Viaggiare 2.0 – cosa devo mettere in valigia?

Pessimo titolo, lo so, ma non sapevo cos’altro mettere :). Il sottotitolo sarebbe “un elenco di cose alle quali fare attenzione quando si viaggia, in questa nuova era digitale“.

Ognuno fa la valigia come gli torna più comodo, decide quante mutande portare, se prendere il maglione di lana o la felpa, se portare un paio di scarpe in più, questo da sempre. Ma da un po’ di tempo ci si porta dietro anche un po’ di armamentario tecnologico, per questo la valigia dovrebbe cambiare un po’ per adattarsi a queste nuove tendenze. In questo elenco cercherò di essere il più esaustivo possibile, ma tenete conto che sono le mie idee basate su quello che mi porto io, per ognuno le necessità potrebbero cambiare (come il secondo paio di scarpe, per intenderci)

Ricarica

  • Un carica batterie per ogni tipo di batteria che dovrete usare – fate attenzione che se andate in paesi come gli USA la tensione cambia, conviene verificare che sul dispositivo sia indicato 110-220VAC 50-60Hz.
  • Una ciabatta con un po’ di prese – in albergo le prese di corrente sono sempre troppo poche.
  • Un adattatore dalla presa del Paese dove sarete e la spina italiana della ciabatta di cui sopra – io me ne sono fatta una che vale in un po’ tutta Europa, togliendo il pin della terra da una italiana 10A. Non usare la terra è pericoloso, ma solitamente tutti i carica batteria ne fanno già a meno, il problema quindi non sussiste.
  • Un alimentatore con 4-5 porte USB, tipo questo
  • Cavi e cavetti per la ricarica di cellulari e simili – due per tipo, che non si sa mai, verificate di avere tutti i connettori di cui avrete necessità (lightning, mini USB, micro USB, USB-C, …)
  • Almeno un battery-pack, se ha 2-3 uscite USB è sicuramente più comodo, come questo

Fotografia

  • Macchina fotografica – indispensabile.
  • Almeno 2 batterie di scorta – capita sempre che la batteria ci lasci sul più bello
  • Carica batterie – per ovvi motivi
  • Una scheda di memoria di scorta – che se la prima si riempie non è sempre così immediato trovarne un’altra
  • Un sistema di backup per le foto (PC portatile o HD esterno che si colleghi direttamente alla macchina fotografica) – se vi rubano la macchina fotografica a metà viaggio, o se vi cade da un ponte o altre disgrazie simili, se non avete fatto il backup delle foto avete perso anche loro.
  • Un posto dove tenerla che sia impermeabile – fanno un sacco di borse e zaini con la fodera impermeabile in caso di pioggia

Telefonia

  • Lo smartphone – ovviamente
  • Due cavi di ricarica – in vacanza ci si deve portare mille cose, tutte in tasca, è facile che un cavetto si rovini o si perda.
  • Un condom-USB – evita che una presa USB sconosciuta possa avere accesso fisico al telefono per rubare dati o installare un malware.
  • La consapevolezza delle tariffe telefoniche e di Internet in roaming in base al Paese da visitare – prima di decollare disattivate il roaming e la rete dati, così per sicurezza
  • Una saponetta WiFi dentro cui mettere una SIM del posto – è il modo migliore per avere Internet ad un costo ragionevole, l’ho fatto in Gran Bretagna, Madagascar, Danimarca. Ormai le SIM dati per i turisti si trovano facilmente. Preferisco la saponetta piuttosto che cambiare la SIM del telefono perché così resta attivo il numero di telefono che tutti conoscono e gli account delle app di messaggistica che fanno riferimento al numero stesso.
  • Un battery-pack aggiuntivo per la saponetta WiFi – se la tenete sempre accesa, ricordate il cavo di ricarica
  • Un’app per fare la VPN dal telefono e/o dal PC – Le reti WiFi libere sono sempre più diffuse, ma quelle senza password non proteggono il traffico che generate con lo smartphone, insomma, tenere le cose che fate non alla luce del sole è meglio (non è bello se vi rubano gli accessi della banca mentre usate l’app per vedere l’estratto conto). Io uso questa che va benissimo, è facile e ha un costo assolutamente accettabile. Informatevi prima se nel paese dove andate l’utilizzo delle VPN sia permesso dalle leggi vigenti.

