a meno che non venga utilizzata una centralina apposita, non ce l’ho visto il costo, mi accontento della radio con modalità standard. Purtroppo adesso mi devo portare via il frontalino tutte le volte, non c’è altra soluzione.

Per meno di 100€ è stata la scelta giusta, sono davvero soddisfatto dell’acquisto e se dovete cambiare radio e ascoltate musica dal telefono, potrebbe essere la soluzione per voi

Il canone RAI 2016 lo devo pagare quattro volte (aggiornato il 07/01/16)

Ho aggiornato questo post il 07/01/2015, al fondo le modifiche

Questo è un post lungo e di lamentela, mi scuso con i lettori, ma quando ci vuole, ci vuole.

Fino allo scorso anno il mese di gennaio, per chi guarda la TV, era un martellamento continuo sul fatto di rinnovare il canone, con inviti gentili e velate minacce. “Avrai il posto in prima fila”, dicevano, per guardare meglio la pubblicità e le schifezze di programmi che ti propineremo.

Non eravamo in molti a pagarlo. Ho ance dovuto spendere parecchio tempo perché quando sono andato a convivere con Valentina ho dovuto cercare di disdire il doppio canone, visto che siamo in due sotto lo stesso tetto, abbiamo una sola TV (e neanche la guardiamo, ma questo poco importa) ed è giusto pagare, ma è giusto non pagare di più.

Ho sempre ascoltato con un moto di rabbia chi diceva “ma dai, fai il furbo, comunica che non ha più la TV e non lo paghi, tanto chi ti becca”. E’ una tassa e le tasse si pagano, anche se non piace.

Hanno detto in pompa magna che da quest’anno il canone sarà addebitato sulla bolletta della corrente, che tanto ormai si stima che in ogni casa ci sia almeno un televisore, tranne in rari casi. Mi piace la cosa che tutti adesso dovranno pagarlo, è finalmente più equo (no, non sono impazzito, anche io odio dover pagare una cosa passata come “servizio” quando invece è una mera tassa di possesso).

Oggi Valentina scopre alcuni dettagli sulle nuove disposizioni che mi hanno fatto rabbrividire.

Andiamo per gradi.

Una famiglia composta da due persone regolarmente sposate paga un solo canone (o uno per ogni alloggio dove ha una TV), tutto come prima.

Se due persone invece convivono non sono sullo stesso stato di famiglia, quindi sono due nuclei familiari, in questo caso, pur rimanendo una sola casa e magari una sola TV i canoni da pagare diventano due. Per la RAI è fonte di maggior gettito, ma io ci vedo una forma di discriminazione allucinante, su più livelli. Se sei una coppia che può sposarsi leggo un “potete farlo, non lo avete fatto quindi adesso pagate di più”, se si parla invece di una coppia omosessuale che non può (ancora per poco, spero, ma ci credo poco) sposarsi è ancora peggio “non puoi sposarti anche se vuoi, quindi paghi doppio, credo ci siano gli estremi per andare davanti ad un giudice.

Una casa affittata a più studenti, a prezzi già esorbitanti, con una sola TV vedrà, oltre alle liti per decidere cosa si deve guardare, un canone per ogni testa. Brava RAI, hai moltiplicato per tre o per quattro il gettito delle case affittate agli studenti (o, nelle grandi città, case di lavoratori che non possono permettersi un affitto di una casa propria)

Adesso passiamo all’ambito professionale. Se hai la P. IVA e nella tua sede c’è una TV devi pagarne il canone, mi pare corretto. Ma se la tua sede è casa tua, sulla quale paghi già ‘sti maledetti 100€, devi pagarne altri 100. Esatto, canone doppio.

Due persone che convivono e che hanno la P. IVA con la sede legale presso casa loro arrivano a dover pagare quattro canoni TV, Quattro.

Capisco che si debba fare lotta all’evasione, ma adesso cosa facciamo, mettiamo un bollo auto per ogni persone che potrebbe guidare la mia macchina?

Magari stiamo esagerando. Magari.

Non scrivo tutte le parole che mi sono venute in mente, è meglio.

Aggiornamento del 07/01/2016

La cosa non mi andava giù, così mi sono fatto coraggio e ho chiamato il call center della RAI (199 123 000, numero a pagamento), ho speso 2.10€ per 4 minuti e ho scoperto che convivendo non è dovuto un canone a testa e che la P. IVA deve pagare il canone solo se è in un ufficio con una TV, a casa non conta.

Non ho trovato nulla di scritto, spero che compaia qualcosa entro fine mese visto che la situazione è piuttosto fumosa, mal che vada investo altri 3€ e registro una nuova telefonata.

Viaggiare con AirBnb

Ho provato a viaggiare con AirBnb, per questo adesso potete leggere questo post. Due volte sono andato all’estero e due volte ho avuto problemi abbastanza gravi da dover chiedere assistenza. A New York ho dovuto cambiare appartamento, con tutto quello che ne consegue. Ma partiamo dall’inizio.

Sul sito di AirBnb si possono scegliere stanze, letti e appartamenti per andare in vacanza in ogni parte del mondo. Il sito è ben fatto e la ricerca è abbastanza semplice. Si trova la casa che potrebbe fare al caso nostro, si guardano le foto, si leggono i commenti e si prenota.

