L’agonia di un sistema operativo

Tutti (almeno nel mio ambiente) ne parlano, pochissimi ne sanno ed ecco che si sentono cose talmente strampalate che pare di sentir parlare di magia.

Domani cessa il supporto di Microsoft al suo sistema operativo più utilizzato nella storia: Windows XP. Ma questo cosa vuol dire?

Iniziamo a sfatare qualche mito.

Windows XP non smetterà di funzionare da mercoledì, quindi se avete un PC con XP non c’è da preoccuparsi, almeno domani.
Windows XP non verrà attaccato da mille virus a partire da mercoledì, ma poi potrebbe peggiorare.
Tutti i programmi che girano su XP continueranno a funzionare correttamente, potranno esserci problemi con le versioni nuove.
Microsoft vuole solo guadagnare, per questo ha smesso di supportare XP, così tutti comprano Windows 7. No. Almeno in parte. XP è nato nel 2003 e nel mondo dell’informatica 11 anni sono molto, troppo tempo. Oggettivamente XP ormai è vecchio per il tempo attuale. E’ giusto che vada in pensione.

Cosa potrebbe succedere?

Windows XP è un sistema operativo, programma di per sè molto complesso. Per questo motivo, pur lavorandoci in centinaia di persone, qualche problema di sicurezza nascosto potrebbe sempre esserci. Fino a domani, eventuali bachi che vengono scoperti possono essere sistemati da Microsoft (con i famosi Windows Updates), da mercoledì non più. Quindi viene scoperto un problema, viene reso pubblico e tale resta. Un problema.

Questo vuol dire che se si trova un falla grave, come all’epoca il maledetto virus “Conficker” che infettava i PC appena connessi in rete, l’intero parco di PC con XP potrebbe essere messo in ginocchio. O forse, più astutamente, continueranno tutti a funzionare, ma senza che ci si accorga di essere infettati, partecipando così alle reti “zombie” composte da PC di utenti ignari che fanno attività non desiderate (attacchi ad altri siti, mining di Bitcoin, spargimento virus, …)

Se sul PC non sono mai stati fatti aggiornamenti (capita a molti più PC di quel che si creda) non cambierà nulla, si era a rischio prima e lo si sarà dopo.

Bene, ma io che ho un XP che devo fare?

In sintesi: cambia sistema operativo (a meno che tu non lo attacchi ad Internet e lo usi solo a casa per attività tue).

Se hai un vecchio PC che non supporta Windows 7 o 8 valuta attentamente l’idea di passare ad un sistema diverso, come Linux (Ubuntu, OpenSUSE, Debian, Mint, …), se invece è un PC abbastanza nuovo (almeno 4GB di RAM, 100GB di disco e una CPU Intel Core) valuta l’idea di passare a Windows 7 o 8. Sono evoluti, stabili, ben supportati da ogni software.

Non posso o non voglio cambiare. A cosa vado incontro?

Potresti essere un bersaglio facile, anche se hai un buon antivirus sempre aggiornato. Il PC potrebbe essere utilizzato per attività che non vuoi fare senza che tu lo sappia. Potresti subire un furto di identità o di dati (pensa ai dati dell’Internet banking). Potresti perdere tutti i dati per crash inaspettato.

Tutto questo potrebbe succedere, non è detto che capiti davvero. basta fare un po’ di attenzione (e, purtroppo, sperare che non si scoprano falle gravi)

Spero di aver chiarito un po’ di idee. I tempi cambiano, c’è evoluzione in ogni ambito, anche nei PC e nei sistemi operativi, è necessario stare al passo.

Ultima nota: con il supporto ad XP cessa anche il supporto per Office 2003, ma NON per Windows Server 2003

Che alimentatore posso usare

Aggiornamento di Maggio 2016: informo tutti i lettori che questo è un articolo informativo su come funziona un alimentatore, dopo 150 commenti di richieste di consulenza ho deciso che non risponderò più alle richieste tecniche.