Muoversi (un po’ di app da tenere con sé)

  • Google Maps è indispensabile, potete crearvi le Vs mappe con le cose da visitare facilmente a casa per poi averle sul telefono. In molti paesi vi calcola anche i percorsi con i mezzi pubblici, c’è anche l’opportunità di scaricare in offline intere aree.
  • TripAdvisor può tornare molto utile per la ricerca dei posti dove andare a mangiare.
  • Se volete memorizzare tutti i percorsi fatti, un’app che memorizzi le posizioni GPS da importare su Google maps una volta tornati a casa è indispensabile – ricordate che consuma un sacco di batteria, è bene avere un dispositivo dedicato, come un vecchio cellulare. Ci sono software che assegnano le coordinate alle fotografie fatte con dispositivi senza antenna GPS in automatico in base al tracciato memorizzato.

Tutto pronto? Mettete l’indispensabile nel bagaglio a mano

  • Macchina foto
  • battery pack
  • Adattatore di presa elettrica
  • caricatore USB
  • cavetti

e buona vacanza!

Il viaggio in Madagascar

Ci siamo sposati e abbiamo deciso di fare il nostro viaggio di nozze in Madagascar, raccolgo qui un po’ di note e pensieri, che potrebbero tornare comodi a chi volesse intraprendere un viaggio simile. Leggi tutto “Il viaggio in Madagascar”

La Locanda del Silenzio, Macra (CN)

Ogni tanto ci capita di fare qualche fine settimana in giro, cerchiamo di non andare sempre nei soliti posti e questa volta ci siamo spinti oltre i confini della provincia di Torino (o come la volete chiamare).

Abbiamo aperto Booking e abbiamo cercato gli alberghi per zona, siamo capitati sulla pagina della Locanda del Silenzio, la cosa ci è piaciuta e, visto che è bene dare tutti i soldi del turismo in Italia, abbiamo chiamato direttamente il posto per fare le prenotazione (un po’ come quando vai nel negozio di scarpe, te le provi e poi le ordini su Amazon). La comunicazione si è spostata via mail, grazie alla gentilezza e disponibilità del proprietario. Insomma, dopo qualche mail abbiamo prenotato per due notti.

L'ingresso della locanda, con le montagne a fare da cornice
L’ingresso della locanda, con le montagne a fare da cornice

Leggi tutto “La Locanda del Silenzio, Macra (CN)”

Guidare nel Regno Unito

In questo settembre sono andato in vacanza in Inghilterra e lì ho noleggiato un’auto per poter scorrazzare un po’ per la Cornovaglia. Mai guidato “al contrario”, mi sono trovato in po’ in difficoltà su alcune cose, che riassumo qui, così almeno se vi dovesse capitare di dover guidare da quelle parti siete già informati.

In macchina si sale dall’altra parte, il cambio lo avete alla mano sinistra e potete tirare fuori dal finestrino il gomito di destra, fin qui mi pare tutto abbastanza chiaro. Ma non è tutto.

Il cambio non è speculare, quindi la prima sarà sempre in alto a sinistra (sì, se potete permettervi un’auto con il cambio automatico è tutto più facile) i pedali anche, frizione a sinistra, acceleratore e freno a destra.

Le prime 20, 25 volte che entrerete in auto cercherete la cintura di sicurezza voltandovi a sinistra. No, è dall’altra parte, dovete voltarvi a sinistra per guardare dietro mentre fate retromarcia. Per la retro io non mi giro e uso gli specchietti (retaggio della guida dell’ambulanza), quello centrale è a alla vostra sinistra, non continuate a fissare il montante della portiera! Ultima cosa sulla posizione: l’auto non finisce subito alla vostra sinistra, quindi attenzione alle dimensioni esterne (ho battuto almeno 15 volte sui marciapiedi a sinistra)

In strada dovete stare a sinistra, sempre. E’ dura, davvero. Soprattutto nelle strade a doppio senso dove ogni volta che incrociate qualcuno vi viene un colpo al cuore “oddio, è in contromano!”. Questa cosa non l’ho superata.