Prima cosa importante, anzi, importantissima. Il proprietario ha la facoltà di non accettare la prenotazione, ma alla richiesta di prenotazione i soldi sulla carta di credito vengono subito prelevati. Se la richiesta è rifiutata (magari entro poche ore) i soldi torneranno disponibili sulla carta in circa 3-5ggll (tempi dei circuiti delle carte di credito). Quindi prima di fare la richiesta, andate al fondo della pagina e scrivete all’host una normale mail per chiedere se l’appartamento è disponibile.

I commenti. Non fidatevi. Non sono veri. Ho testato personalmente che nel momento in cui mandate una recensione negativa, l’annuncio viene eliminato e sostituito con un altro simile, infatti non esiste più link link dell’appartamento prenotato a Londra per il quale la recensione che ho fatto non era proprio gradevole.

Avete prenotato la casa delle vostre uniche vacanze dell’anno, vi arrivano le indicazioni precise per arrivarci, con i contatti telefonici e mail diretta dell’host. Spesso insieme a queste cose arrivano le prime sorprese. Ad esempio a Londra, nell’appartamento prenotato, abbiamo scoperto che il bagno era non solo fuori dalla camera, ma con 30m di corridoio e 10 scalini sul percorso. Oltre ad essere grande circa 3 piatti doccia in totale. però sono stati gentili, ci hanno inviato un video con il percorso da fare per arrivarci. L’assistenza molto cortese di AirBnb ha detto che questo non era motivo di annullamento prenotazione senza penali perché nella foto del bagno, risultata poi falsa, era scritto un commento: “il bagno è nel corridoio”

Passata l’attesa, arriva il momento della vacanza, arrivate alla casa e per un motivo qualunque questa non rispetta le vostre aspettative. A NYC per esempio nessuno aveva scritto che c’era una insopportabile puzza di gatto e 2 dita di polvere ovunque. Entro 24h dal Vs arrivo potete sentire l’assistenza per segnalare il problema.

Ma siete dall’altra parte del mondo.

In vacanza.

AirBnb non ha sue location.

Quindi?

Quindi dovrete cercare per fatti vostri una nuova casa (e se non avete Internet disponibile?), pagando l’eventuale differenza e sperando di trovare qualcosa. A Londra, nella settimana dei mondiali di Rugby, ad esempio, è impossibile. L’aiuto di AirBnb, che ha formato gli operatori per usare il massimo della cortesia, è solo nel fatto che può trasferire i fondi da un alloggio all’altro, senza attendere le latenze del circuito delle carte di credito. Per tutto questo dovete mandare prove fotografiche via mail all’operatore e stare parecchio tempo al telefono. C’è roaming sia dati che voce.

Se non trovate una locazione in AirBnb, ma su altro circuito, vi faranno il rimborso, che arriverà circa a fine vacanza, a meno che non abbiate fatto una vacanza molto molto lunga.

Da parte mia, AirBnb non avrà mai più neanche 1€ da me, per voi, se continuate ad utilizzarlo, sappiate a cosa andate incontro nel caso in cui doveste trovarvi in una location inaccettabile.

Le vancanze sono una piccola percentuale delle mie giornate ogni anno, vorrei riuscire a passarle con tranquillità e non con l’ansia di dover trovare sistemazioni alternative, perdendo tempo dedicato al relax.

L’angolo TV

L’altro giorno (anzi, notte) mi sono trovato a dover mettere mano agli impianti (se così si possono definire, dietro al televisore a casa, tra le parolacce e la polvere accumulata ho fatto una riflessione che, nel caso dovessi mai avere una casa mia, applicherei all’angolo TV.

Fino ad un po’ di anni fa l’angolo della televisione era semplice. Un televisore, un lettore di DVD. Quindi 2 prese di corrente e una per l’antenna.

Oggi non è più così e chi progetta gli impianti delle case dovrebbe avere un po’ più di riguardo di questo angolo ad alto contenuto tecnologico. Tra amici e parenti, l’angolo della TV adesso contiene qualche dispositivo in più.

  1. TV smart
  2. Lettore BluRay smart
  3. Almeno una console
  4. Amplificatore
  5. Impianto audio o sound bar
  6. Decoder satellitare
  7. Router ADSL o switch

Fatti un po’ di conti servono un po’ di prese, alcune di queste con interruttore remoto in ottica di risparmio energetico.

Prese della corrente:

  1. TV
  2. BluRay
  3. Console 1
  4. Console 2
  5. Amplificatore audio/soundbar
  6. Decoder satellitare
  7. Dispositivo di rete

Prese di rete dati

  1. TV
  2. BluRay
  3. Console 1
  4. Console 2
  5. Decoder satellitare

Adesso, signori progettisti, volete fare un impianto fatto per bene, magari sezionato con un bell’interruttore differenziale con prese di corrente (almeno 10) e prese di rete (almeno 6) sufficienti?

Se invece dovete fare i lavori a casa, chiedete questa cosa al vostro elettricista. Forse sarà una spesa un po’ più alta, ma ne guadagnerete in sicurezza, pulizia, ordine e operatività.

A casa mia, uno stabile del 2006, ho la presa del telefono, l’antenna terrestre, l’antenna satellitare e UNA SOLA presa elettrica.

Oggi è il SysAdmin Day

Aiuto! Ti sei perso una delle famose giornate-di-qualcosa! Ma di che cosa?

il SysAdmin Day è il giorno di chi è invisibile tutto l’anno, tranne quando qualcosa non funziona e pertanto lo inviti a correre per sistemare il tuo problema. Come se quando tutto funziona lui non esistesse.