Sempre più spesso sento persone che si domandano se un certo alimentatore va bene con un altro dispositivo, vorrei qui dare un po’ di informazioni facili per la scelta.

Un alimentatore ha solitamente questi dati di targa:

  • Input
  • V output
  • A output
  • Watt

Input (o ingresso)

E’ la tensione della linea elettrica al quale lo dovete attaccare. Indipendentemente dalla forma della presa a muro solitamente le tensioni sono 220V in corrente alternata in Europa e 110V in corrente alternata in America, informatevi bene però prima di partire.

Se è scritto 110-220V 50-60Hz lo potete usare in tutto il mondo, se è indicato solo 110V 60Hz o 220V 50Hz fate attenzione a dove lo attaccate, potreste fare danni, soprattutto se c’è scritto 110V 60Hz e lo attaccate in Italia, potrebbe fare un bel “BUM!”

Tensione in uscita

La tensione in uscita è solitamente espressa in Volt (simbolo V), questa deve corrispondere esattamente (ESATTAMENTE!!) alla tensione che richiede il dispositivo. La cosa è semplice, una tensione maggiore sull’alimentatore rispetto a quella chiesta dal dispositivo e otterrete un dispositivo guasto e puzza di bruciato. Se invece mettete un alimentatore con una tensione minore il dispositivo non funzionerà o funzionerà male.

Corrente in uscita

Qui si sentono i maggiori strafalcioni. La corrente in uscita è espressa in Ampere (A) o milli Ampere (mA) dove 1A = 1000mA.

Se il dispositivo indica 10 A andrà bene un alimentatore da 10 A o superiore, anche da 100A, semplicemente non li utilizzerete tutti. Se invece mettete un alimentatore che eroga meno corrente di quella richiesta dal dispositivo il dispositivo non funzionerà bene.

Potenza

Si esprime in Watt (W) ed è solitamente il prodotto tra tensione e corrente, quindi VxA. Se rispettate l’inderogabile regola che la tyensione deve essere quella richiesta, vale lo stesso discorso della corrente, se è maggiore della richiesta nessun problema, se è minore avrete il dispositivo che funzionerà male e l’alimentatore che si surriscalderà e rischierà di rompersi

Ultimo discorso, ma comunque di elevata importanza: la polarità.

Tutti i dispositivi solitamente sono alimentati in corrente continua, questo prevede che ci sia un cavo con la tensione e un cavo con la “massa” o “terra”, indicati solitamente rispettivamente con i simboli “+” e “-“. La polarità va rispettata, sempre. Se si inverte il dispositivo non funzionerà e/o si romperà.

Riassunto

 DispositivoAlimentatore
V (tensione)X (es 12V)X (12V obbligatorio)
A (corrente)X (es 2A)X (2A max)
maggiore di X (5A max)
W (potenza)X (er 40W)X (40W)
maggior di X (50W)

Spero di aver dipanato i vostri dubbi e ricordate che mai potrò essere responsabile di dispositivi bruciati a causa di uso incorretto di alimentatori prima, dopo o durante la lettura di questo articolo

 

Il backup! Si deve fare il backup!

Sento e leggo sempre più spesso di persone disperate perchè hanno perso i propri dati dai PC che normalmente utilizzano. Foto, documenti, musica, tesi di laurea… La perdita di dati è qualcosa che fa sempre male e alla quale normalmente nessuno è preparato, ci si prepara solo dopo averli persi.