Credevo che la difficoltà fosse prendere le rotonde al contrario, invece il vero problema è che dovete sapere a quale uscita la dovrete lasciare, in base a questo si deve prendere la corretta corsia prima dell’imbocco, mettere la freccia a SX se uscite alla prima e a DX se uscite alle successive, inoltre c’è da seguire la segnaletica orizzontale che vi porterà all’uscita giusta nel modo corretto. Pare una follia, ma tutti rispettano questa cosa e funzionano alla grande. Meno male che funzionano, se da noi le rotonde sono tante, lì sono molte di più, ogni uscita di una strada statale è una rotonda, non so quante ne ho fatte in 2500Km

L’immissione da una strada ad un’altra è una di quelle cose da cardiopalma. Vi avvicinate, guardate a sinistra, non arriva nessuno, vi sporgete ed ecco che invece qualcuno arriva, ma da destra. Non fatelo, anche in questo caso è tutto al contrario. Sulle rampe in autostrada è molto più semplice, senza ombra di dubbio.

Le distanze sono espresse in Miglia ed in Yarde, ma attenzione che 1 miglio equivale a 1760 yarde, evitate di fare i conti, non lo fanno neanche loro, usano i quarti di miglio. La velocità è espressa quindi in Miglia all’ora, anche sul tachimetro della macchina, Andare a 130 è male (209Km/h) e rischiate grosso. Ci sono autovelx ovunque, quasi da ansia. Quando arrivate in prossimità di un cartello di limite 30 fate in modo di essere a quella velocità quando lo superate. la multa è di un migliaio di Sterline, non ne vale la pena. Se non ci sono i limiti indicati, sulle strade ad una corsia per senso di marcia si viaggia a 60Mph e in quelle a doppia corsia (normali o autostrade, con o senza corsia di emergenza o spartitraffico) a 70Mph. Se trovate dei tratteggi perpendicolari al senso di marcia in centro alla corsia, come se fosse un metro, state passando sotto l’occhio di un autovelox.

Il guidatore inglese, in media, è tranquillo e non ha moti di aggressività o attacchi di clackson acuti, è il caso di adeguarsi, così magari tornando sarete un po’ più pacati alla guida. Con me ha funzionato.

In molti parcheggi a pagamento è richiesto il “registration number”, che non è altro che la targa dell’auto (per me non è stato immediato capirlo), attenzione che le targhe delle auto sono composte da 2 lettere, 2 numeri e poi 3 caratteri finali che possono essere lettere e numeri, la stanghetta verticale è sempre un 1 (per ‘sta cosa mi sa che ho preso una multa). Lo fanno per evitare il prestito dei tagliandi di parcheggio.

Parcometro

La dimensione delle strade è identificata dalla lettera che ne precede il numero identificativo. M è l’autostrada, A le strade principali, B quelle locali. Le B potrebbero essere molto strette, quasi da film dell’orrore. Il GPS che usavamo noi (Here, che ha la gran comodità di scaricare le mappe per una guida offline ed è gratuito) ci ha fatto fare le strade più strette della Cornovaglia con alti muri/siepi ai lati e le piante che toccano il veicolo su entrambe le fiancate, strada a doppio senso. I panorami non sono contemplati nella viabilità della Cornovaglia

In autostrada non c’è pedaggio, quindi per le aree di sosta si esce, si affronta un’immensa rotonda dotata di semafori e si accede all’area di sosta, unica per entrambi i sensi di marcia. Si paga il parcheggio se ci si ferma per più di 2h. L’area di sosta è grande come un nostro centro commerciale, potreste quindi perdere più tempo del dovuto, attenzione.

Nei paesi la sosta è permessa a bordo strada (dove manca una doppia striscia gialla continua), ma visto che la larghezza delle strade è quella giusta per 2 auto, se ci sono auto parcheggiate la strada diventa a senso unico alternato. Ho incrociato altre auto, bus e trattori. La fretta non fa parte dell’automobilista inglese. Ci sono anche i dossi per farti rallentare, quasi come se ce ne fosse bisogno. In certi paesi non c’è il dosso, ma la strada viene stretta al punto da doversi fermare per dare la precedenza a chi esce dal paese stesso. Poi c’è il cartello “grazie per aver guidato con attenzione”, quasi come presa in giro.