Oggi è la giornata degli amministratori di sistema, quelle persone che lavorano nell’ombra (degli armadi di rete), nella polvere (sotto ai tavoli o sotto il pavimento galleggante), al gelo (in sala server), di notte (per far sì che tutto funzioni il giorno successivo) e di cui quasi nessuno ricorda l’esistenza.

Se lavori in una azienda e riesci a lavorare senza problemi tecnici (il tuo PC si accende, il server ti fornisce i file, navighi su Internet, la rete senza fili è attiva e funziona) il merito è dell’amministratore di sistema che controlla e interviene in anticipo prima che il problema tecnico si presenti. O se il problema arriva, quando tu te ne accorgi lui è già lì che ci sta lavorando.

Oggi è la mia festa.

Buon lavoro!

Google Inbox

Google, come tutti sanno, è in continua evoluzione, apre e chiude progetti di continuo, alcuni sono interessanti (almeno per me), altri meno. Alcuni molto interessanti sono stati chiusi (RIP Google Reader), ma altri sono venuti fuori. In tutto questo movimento è nata Google Inbox, un modo completamente nuovo di gestire la posta elettronica. Sono un utente “business” di Google, pago per avere i loro servizi, uno SLA eccellente, un pannello di controllo fantastico e la mail sul mio dominio. Per mantenere lo standard elevato Google ha deciso che i sitemi vanno prima provati dagli utenti consumer, poi passano agli utenti business. Ho iniziato ad usarlo un po’ più tardi.

E adesso ne sono dipendente.

Cos’è Inbox? E’ un modo completamente nuovo di utilizzare la posta elettronica, con concetti travolti rispetto alla mail normale che, da pareri sentiti da amici, può piacere moltissimo o può essere odiato, non ci sono vie di mezzo.

Ma alla fine cosa cambia?

Cerco di riassumere le modifiche più importanti per punti

Raggruppamento

Potete insegnare a Inbox il raggruppamento delle mail. Alcune lui le raggruppa già di suo come i social, le pubblicità o promozioni. Ogni gruppo può essere visualizzato subito o una volta al giorno e può o meno dare la notifica di nuove mail. Dove sta la comodità? Non ho notifiche per tutto quel che è social né per la parte shopping, li vedo solo se apro la mail.

Ogni gruppo può essere cestinato o archiviato in un colpo solo con due click.

Posticipa

Posso posticipare una mail in modo da non averla nella posta in arrivo fino a quando non mi servirà nuovamente. Un banale esempio è quando compro un biglietto di un concerto, la posticipo al giorno prima in modo che mi ricordi di stampare la ricevuta per il ritiro dei biglietti. Io voglio tenere la mia posta in arrivo sempre pulita. Questo sistema è fantastico.

Genera promemoria

Prendo al mail e genero un promemoria in Calendar con un click. Veloce, efficace, utile

Metti in evidenza

Mail importante? la metto in evidenza, in modo che se voglio vedere solo quelle importanti con un click ho la visione completa

Spedizioni

Il sistema rileva una mail di un oggetto comprato online, cambia la struttura della mail in modo che io possa vedere lo stato dell’ordine senza neanche aprirla

Viaggi

Quando arriva la mail di un biglietto aereo lui crea un oggetto dedicato al viaggio e ci mette automaticamente tutto ciò che è relativo lì dentro, sembra quasi magia.

Insomma, con Inbox vivo meglio le mie mail, molto meglio. Se volete passare ormai potete farlo senza invito, state solo attenti ad alcune cose che potrebbero mancarvi dalla vecchia interfaccia.

  • Non c’è il numero delle mail in arrivo nella favicon del browser
  • Non posso mostrare o nascondere le etichette
  • Non ci sono più i colori delle etichette
  • Non posso più mettere una mail in una etichetta cercandola, devo andare a scorrere tutto l’elenco
  • La nidificazione delle etichette non esiste più, ci sono le etichette con nome “Padre/Figlio”
  • Alcune cose non sono configurabili in inbox, ma solo da Gmail
  • La gestione dello spam è un po’ meno immediata (ogni tanto bisogna darci un’occhiata dentro, non si sa mai)

Per attivare Inbox dovete passare obbligatoriamente dall’app sul cellulare, poi potete utilizzare anche la parte web sul vostro browser.

Passare ad Inbox non è definitivo, la vecchia modalità resta perfettamente funzionante, quindi si può provare senza il rischio di non poter tornare sulla vecchia via.

Concludendo, mi piace un sacco, lo uso con soddisfazione e la produttività della mia casella di posta è migliorata!

 

Rinnovare la patente di guida

Scrivo questo post al di fuori della mia “normale” programmazione settimanale perché ho scoperto che con la nuova modalità di rinnovo della patente di guida c’è da stare molto attenti.

Questa è la procedura in vigore da poco più di un anno (stando a quello che mi hanno detto alla scuola giuda dove ho fatto la visita).