Partiamo dal conetto basilare: il dato digitale non è un dato persistente, rispetto all’oggetto fisico (disco musicale, foto stampata, documento scritto su carta,…) ha moltissime possibilità in più che ne determinano la perdita. Un piccolo elenco (un po’ di sano terrorismo, sì):

  • Perdita del supporto (le chiavette usb sono facilissime da perdere, la mia è attaccata alle chiavi della macchina, se la perdo almeno ho altre preoccupazioni)
  • Furto del supporto (un portatile, un tablet o un cellulare sono molto ambiti)
  • Danneggiamento proprio del supporto (semplicemente si rompe)
  • Danneggiamento esterno del supporto (acqua sul portatile, cadute,…)
  • Perdita logica (cancellato per errore o sovrascritto con una versione sbagliata per errore)

Adesso che vi ho messo un po’ di paura vediamo dove si può memorizzare il dato e come se ne può fare copia in modo sicuro e strutturato. Strutturato. Perché avere 6 versioni diverse della propria tesi di laurea, senza sapere qual è l’ultima è peggio che non averne nessuna.

I vari sistemi operativi hanno già delle funzionalità che permettono il salvataggio dei dati, in questi casi non è necessario capire nel profondo come funzionano, ma solo decidere se fidarsi o no. Ebbene sì, il backup è un fatto di fiducia (e di test di ripristino ogni tanto).

Indipendentemente dal sistema utilizzato, queste sono le dritte che mi sento di consigliarvi e che nel mio caso funzionano molto bene da anni.

Materiale necessario:

  • Sapere di quanti dati si sta parlando e soprattuto dove sono
  • Due dischi USB di adeguata capacità (anche le chiavette USB vanno bene, a patto che ci stia tutta la vostra roba)
  • Un account di un servizio di cloud storage (dropbox, gDrive, Sky Drive, …)

Come fare i backup:

  • Tutti i giorni o almeno una volta a settimana: salvataggio di tutti i dati sul primo dei dischi USB, sovrascrivendo i vecchi backup
  • Tutti i giorni, per i dati più importanti: una copia sulla cartella del servizio di cloud storage (se non vi fidate della sicurezza, usate un sistema di crittografia dei dati che caricherete sul server)
  • Almeno una volta al mese: salvataggio di tutti i dati sul secondo disco USB, sovrascrivendo i vecchi backup. Questo disco USB va portato in un luogo fisicamente diverso da quello dove normalmente usate il PC. In ufficio, dalla zia omda qualunque altra parte, basta che nessuno ci possa accedere quando voi non ci siete.

Altro punto per aumentare al sicurezza: cambiate i dischi USB ogni 3 anni (comunque andrannomad essere sempre più pieni di cose)

Altra cosa, che NON è backup, sono le versioni dei singoli file, per poter tornare indietro nel caso in cui si salvi erroneamente un file. Per questa funzionalità le Windows Shadow Copies (Win 7 pro o ultimate) e Time Machine (Mac OS) sono eccezionali

Spero almeno di avervi messo la pulce nell’orecchio…

La password

Qualche giorno mi andava di chiarire ad un/una collega (no, non dirò mai chi) il concetto di password. Visto che non l’ho tartassato con mille spiegazioni, ecco che le scrivo qui. Potrebbe essere un post un po’ noioso, me ne rendo conto ancora prima di scriverlo, se l’argomento non vi interessa, passate pure a leggere altro. Sappiate però che ognuno di voli lettori avrà almeno 4-5 password da gestire, potrebbe quindi tornarvi utile.

Leggi tutto “La password”

Videogiochi e DRM

Prendo al balzo la notizia di qualche giorno fa relativa all’uscita di Assassin’s Creed 2 per PC. Un gran gioco (magari quando cala di prezzo lo prendo per xbox360) si dice, ma con un piccolo problema: per poter giocare è necessario essere sempre connessi ad Internet. No, non è un gioco online, semplicemente il controllo antipirateria messo a punto dal distributore vuole che tu sia connesso ad Internet per poterci giocare, non solo per attivarlo.

Il problema potrebbe essere che se va giù la connessione Internet non si gioca più, ma potrebbe succedere altro: i server dalla casa produttrice, per il primo weekend di uscita del gioco non funzionano (per qualunque motivo). Cosa vuol dire? Che chi lo ha comprato non ci può giocare, senza possibilità di appello. Mentre chi lo ha scaricato e “patchato” ci ha giocato per tutto il fine settimana.