Il parcheggio lato strada che occupa la corsia e il dosso più antipatico al mondo
Il parcheggio lato strada che occupa la corsia e il dosso più antipatico al mondo

Potreste trovare i cartelli con il pericolo di attraversamento carri armati, per fortuna nessun carro armato ci è passato davanti o ci ha fatto i fari.

Per concludere, guidare nel Regno Unito, con questa “piccola” differenza del lato sbagliato, mette in difficoltà le prime ore, poi è assolutamente affrontabile, ma sempre con grande attenzione, che sbagliare il lato, in un momento di distrazione, magari di notte, è fin troppo facile.

Torno dall’Inghilterra, dopo aver guidato una tamarrissima Vauxall (Opel) Corsa verde acido con i cerchi lucidi neri, dotata di display da 7”, bluetooth, DAB, cruise control e limitatore di velocità massima. Voglio anche io una macchina così. Ci stavano le nostre due valigie nel baule senza che si vedessero. Nella mia 500 non ci sta neanche la spesa.

Vauxall Corsa

Osteria Coccolino (Cecina)

Vacanza in Toscana equivale a “si mangia la fiorentina!”. Quindi abbiamo cercato un ristorante vicino al nostro alloggiamento e grazie a Foursquare e TripAdvisor siamo arrivati alla conclusione che l’Osteria Coccolino era da provare.
In centro a Cecina, piena zona blu (ma solo fino alle 20) c’è il ristorante, non troppo visibile, se non si sa dove cercarlo.
Spazioso, tavoli grandi e ben separati tra di loro, personale di sala gentile e simpatico. Ma poi, come si fa a non adorare il dialetto e l’accento della provincia Livornese?
L’offerta è ampia, abbiamo dovuto fare selezione ed ecco il nostro menu:

  • antipasto misto, da dividere in due
  • bistecca da 1600g (più piccola solo se è senza filetto)
  • caffè

L’antipasto è composto da salumi buonissimi, un pezzo della buonissima mozzarella di Cecina, altre piccole bontà tipiche e da una cipolla, cotta nell’aceto balsamico che dire eccezionale è riduttivo.
Poi la bistecca… Viene cotta sulla brace a vista, viene servita, già tagliata a pezzi, su una pietra ollare. Non ci sono parole, spettacolo!

Nessun dolce o liquore particolare, solo cose “dozzinali”, come definite dal simpaticissimo cameriere.

Non ci sono televisori nel ristorante, ed è una cosa importantissima ormai, se ci si vuole godere la cena senza distrazioni inutili e fastidiose

Aperto solo a cena, chiuso il lunedì, la prenotazione è d’obbligo.

Il menu come indicato, una bottiglia da 750ml di acqua e mezzo litro di vino della casa: 60€

Il contatto:

Ristorante Coccolino
Via Leonardo da Vinci 24
Cecina (LI)
Tel: 0586 68 00 49

Porta Palazzo

Per i non Torinesi, questo posto non significherà nulla, ma se qualche volta venite a fare il giro turistico della città dovete andare a visitarlo, per molti, moltissimi buoni motivi.

Porta Palazzo è il mercato en plein air più grande d’Europa

Porta Palazzo è vicino al centro di Torino, molto vicino alla Porta Palatina (da cui il nome) e si raggiunge a piedi da Via Garibaldi in pochi minuti

Porta Palazzo è multi etnico, sia in chi vende che in chi compra

A Porta Palazzo potete trovare tutto quello che vi serve, a prezzi più bassi e con più varietà rispetto ai supermercati e di ottima qualità. Soprattutto per il cibo.

Porta Palazzo è colorato, pieno di gente, molto fotogenico.

A Porta Palazzo potete trovare degli articoli che non troverete da nessun’altra parte.