  • Fai la visita medica
  • Attendi la nuova patente
  • Paghi il contrassegno al postino
  • Fine

E invece no, preparatevi e partite con adeguato anticipo

  • Prenotate la visita (io l’ho fatta in scuola guida) fornendo una fototessera che vi sarà poi restituita
  • Fate la visita e pagate 90€ (senza passare dalla scuola guida mi dicono che la spesa si attesti intorno ai 60€, ma contando permessi e sbattimenti non ne vale proprio la pena). L’ho fatta di martedì.
  • La scuola guida NON aveva il bancomat, solo contanti
  • La visita è durata 3 minuti e mezzo, ho letto 4 lettere con un occhio, 4 con l’altro, la fila più “piccola” era quella dei 7/10 e ne ho sbagliate 2. Niente guida con lenti
  • Mi hanno detto “giovedì arriva la patente”. Due giorni, bellissimo!
  • Giovedì in giornata è passato il postino e mi ha lasciato il solito foglietto di mancato recapito per assenza. Non c’era scritto “la patente è pronta presso il tal ufficio postale da domani” come le raccomandate ma un “ripassiamo tra 10gg, se vuoi prenotare un passaggio prima chiama il numero verde delle poste”
  • Chiamo le poste e mi dicono che posso prenotare il passaggio, che avverrà tra le 8 e le 14, noto orario in cui la gente in età da patente è a casa, evidentemente.
  • Non puoi cambiare indirizzo di destinazione, il postino te la deve consegnare personalmente o a persona munita di delega
  • Puoi aspettare il passaggio successivo che avviene dal decimo giorno, ma potrebbe essere anche qualche giorno dopo, sempre in orario 8-14. Praticamente la tengono in ostaggio.
  • Dopo questo passaggio allora la patente viene rilasciata dalle poste, quindi in orario 8-13 (ma anche il sabato) puoi andare a ritirarla in posta come una normale raccomandata.

Nel mio caso le date sono le seguenti:

  • Scade il 4/08
  • Prenoto la visita il 7/07
  • Faccio la visita il 14/07
  • Primo passaggio il 16/07
  • Secondo passaggio 27-29/07
  • Primo sabato possibile è l’1/08 (ma, porcalamiseria, non sono a Torino)
  • Potrei andare quindi l’8/08, ma a questo punto sarà già scaduta

Alla fine dovrò stare una mattinata a casa (in permesso) ad attendere il postino che mi porti la maledetta patente.

Non per essere polemico, ma proprio nessuno nessuno ha pensato che la gente normale lavora dal lunedì al venerdì tra le 8 e le 14? Perché la burocrazia deve sempre mettere i bastoni tra le ruote a chi lavora (pagando tasse e finanziando la burocrazia stessa)?

E poi, per il rinnovo servono bollettini, bolli e poi anche il contrassegno pagato al postino in contanti. Ma accorpare tutto in un’unica spesa? Sicuramente il postino non avrà POS nè resto.

Insomma, se vi scade la patente fate che muovervi con almeno 60gg di anticipo.

Qualche commento su Jurassic World (attenzione, spoiler)

Sono andato a vedere Jurassic World al cinema. Qualche mio “commento del giorno dopo”

Attenzione, contiene spoiler

Leggi tutto “Qualche commento su Jurassic World (attenzione, spoiler)”

Io non vado col primo che capita

Questo è il mio pensiero sul perché non avrebbero potuto scegliere uno slogan peggiore

Parlo della campagna fatta dai medici di famiglia.

“Io non vado col primo che capita” presuppone che ci sia modo di scegliere con chi andare. Se trasliamo la frase, come ha sicuramente voluto chi l’ha proposta, nel campo delle relazioni interpersonali, la cosa si fa semplice. Prima di andare a letto con una persona prima ci esco, la studio, cerco di capire chi è, com’è, cosa pensa, che idee ha, se è compatibile con me e il mio carattere, se è pulita e se è a rischio di malattie in base al suo stile di vita.

Torniamo al medico di famiglia. Quali sono i parametri su cui ci possiamo basare per sceglierlo? La riposta è semplice. Tre

  1. Nome e cognome
  2. Indirizzo dello studio
  3. Orario dello studio

Come se io andassi a letto con una persona, che presa a caso dalle Pagine Bianche, abbia un nome che mi ispiri, un indirizzo comodo rispetto a dove abito io e che abbia pubblicato i suoi orari di ufficio, in modo che sia comodo per me andarci quando neanche io sono al lavoro.

Un medico ha altri parametri che invece dovrebbero portarmi a sceglierlo o meno.

  • Capacità tecnica
  • Umanità
  • Comprensione
  • Empatia
  • Metodologie logistiche di gestione dei pazienti (è complicato, ci arrivo dopo)
  • Metodologie di rilascio delle ricette
  • Se viene a casa quando sto male o no
  • Se ha posto (ma questo puoi scoprirlo andando/telefonando all’ASL).

Questi parametri non sono evidenziati da nessuna parte, quindi, quando scelgo il medico (tra l’altro prendendo permesso dal lavoro visti gli orari delle ASL, anche se le cose stanno migliorando sotto questo punto di vista, per fortuna) vado rigorosamente a caso, sparo nel mucchio, sperando di averne bisogno il meno possibile e sperando che sia uno che ci sappia fare. Si spera anche che chiamando l’idraulico, preso a caso dalla Pagine Gialle, questi sappia fare il proprio mestiere, ma sbagliare a sistemare il bidet è diverso che sbagliare una diagnosi.

Aggiungiamo inoltre che, da esperienza personale, quando vado dal mio medico, la prima domanda che mi pone è “lei è…?”. Quindi ditemi dove sta il rapporto di fiducia che si può avere con il proprio medico. Una volta detto il nome vengo cercato nel DB dei pazienti e solo allora il medico “scopre” qual è la mia condizione clinica. Con un DB esteso a livello nazionale, per il 90% delle mie visite basterebbe Skype. No, il medico non mi visita quasi mai, noi chiacchieriamo, per non più di 4 minuti, che poi ci sono gli altri pazienti.