Questo mi ricorda l’uscita di Half Life 2, che era venduto parzialmente su disco e il resto era da scaricare da Internet. Esattamente come detto sopra, tutti fermi e nessuno giocava perchè i server erano intasatissimi.

Ma vogliamo parlare del sistema di Sony che installava un trojan nel PC senza dire nulla a nessuno?

Oppure del Natale di qualche anno fa passato a cercare la “patch” per il videogioco regalato a mio fratello, che su un lettore DVD un po’ vecchiotto non ne voleva sapere di partire.

Tutto questo spendendo un sacco di soldi: Assassin’s Creed 2 costa una cifra discreta e limita di molto la possibilità di gioco dell’acquirente:

  • Se lo metto su un portatile e me ne vado in vacanza non ci posso giocare, a meno di non trovare una connessione disponibile
  • Se il distributore decide che nessuno deve più giocare con quel gioco, nessuno ci giocherà più, pur avendolo acquistato
  • Se lo voglio rigiocare tra 6-7 anni e il distributore è fallito e i server di controllo sono spenti, come si fa? Non si gioca

Invece chi li scarica da Internet e li “patcha”? Tutto ok, nessun tipo di problema.

Allora, cari distributori, lo volete capire che rendere la vita all’acquirente più difficile di quella del pirata va solo contro di voi? Come potete lamentarvi perché la gente copia i giochi quando chi li compra è deriso da chi li scarica perché il primo ha difficoltà ed il secondo no?

Attenzione alla segreteria!

Mi è appena arrivato un sms con mittente +#1234:

inSEGRETERIA ci sono messaggi per te. Chiama da fisso al 899……, info e costi inSEGRETERIA.BIZ

A parte il fatto che è assolutamente spam al cellulare… se vi arriva NON CHIAMATE il numero indicato! Sono stato sul sito e c’è scritto che la tariffa è “una tantim” 12,50€! “Una tantum” vuol dire “Scatto alla risposta”!

Attenzione! NON è la vostra segreteria del cellulare!

Phishing – Dati riservati – Privacy

Oggi mi è arrivata l’ennesima mail di phishing dove mi invitano a ricaricare sul database Visa i dati della mia (non ce l’ho) carta di credito perchè degli hacker hanno bucato i loro database.
Bene, già se fosse vero e io avessi una carta di credito Visa l’avrei disdetta 2 decimi di secondo dopo aver ricevuto la mail: la Visa che si fa distruggere i dati? Non ha backup? Lo dice in giro? E io ci faccio passare i miei soldi? naaaaa!!!

Comunqe, tornando a noi, credo che ormai tutti dovrebbero avere ben chiaro quali sono i dati per proteggersi in qualche modo:
Numero del cellulare: solo alle persone che vogliamo che ci possano chiamare quando vogliono.
Codice IMEI del telefono cellulare: mai a nessuno, va solo usato in caso di smarrimento o furto e dato solo alle autorità competenti (e gestori di telefonia), è buona cosa segnarselo da qualche parte, così se vi rubano il telefono lo potete recuperare.
Numero della carta di credito: solo a persone/enti fidti per fare pagamenti. Di persona, al telefono se si è assolutemtne certi dell’interlocutore, su internet solo se la pagina è criptata (nell’indirizzo del browser internet deve essrci scritto https://…
Propria email: solo a chi volete che vi scriva, per registrazioni a mailing o newsletter createne una apposta che sarà tartassata di pubblicità e spam (ormai sono gratis e tengono un sacco di dati, se ne volete una di Gmail basta chiedere)
Vari codici PIN: mai a nessuno!
Password: mai a nessuno! I gestori dei sistemi le possono cambiare e non serve che ne siano a conoscenza

Ne ho dimenticati? Potrebbe essere…