Porta Palazzo è un po’ a rischio borseggio, ma basta stare un po’ attenti, non ostentare telefoni e portafogli e guardarsi bene dai ragazzi in tenuta quasi elegante che stazionano sempre nello stesso posto.

A Porta Palazzo si chiacchiera con chi vende, e sono tutti “amore” e “tesoro mio”

A Porta Palazzo, se comprate per la prima volta da un banco, potrebbe arrivarvi la fregatura, ma tornate per qualche volta, vi fate riconoscere e le cose più belle/buone ed il “buon peso” sono tutti vostri

A Porta Palazzo il parcheggio si paga, ma il risparmio è tale per cui il prezzo della sosta viene comunque ripagato

Porta palazzo vi ruba il tempo, perché quando entrate vorrete vedere proprio tutto.

A Porta palazzo potete anche trovare i prodotti a Km Zero, venduti direttamente dai contadini (prezzo un po’ più alto e cose rigorosamente di stagione)

Porta Palazzo è un posto che vale il tempo impiegato per visitarlo, alla stregua di Palazzo Reale o del Museo Egizio

 

Parigi

E poi torni a Parigi, in un freddo e umido fine settimana di gennaio. Ma riesci a fare la passeggiata sotto la neve nel quartiere più romanico di tutti, riesci a salire sulla famosa torre nell’unica mezza giornata di sole e riesci a sopravvivere sul battello sulla Senna, sfidando l’orda di Cinesi e il freddo polare. Poi, il fine settimana successivo ti rendi conto di quanto sei fortunato, perché vedi il manto bianco che copre la città e senti dei voli annullati. Bella esperienza e persino un po’ di fortuna.

Qualche scatto e qualche rapido commento, giusto per farvi venire voglia di andare a vederla, perché è davvero un viaggio ben speso. Però poi andate anche a Praga e ditemi quale vi è piaciuta di più 😉

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Dopo le foto, qualche aneddoto qua e là, senza un ordine preciso.

Il ristorante da provare è Chez Marie, piccolo, raccolto, tranquillo, con un’atmosfera fantastica e tutto sommato economico (34€ in due tutto compreso)

Sperate di non trovare i lavori in corso sulla linea RER dall’aeroporto, potreste metterci 3h per arrivare in hotel cambiando 5 mezzi diversi

La stazione della metropolitana “Citè” è bellissima e molto steampunk

Per fare un giro sul Bateaux Mouches è indispensabile resistere al gelo e ai gruppi di rumorosissimi cinesi

Le guide Lonely Planet sono davvero indispensabili

Notre Dame è da vedere, poi rivedere e poi rivedere ancora. Maestosa, cupa, inquietante, meravigliosa

Se volete fare un giro sulla famosa torre, portatevi da mangiare e da bere, una bottiglietta di bibita da mezzo litro lassù costa 5€

Il Louvre è immenso, ma se decidete le cose principali da vedere è assolutamente affrontabile. L’audio/video guida è basata sul Nintendo 3DS XL, compresa la localizzazione all’interno del museo. All’ingresso sotterraneo da non perdere l’Apple Store in trasparenza dietro alla piramide rovesciata e il negozio della Ladurée, per i golosi di macaron.

Parigi puzza di fogna, è dimostrato, anche se non è proprio romantico.

La maggior parte delle foto è fatta con un obiettivo 11-16mm

Evitate di compare l’acqua, è cara anche al supermercato. Quella del rubinetto dell’hotel è più buona ed è gratis (e non ci ha fatto venire il cagozzo)

In aeroporto CDG, dopo i 15 minuti gratis del WiFi ufficiale, cercate quello di Orange, vi regala 6h di navigazione.

Portatevi qualcosa di voluminoso per tenere in tasca i minuscoli abbonamenti della metro senza perderli. Sareste a piedi e spendere di nuovo i 24€ per tre giorni potrebbe non essere piacevole.