Parliamo della “logistica”, altra cosa che scopri solo dopo essere stato nello studio la prima volta. Non esiste uno standard, ogni medico o studio fa come gli pare. Vi racconto come funziona dal mio medico.

Nel file sul sito dell’ASL di Torino c’è il nome, l’indirizzo e gli orari. Alcuni giorni è indicato che lo studio chiude alle 19. Comodo, se ho bisogno, esco dall’ufficio e vado. Ma non è proprio così.

Puoi prenotare. Gran cosa, i posti liberi sono solitamente entro 10gg, potrebbe essere comodo. Ma la volta che stai male ti presenti senza prenotare (ti presenti anche sei hai 40°C di febbre o la schiena bloccata perché il medico NON viene a casa, neanche in periodo post-operatorio) e devi essere tra i primi 10, se no non vieni visitato. Quindi, malato, devi essere in studio almeno 1h prima che apra, aspettando fuori. Poco importa che lo studio chiuda alle 19, devi essere lì alle 15.

Poi magari hai solo bisogno di una ricetta, c’è la segreteria alla quale devi rivolgerti (se vai a farti visitare e ti serve una ricetta esci, prendi il numero e fai la coda in segreteria, ché il medico non ha tempo), presenti le tue richieste e la ricetta è disponibile il giorno dopo, tra le 17 e le 17:30, ma per fortuna l’orario è elastico. Di buono c’è che per le medicine ricorrenti basta inviare una mail e passare il giorno dopo a ritirarle.

Sapendo tutto questo, magari una persona avrebbe più variabili a cui pensare per decidere se scegliere il mio medico o meno.

Perché nessuno ha mai pensato al DocAdvisor con le recensioni dei medici di famiglia? Se così fosse allora sì che noi pazienti potremmo evitare di andare con il primo che capita.

Salone auto all’aperto Parco Valentino

Erano anni che a Torino non si vedeva un evento dedicato all’automobile che non fosse il lancio della FIAT 500 del 2007, il Salone dell’Auto lo abbiamo perso molti anni fa (ricordo ancora il giro sulla pista del lingotto quando andavo alle scuole superiori) e così dopo tante parole, quest’anno è arrivato Paco Valentino, il salone dell’auto all’aperto nell’omonimo parco e una specie di Gran Premio cittadino che è più che altro una sfilata di belle auto per la città. In calce a questo articolo trovate una piccola selezione delle centinaia di foto che ho fatto in questi giorni. Prima di vederle però vi tedio con qualche mio commento sulla manifestazione (se vi annoiate le foto sono proprio qui sotto, eh?)

Ottima l’idea, bellissima la location e la presentazione di tutte le auto (non troppe, la giusta quantità per ogni marchio che ha partecipato) su piedistalli con il trespolo che elenca le caratteristiche tecniche. La maggior parte delle auto davvero belle si guarda, ma non si tocca, assolutamente accettabile. Alcune auto sono state piazzate con il logo sul mozzo del cerchio in modo che fosse in orizzontale rispetto al terreno, piccola attenzione ma assolutamente di stile.

L’ingresso al salone era gratuito, altra scelta azzeccata (anche se in effetti metterlo a pagamento in un parco che ha mille ingressi sarebbe stato impossibile).

Insomma, davvero un bel progetto che secondo me è riuscito alla grande.

Ma. Sì, c’è qualche “ma” che mi ha lasciato un po’ deluso.

Pioveva, (quasi tutti) gli stand erano coperti da teli bianchi che facevano da tetto, non impermeabile. Così appena ha iniziato a piovere tutti i prototipi sono stati coperti e così anche le auto più belle. C’è qualcosa di geniale nel prevedere un salone dove si possono guardare le auto in un parco che però se piove vengono coperte. Le auto sono belle anche bagnate, anzi, a volte sono anche più fotogeniche. L’ingresso era gratis, ma magari c’è gente che in settimana ha preso permesso per andare a vederle senza folla e ha perso l’occasione. Non ho visto un prototipo su base Alfa Romeo e la Ferrari FXX K per questo motivo.

Il salone è dell’auto, non delle figone scosciate con le tette di fuori. Abbiate pazienza. Se vado al salone dell’auto voglio vedere le auto e magari fare qualche foto, in quel momento delle modelle mi interessa davvero poco, soprattutto se sono davanti all’auto e non riesco a fare la foto a figura intera (della macchina). Se voglio vedere le modelle ci sono altri luoghi e momenti più specifici. Va anche detto che quando sono andato io le modelle erano lì per attirare l’attenzione sulle auto meno belle, a mio parere.

Ok, la smetto, ecco qualche foto

I commenti sono moderati

Per colpa di qualcuno i commenti non sono liberi per nessuno.

Ho avuto qualche problema di troll che hanno “inzozzato” alcuni post con commenti fuori luogo, visto che non posso sempre star a controllare e fare pulizia, da oggi i commenti passano prima dalla mia moderazione, non saranno pertanto visibili subito, abbiate fede che se sono commenti pertinenti verranno pubblicati e avrete risposta, come mio solito.

 

Car sharing e auto di proprietà

A Torino sono arrivati i servizi di car sharing Enjoy e Car2go. Mi è venuto il pensiero di capire, soldi alla mano, a spanne, se davvero conviene vendere l’auto e utilizzare questi servizi. Tutto compreso.