Starbucks è un’ottimo posto per una WiFi libera, in compagnia di una enorme tazza di caffè fumante o di un ghiacciato frappuccino, che attirerà gli sguardi straniti di tutti gli altri clienti del locale, soprattutto se è gennaio e fuori nevica

Attenzione alle prese elettriche, In francia non esiste il pin centrale della terra, quindi tutti i vostri dispositivi con presa italiana con 3 pin non potranno essere usati. Procuratevi un adattatore. E una ciabatta, che in hotel le prese elettriche sono sempre troppo poche

La Valle d’Aosta

Lassù nel Nord Ovest dell’Italia risiede la regione con la più alta percentuale di montagne di tutta la nazione: la Valle d’Aosta. Fresca alternativa al mare per le vacanze estive (già finite, sig!). Prenotiamo una stanza in un albergo di Prè Saint Didier e con la vicinanza alle terme pensiamo: gran relax questa settimana.

“Gran” sì, ma altro che relax.

Leggi tutto “La Valle d’Aosta”

La Valle d’Aosta

Vacanze 2012 passate in Valle d’Aosta, a breve i post sui luoghi dove mangiare e le mie note personali su luoghi, persone e cose da fare. Iniziamo però dalle fotografie 🙂

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Il Sud

Il sud è uno splendido angolo di Italia, se parliamo di natura e panorami
Il sud è un posto da visitare, assolutamente
Il sud è la vera e buonissima mozzarella di bufala, nel suo latte o nella panna
Il sud è ingrassare, ma poco poco
Il sud è prendere il loro accento, che ti entra nel cervello
Il sud ha lo stesso Codice della Strada del nord, ma qui è più una traccia che una vera legge
Il sud è il cretino che passa a 50 all’ora, suonando il clackson per farti spostare, in un’isola pedonale
Il sud è costellato di sorpassi al limite delle tendenze suicide
Il sud è dei furbi, se non sei tu il più furbo, ti scavalcano
Il sud è quello che per saltare la fila di auto che va verso il mare fa tutto in contromano suonando ogni 10 metri
Il sud sono le auto blu che ti sorpassano in linea continua in curva, con il solo lampeggiante acceso (o forse lo fanno anche al centro e al nord)
Il sud è la zebratura sulle strade, che è sinonimo di corsia di sorpasso
Il sud è “io mi butto, gli altri si fermeranno”
Il sud è il barista che ti dice “tutti i clienti sono importanti”
Il sud è dove ti rispondono “grazie a Voi”, anche se sei da solo alla cassa del supermercato
Il sud è il granitaro (con il carretto motorizzato sui cingoli) che gratta la lastra di ghiaccio e te la mette nel bicchiere con lo sciroppo del gusto preferito
Il sud è la cortesia e il sorriso. Sempre
Il sud è distante dal nord, nel mio caso 1100Km (in tutta la vacanza ho fatto 2700Km, più del giro del 2000 fino a Stoccolma)
Il sud è la frutta 2.0. È di una bontà assoluta.
Il sud è fatto di prezzi onesti, persino al bar della spiaggia
Il sud è la bambina vicina di casa, Agata, che ha come giocattolo un pulcino, vero. È anche la stessa bambina che azzoppa il povero pulcino. È ancora la mamma che la chiama a voce alta dalle 8 del mattino a mezzanotte, almeno 85639464 volte. “Agata!!”
Il sud è il pesce, fresco e buono, anzi, spettacolare
Il sud è dolce, anzi dolci, ma di quelli che al nord non trovi
Il sud è “non ho adesso i soldi per l’ombrellone, mi spiace”; “nun te preoccupa’, va bene anche domani o dopodomani, adesso vai a metterti lì in prima fila perchè quello che lo ha prenotato arriva la settimana prossima, ti faccio pagare comunque la terza fila.”
Il sud è un angolo di Italia che non visitavo da almeno 10 anni
Il sud è il posto in cui ho trascoso le vacanze
Il sud è quel posto che per arrivarci ti fermi a Roma a conoscere due amici di Twitter, poi vai a Salerno e ne conosci altri due e mentre torni a casa ti fermi ad Assisi e ne conosci altri 8. (Twitter è il vero social network)

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Chiuso per ferie

Quest’anno un po’ più corte e più vicine del solito (ma ci vorranno lo stesso 10 ore per arrivare a destinazione), sono arrivate le vacanze, quelle vere dove spegni il cervello e pensi solo a cose rilassanti.