La prima nota importante è che si deve vivere e lavorare all’interno del perimetro entro il quale si può lasciare l’auto, farò quindi un esempio di una persona che usa la macchina secondo questo criterio in Torino:

  • Va a lavorare 5gg a settimana in zona blu
  • Percorre 7Km in città e la durata media del percorso (A/R) è 22 minuti
  • Prende l’auto 4 volte nel fine settimana e percorre 30Km stando in auto circa 1h
  • Ha una vettura di piccola taglia, la compra nuova e la cambia ogni 4 anni (primo caso) o ogni 10 (secondo caso)

Esercizio numero 1: auto di proprietà nuova cambiata ogni 4 anni

  • Prezzo di acquisto: 12.000€
  • Bollo annuale: 120€
  • Assicurazione Annuale: 400€
  • Manutenzione annuale: 250€
  • Manutenzione straordinaria in 4 anni: 500€
  • Prezzo di rivendita dopo 4 anni: 6.000€

Totale per il solo possesso dell’auto: 14.080€ (pari a 3.520€/anno), adesso vediamo le spese di mobilità

  • Km percorsi durante un anno lavorativo: 1680
  • Km percorsi per i fine settimana: 1560
  • Ammettendo un consumo di 12Km/litro e la benzina a 1,65€/litro la spesa della benzina sarebbe di 445,50€/anno, 1782€ nei 4 anni.
  • Abbonamento alla zona blu per i 4 anni (102€/mese per 44 mesi): 4.488€

Il totale per movimentarla è pari a 6.270€ (pari a 1.568€/anno)

A conti fatti, tenere l’auto e usarla costa un totale di 20.350€ (5.088€/anno) o 15.682€ se non si deve parcheggiare in zona blu (3.921€/anno).

Adesso passiamo al noleggio con Car2go, che di listino costa 0,29€/minuto di utilizzo (tutto compreso)

  • Tempo in macchina per andare a tornare dal lavoro: 21.120 minuti
  • Tempo in macchina per girare nei fine settimana: 12,480 minuti
  • Tempo totale in auto: 33.600 minuti (560 ore)
  • A 0,29€ al minuto il totale è di 9.744€ (2.436€/anno)

In questo caso, in ogni anno di utilizzo si risparmiano 1.485€/anno senza abbonamento in zona blu e 2.652€/anno se si usa la zona blu in abbonamento

Esercizio numero 2: auto di proprietà nuova cambiata dopo 10 anni

  • Prezzo di acquisto: 12.000€
  • Bollo annuale: 120€ (1200 in totale)
  • Assicurazione Annuale: 400€ (4000 in totale)
  • Manutenzione annuale: 250€ (2500 in totale)
  • Manutenzione straordinaria in 10 anni: 3000€ (più invecchia più si rompre)
  • Prezzo di rivendita dopo 10 anni: 0€

Totale per il solo possesso dell’auto: 22.700€ (2.270€/anno), adesso vediamo le spese di mobilità

  • Km percorsi durante un anno lavorativo: 1680
  • Km percorsi per i fine settimana: 1560
  • Ammettendo un consumo di 12Km/litro e la benzina a 1,65€/litro la spesa della benzina sarebbe di 445,50€/anno, 4.455€ nei 10 anni.
  • Abbonamento alla zona blu per i 10 anni (102€/mese per 110 mesi): 11.220€

Il totale per movimentarla è pari a 15.675€ (1.568€/anno)

A conti fatti, tenere l’auto e usarla costa un totale di 38.375€ (3.838€/anno) o 27.155€ (2.716€/anno) se non si deve parcheggiare in zona blu.

Torniamo al noleggio con Car2go, che di listino costa 0,29€/minuto di utilizzo (tutto compreso)

  • Tempo in macchina per andare a tornare dal lavoro: 52.800 minuti
  • Tempo in macchina per girare nei fine settimana: 31.200 minuti
  • Tempo totale in auto: 84.000 minuti (1400 ore)
  • A 0,29€ al minuto il totale è di 24.360€ (2.436€/anno, ovviamente)

Con il calcolo per 10 anni il risparmio è di 1.402€/anno se si parcheggia in zona blu e di 280€/anno senza l’abbonamento alla zona a pagamento

Il risparmio è evidente in entrambi i casi (non me lo aspettavo, credevo che con l’auto tenuta per 10 anni il car sharing fosse più caro). Si deve tenere presente che il car sharing ha alcune caratteristiche del servizio che lo portano ad essere un po’ più scomodo dell’auto di proprietà:

  1. L’auto potrebbe trovarsi a più di 10 minuti a piedi da casa la mattina (controllo le due app quotidianamente, è già successo)
  2. Potrebbe non essere disponibile un’auto a portata di passeggiata
  3. E’ assolutamente necessario che punto di partenza e arrivo siano all’interno del perimetro di servizio
  4. Andare a fare la spesa è caro. 10 centesimi al minuto per Enjoy e 29 centesimi al minuto per Car2go (per una spesa di mezz’ora si spendono 3€ nel primo caso e quasi 9 nel secondo)

Però è un modo completamente diverso di usare l’auto in città, più comodo dei mezzi e più ecologico sotto molti punti di vista, sicuramente con meno pensieri.

No ho finito. E se invece prendessi il bus? L’abbonamento a Torino città costa 310€/anno. Ok, adesso riassumo tutto in una tabella più facile!
Risparmio annuale rispetto all’auto di proprietà

 4 anni4 anni con zona blu10 anni10 anni con zona blu
Car Sharing1485€2682€280€1402€
Autobus3611€4788€2406€3528€

Nota finale: avete visto quanto costa tenere un’auto ogni anno? Avevate mai fatto questo conto?