Ci si rilegge poi a luglio, con, spero, un bel po’ di foto nuove. Ditelo che non vedevate l’ora di poter sfogliare tante nuove foto!


Visualizzazione ingrandita della mappa

Parco regionale La Mandria

Il parco regionale La Mandria è uno splendido parco vicino Torino (Venaria), dove si può passare un po’ di tempo immersi nella natura. Ecco, non ci andate perché non ne vale assolutamente la pena. Più della metà del parco è chiusa a causa di problemi di crollo di alberi.
Ci sono lavori in corso ovunque, persino il bar che una volta era al castello è miseramente chiuso.
Il parco ormai va bene per vedere cartelli dei lavori in corso e non più piante ed animali. Se passate da quelle parti andate alla Reggia di Venaria, ma evitate il parco.

Ecco le foto

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Una notte nel castello

Come è mia consuetudine, il giorno del mio compleanno ero in ferie. SI voleva fare qualcosa di diverso dal solito e la scelta è caduta su una notte al Castello di Pavone C.se.

E’ davvero un posto fantastico! Si ha la sensazione di dormire per davvero in un tempo diverso dal nostro. Anche se le camere sono dotate di tutti i confort (la doccia con idromassaggio, ad esempio). Arrivati in stanza ci si affaccia alla finestra ed ecco che si vede il cortile interno da una parte e le mura dall’altra.

Nel pacchetto era presente anche la cena, di ottima qualità e con le razioni giuste, e la colazione, servita in una catina con il soffitto a volta e l’armatura da cavaliere nell’angolo. C’erano anche le formiche che mangiavano la torta 😉

Insomma, per passare qualche ora in un Medio Evo a quattro stelle, il Castello di Pavone è il posto giusto!

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La Liguria

In estate andare al mare in Liguria è un vero delirio. Un sacco di gente, niente posto per l’auto, tutte le spiaggie piene, coda dappertutto… Abbiamo deciso di andare in pieno inverno. Il risultato qual è? Che volevamo fermarci a Camogli, ma abbiamo rinunciato perchè dopo 1h di ricerca non abbiamo trovato un posto per la macchina. Volevamo prendere una focaccia a Recco e abbiamo dovuto aspettare che la cuocessero lasciando l’auto in doppia fila. Volevamo andare su una spiaggia e l’abbiamo raggiunta veramente molto tardi.

Il risultato alla fine è che la Liguria non è un posto che fa per me. Assolutamente no.

Un po’ di foto però le ho fatte 🙂

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Arona

Un fine settimana fuori porta (sì, l’ennesimo e non sarà di certo l’ultimo) questa volta però con cielo bianchissimo, qualche fiocco di neve e un po’ di pioggia. Le foto “salvabili” non sono molte.

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Lago d’Iseo e Brescia

Fine settimana fuori porta con la fortuna di avere un amico che ha un albergo da quelle parti e un clima eccezionale, ecco alcune foto del Lago di Iseo e di un giretto rapido a Brescia (ma torneremo a maggio, per la Mille Miglia)

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Bergamo

Ogni tanto qualche pazzia ci va. Partito alle 13.30 e tornato alle 3.00. Queste le foto della serata fatte a Bergamo Alta. A breve la recensione del ristorante.

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L’idea delle lucine sfocate è sua

Milano

In giornata, trasportato da Arenaways e con la compagnia dell’instancabile Valentina (grazie al coniglio che mi ha regalato inizieranno le foto idiote al rabbid nei posti più strani), ecco alcune foto della città Lombarda, grigissima oggi.

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E queste sono le prima foto del mio nuovo coniglio in treno

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Un altro modo di viaggiare

Trasporto regionale di Trenitalia: treni un po’ vecchi, riscaldamento non sempre attivo, rumorosi, …

Oggi ho provato Arenaways (sono sul treno adesso) e, cercando di essere obiettivo, vi dico perché potrebbero fare molta paura a Trenitalia.
Partiamo dalle cose negative, così posso provare a giustificare la mia imparzialità. Il biglietto è caro, troppo. 17€ per fare Torino-Milano è davvero troppo (ho sfruttato l’occasione per provare il servizio). Il tempo di percorrenza, visto che non fa fermate intermedie (ma dopo ne parliamo), è elevato, ma credo sia dovuto alle disponibilità della linea ferroviaria.
Gli orari, confrontati con Trenitalia, sono imbarazzanti, hanno 4 treni per direzione al giorno, che scendono a 2 nei festivi.