 

Quando la bilancia pende

Ho la P. IVA e continuo a rimanere basito su come sia iniquo il sistema dei pagamenti nei confronti dei liberi professionisti (e le aziende) rispetto a cosa succede quando un cittadino non paga una bolletta o un bollo.

Quando mi devono pagare, perché ho fornito un servizio o svolto un lavoro, non sono tutelato in alcun modo. Se il pagamento avviene 1 o 100 giorni dopo la scadenza della fattura (per inciso, faccio il lavoro il 10 gennaio, emetto fattura il 31 gennaio e il pagamento scade il 28 febbraio, mica prendo i soldi alla consegna) il cliente paga quel che c’è scritto in fattura. Devo chiedere e, spesso, mi pare che mi paghino per farmi un favore (non sono tutti così, per fortuna).

Se io devo pagare le cose cambiano. Ho pagato una bolletta di 40€ di telecom 2gg dopo la scadenza (maledetto RID che non si è attivato) e nella bolletta successiva ho visto comparire 1,77€ per il pagamento ritardato.

C’è stato un disguido per il pagamento di un bollo da 17€ a metà gennaio, l’Agenzia delle Entrate mi ha mandato la raccomandata con la sanzione e spese accessorie di 38€

Dovessi fare io così con i clienti li perderei tutti in un sol colpo.

Pirata o no?

Premessa: per usufruire di un bene o servizio, se questo è in vendita, è necessario tirare fuori i soldi dal portafogli (o dalla carta di credito). A volte questo non si fa e si usano altri canali per poter usufruire di materiale multimediale senza dover pagare, pur sapendo che è reato.

L’obiettivo di questo articolo è fare un confronto sulla modalità di fruizione delle serie TV che tanto spopolano in questi anni e fanno passare il tempo davanti alla TV con un impegno minore delle 2h di un film. Perché tutto questo? Perché il mio utilizzo di suddetto materiale è vincolato da alcuni parametri che sono essenzialmente: poter vedere quando voglio, dove voglio, interrompendo su un dispositivo per spostarmi su un altro, senza pubblicità.

Prima opportunità: guardare le serie quando passano sulle TV in chiaro.

Devo essere a casa proprio quella sera, proprio a quell’ora. Non è assolutamente accettabile per le mie esigenze. Potrei registrarle per poi rivederle, solo sulla TV che le ha registrate. Scomodo e su 40 minuti di puntata ce ne sono 20 aggiuntivi di pubblicità.

Seconda opportunità: aspettare e comprare i cofanetti.

Devo aspettare mesi dopo la fine della stagione (altissimo rischio di spolier sui vari social) e non è detto che escano. Posso guardarle quando voglio, ma solo su dispositivi che abbiano un lettore di DVD/Blu Ray (ormai nessun portatile, o quasi, ha più il lettore ottico) L’interruzione di una puntata richiede poi di andare a cercare la scena nel menu per poi riprenderla. Grande occupazione di spazio negli scaffali di casa. Nessuna pubblicità.

Terza opportunità: servizi in abbonamento mensile

Non devo avere nulla sul PC, posso guardarla quando voglio e (quasi) dove voglio, basta essere connessi ad internet, catalogo molto (ma non troppo) esteso, posso riprendere la puntata esattamente (o quasi) dal punto in cui l’ho interrotta.

Quasi dove voglio: PC, Mac, Tablet, Smart TV (solo dal 2013 in poi). per fortuna ho la vecchia Xbox 360 per la quale hanno fatto l’app. Non va sulla mia Smart TV del 2012 e che NON è vecchia. Posso abilitare tre dispositivi e cambiarne uno ogni mese, non posso usare due dispositivi contemporaneamente o, dall’esperienza, non a distanza ravvicinata. Mi spiego. Guardo mezza puntata in cucina sul portatile durante cena, finisco cena e voglio vedere il finale sul divano. Devo prima sparecchiare, lavare i piatti e rassettare la cucina perché se cerco di vedere la puntata sul TV mi compare l’avviso che sto già usando l’account su un altro dispositivo, questo per almeno mezz’ora.

Catalogo non troppo esteso: Ci sono un sacco di serie, poi guardi sotto e c’è scritto: “disponibile fino al…”, poi sparisce. Quindi posso guardare le puntate non quando vanno in onda, ma devo stare attento che poi le tolgono.

Ci sono le pubblicità. Sì, anche se sto pagando per vederle.

Quarta opportunità: download pirata

Devo scaricarle con anticipo, non è tutto pronto lì per essere guardato, non si trova proprio tutto, però… le guardo dove voglio, come voglio, anche in due contemporaneamente su due dispostivi, le posso tenere per sempre e se cade Internet le ho già lì senza alcun problema.

Ecco, spero di aver reso bene la situazione. Se pago ho limiti, se non pago ho la libertà di fruizione massima, qualcosa ancora non va, a mio parere

Ogni trecentosessantacinque giorni

Il tempo passa

Quello che i dipendenti non sanno

Lavoro come dipendente presso una società, in più, per qualche lavoretto estemporaneo, che non mi va di fare in nero, ho aperto una P.IVA.

E ho scoperto come funziona per chi lavora in proprio e paga regolarmente le tasse

Da dipendente è semplice: lavori, a fine mese arriva la busta paga, lo stipendio in banca, le tasse sono già tutte trattenute ed eventualmente a fine anno arriva un conguaglio. A seconda del contratto a Luglio e/o a Dicembre arriva una mensilità in più, sempre con le tasse già trattenute. Quel che hai in banca è quello che puoi spendere, tutto molto semplice.

Se invece metti fattura le cose cambiano, per molti e svariari motivi.

Leggi tutto “Quello che i dipendenti non sanno”

In bici in città

Si sente tanto parlare, soprattutto nei fatti di cronaca, dei ciclisti in città, di quanti si fanno male, di quanti la usano come mezzo alternativo all’auto e di quanto potrebbe migliorare la salute di tutti se usassimo di meno l’auto e di più la bici.

Un giorno avevo un’attività da un cliente in centro a Torino, in piena ZTL, ed era anche una bella giornata. Ho preso la bici. Ho capito molte cose.

La prima difficoltà è data dalle strade, buche, tombini e crepe rendono impossibile pedalare in linea retta e quasi obbligano a scartare dal ciglio della strada, esponendosi al rischio di essere investiti. Riguardo alla possibilità di incidenti ho guardato la strada e mi sono reso conto che è esattamente come essere in moto, sarebbero necessari, oltre al caschetto, almeno i guanti e le protezioni per le articolazioni, alquanto scomodo.

Le auto non ti vedono o ti ignorano. Lo dico da ciclista e da automobilista, purtroppo il ciclista è poco visibile. Molto meno della moto che già in città è quasi ignorata. In 30 minuti di pedalata ho rischiato di finire contro una portiera aperta dalle auto parcheggiate almeno cinque volte.

Servirebbe lo specchietto di sinistra, obbligatorio, sicuramente aumenterebbe la sicurezza della pedalata, non ci si deve girare e si vede subito chi c’è dietro

Chi deve muoversi dove? I ciclisti pedalano in strada, sul marciapiede, sulle ciclabili. I pedoni idem, anche dove c’è il cartello che ne impedisce il passaggio e c’è il marciapiede a 20cm di distanza. Mai provare a dire al pedone che è in un posto dove non deve stare, è come rivolgergli il peggior insulto possibile.

Le piste ciclabili ci sono, sono poche e iniziano/finiscono nel nulla. Ci ho provato in tutti i modi, ad un certo punto la pista finisce in mezzo ad un incrocio enorme e non c’è modo di uscirne senza fare manovre pericolose.

Il ciclista medio (= 80%) passa con il rosso. Sempre con il rosso. A volte non si ferma neanche. Ho iniziato a pensare che tutte le volte che un giornale titola “Ciclista investito” magari la colpa è sua e non dell’automobilista. Per non parlare degli stop bruciati, dei cambi di corsia senza neanche indicare con il braccio o una serie di altre “amenità” rischiose soprattutto per il ciclista stesso. Inutile contare chi va in bici in strada ignorando al presenza della pista cliclabile.

Andare in bicicletta in città è diventato ad alto rischio di tornare con il bus. Troppi furti, ansia terribile mentre si sta lavorando e la bici è legata ad un palo.

Per concludere, a mio parere, “lo stiamo facendo sbagliato”. Il ciclista è in pericolo, sempre. per causa sua o degli altri. Molto più in pericolo di un motociclista o di un automobilista, anche più di un pedone. Credo sia necessario imporre alcune regole che tutti dovrebbero rispettare, sempre, come con le auto.

  • Il ciclista deve essere visibile sempre, almeno con la giacchetta catarifrangente e deve avere sempre il caschetto
  • Specchietto a sinistra obbligatorio
  • Identificazione efficace del mezzo con qualcosa di assimilabile ad una targa, non essere riconoscibili invita a non rispettare le regole fondamentali
  • Regolamentazione precisa su dove si deve o non si deve circolare in bicicletta
  • Il ciclista deve conoscere il codice della strada, anche se ha 10 anni e/o non ha la patente.

La bicicletta è un ottimo mezzo di trasporto ma per il momento, almeno dove vivo io, ancora non siamo pronti. Di testa e di infrastrutture

Amazon e la consegna in posta

Amazon ha lanciato da poco un nuovo servizio di consegna negli uffici postali. Sulla carta è una bella comodità. Consegnano nell’ufficio postale, ti avvisano quando è disponibile e te lo vai a prendere. Facile, no?

Ho provato. C’è qualcosa in più da dire

I tempi di consegna sono diversi, avendo Prime (10€/anno per avere tutte le consegne gratuite in 2-3gg) la consegna in posta è comunque gratuita, ma il tempo passa a 5-9gg

Entrare alle poste è sempre la stessa storia. La scelta del biglietto è il primo ostacolo. “Pacchi” o “consegne shopping elettronico”? Ho scelto la seconda ed era sbagliata, quindi ho aspettato più di mezz’ora (arrivando 15 minuti prima dell’apertura mattutina). Se c’è tanta gente con pacchi e raccomandate si deve fare la coda.

Si lascia il documento, copiano il barcode del pacco a mano sul PC, stampano una ricevuta su carta di recupero, scrivono a mano nome, cognome e numero di documento, ti fanno firmare e ti danno la scatola. Per ogni singola scatola.

Se non si è mai a casa in orario di consegna dei corrieri, non si ha fretta e si ha la pazienza di affrontare un ufficio postale, è un’ottima soluzione

I 3€ del servizio Indabox che consegna nei bar sono un’ottima soluzione alternativa, con meno stress e più efficienza