Si sale sul treno, bei vagoni, nuovissimi e ben illuminati, la temperatura è ottima, fa caldo, ma non troppo. Dimenticavo, il treno è pulitissimo, posacenere compresi. Sui treni c’è anche l’impianto anti incendio e la piantina delle vie di fuga, insomma un altro mondo!
Il personale sorride! La cortesia regna sovrana.
Il biglietto si può fare a bordo senza sovrapprezzo (ci mancherebbe… con quello che costa) e hanno il POS per pagare con il bancomat.
Sul treno, regionale, c’è il bar, dove, tra l’altro, è di base il “responsabile del treno” a cui rivolgersi in caso di problemi, anche se la temperatura interna non va bene, dicono loro.
Lo spazio tra i sedili è più ampio dei regionali a cui noi siamo tutti abituati, si sta comodi.
Insomma, se nella loro pubblicità dicono che non vorresti più scendere dal treno, una volta terminato il viaggio, direi che ci son andati molto vicino.
Ho segnalato un problema sul loro sito web e il responsabile del treno, dopo 10 minuti mi ha detto che, chiamando in sede, hanno preso atto e ci lavoreranno. Erano le 8 di domenica mattina…

A questo punto si capisce perché hanno messo loro i bastoni tra le ruote, impedendo tutte le fermate intermedie tra i due capoluoghi di regione: con una politica di prezzi più aggressiva, chi prenderebbe più i treni dell’esercente nazionale? Hanno paura e fanno bene!

Ok, adesso mi godo il resto del viaggio!

Lucca Comics&Games 2010

Mi ricordavo di essermi detto di evitare di tornarci, qualche anno fa. Ieri ho avuto la conferma.

Poche persone a Lucca
Lucca è una bella città e l’idea di fare la rassegna all’interno delle mura con gli stand sparsi per le piazze è veramente geniale. Solo se tutto fosse organizzato un po’ meglio…

Lasciamo perdere la pioggia battente, non è colpa di nessuno e lo sapevo che avrebbe piovuto tutto il giorno, anche se un po’ di speranza nell’errore delle previsioni del tempo ce l’avevo.

Viaggio organizzato, biglietti comparati in anticipo: credevo fosse più facile iniziare. Invece No. Tu hai il biglietto, ma devi anche avere il braccialetto per entrare nei vari stand. Come si ottiene il braccialetto: facendo 2h di cosda. Sì, due ore (sotto la pioggia). Il problema è che per chi ha fatto l’abbonamento, questo rito si è ripetuto tutti i giorni, perchè il braccialetto è di colore diverso per ogni giorno. Ma siete tutti impazziti? Tra l’altro nessun cartello differenzia le code e i poveri tapini dello staff hanno passato la mattinata ad urlare “la coda a destra per chi ha già il biglietto, la coda a sinistra per chi deve fare il biglietto!” e la coda a sinistra era la più veloce. Bho.

Volevo fare un po’ di foto ai cosplayer, ma con un tempo così mi passa la voglia si scattare. Alcuni costumi erano interessanti, altri un po’ meno, ma devo dire che i “cosplayers” si danno sempre un gran da fare e vengono fuori delle belle cose.

Nei tendoni con gli stand è stato difficilissimo vedere la merce esposta se non dopo le 18.00, un vero delirio di gente, ovunque. Non lo avevo detto? Sopporto poco la massa di gente che ti invischia, ti trasporta dove vuole lei, ti toglie l’ossigeno. Alla fine non ho ocmprato nulla. Nulla.

La cosa positiva è che ho dato un volto e una voce a due amici di Twitter, mi ha fatto piacere!

Insomma, per la prossima volta mi faccio bastare la fiera “Torino Comics” (asptterò paziente fino ad Aprile)

Torno a far asciugare la roba bagnata, ossa comprese…