Aggiorna Java

Succede almeno due volte a settimana, come andare in piscina. Ma per andare in piscina non c’è bisogno di chiedere le credenziali di amministratore.

Questa è la situazione. Java esiste, è il male, è bacato e si aggiorna davvero troppo spesso in modo invasivo. Inoltre chiede sempre l’installazione della toolbar di Ask.

E finché è il proprio PC, uno fa click su “consenti” e via. Ovviamente senza controllare attentamente. E se un malware simulasse l’installer di Java? Tutti infetti.

Il vero problema sorge quando sei in azienda e di PC con Java da aggiornare sono 120. Non puoi dare a tutti i diritti di amministrazione (a meno che non si voglia avere una rete completa di PC-zombie), quindi pensi di disattivare l’updater, rischiando un po’ sulla sicurezza del sitema. Va fatto dal registro di configurazione, perché se lo disattivi dal pannello di controllo dell’amministratore non lo disattivi da tutti gli altri utenti; loro però non sono amministratori e quindi non lo puoi disattivare dal loro pannello di controllo. Trovi la soluzione: lo disattivi andando a mettere le mani nel registro di configurazione. Salvo.

E invece no.

Perché al primo sito che usa Java il browser ti avvisa che se usi questa versione potresti essere infettato da Ebola, quindi blocca tutto.

Esprimendo il disagio con un fiume di parolacce vai ad aggiornare a mano il maledetto programma su tutti i PC

Potresti mettere l’update negli script di logon di tutti i PC, ma ogni giorno dovresti cercare se c’è la nuova versione (e ci sarà) per poterla sostituire alla vecchia sul server.

E se non lo volessi installare? No, non si può… non potete credere quanti siti usino Java per ogni cosa.

Oracle, lo stai facendo sbagliato.

Copiare un sito WordPress

L’operazione potrebbe tornare molto utile per fare una copia del proprio sito, utile per test e prove, senza rischiare di danneggiare il sito reale, oppure, state lavorando su un sito nuovo e volete pubblicarne una copia, per mantenere comunque un ambiente di test.

Per spostare il sito l’operazione suggerita da WordPress è molto semplice, ma comporta la distruzione del sito di origine, con la procedura che vi mostrerò a breve il sito di origine non verrà assolutamente toccato.

Disclaimer: non sono responsabile dei danni che potreste fare sul vostro WordPress usando questa guida, lo fate a vostro rischio e pericolo e, se non siete sicuri, chiedete a qualcuno che lo sappia fare.

Cosa serve:

  • Accesso allo spazio FTP del vosto hosting provider
  • Accesso al PHPMyAdmin del vostro server MySQL
  • L’utility per la modifica del DB (indispensabile)
  • Eventualmente un’installazione di XAMPP sul vostro PC
  • Sapere come fare import ed export di DB e come usare il client FTP, sapere come si naviga con un browser
  • Sapere dove mettere le mani per la configurazione del sito WordPress

Iniziamo!

  • Fate un backup completo del sito (spazio FTP e DB) e riponetelo in un posto sicuro
  • Scaricate l’intero sito in una cartella sul PC
  • Fate l’export del DB in un file sul PC
  • Create un nuovo DB (se già non c’è) tramite PHPMyAdmin e caricate il file del DB appena esportato
  • Create via FTP la cartella dove volete mettere la copia del sito (esempio www.miosito.com/copiadiprova)
  • Caricate via FTP nella nuova cartella il tool per la conversione del DB
  • Aprite il browser e fatelo puntare alla index del tool appena caricato
  • Inserire i dati del nuovo DB (nome, credenziali, server) e, nelle apposite caselle, il percorso del sito originale e poi quello del nuovo percorso
  • Eseguite “Live Run” e attendente qualche secondo. Se compare un errore di AJAX la procedure diventa più lunga, passate più avanti, nella sezione dedicata
  • Al termine rimuovete la cartella con lo script per la modifica del DB (è importante, uno sconosciuto che dovesse trovarla potrebbe fare danni irreparabili)
  • Modificate il file wp-config.php mettendo il nuovo DB e le relative credenziali
  • Caricate tutto il sito scaricato prima nella nuova cartella sul server
  • Avete il sito di test operativo!
  • Per sicurezza (vostra e dei visitatori) è bene bloccare l’accesso pubblico al sito e disabilitare l’indicizzazione dei motori di ricerca. La seconda cosa la impostate da Impostazioni/Lettura nella parte amministrativa, per bloccare l’accesso al sito io uso il plugin Private Only (non esiste più, provate con My Private Site)

Avete trovato l’errore AJAX. E Adesso? Ci va solo un po’ di tempo in più.

  • Scaricate ad installate XAMPP (installatelo su un disco che non sia GPT, ma MBR, potrebbe non funzionare il MySQL su GPT)
  • Avviate i servizi Apache e MySQL dal pannello di amministrazione di XAMPP (alcune applicazioni potrebbero aver occupato le porte 80 e 443, ad esempio Skype, chiudetele e riprovate)
  • Aprite un browser e fatelo puntare su http://localhost
  • Selezionate la lingua di vs gradimento
  • Dal menu di destra selezionate PHPMyAdmin
  • Create un nuovo DB
  • Importate il DB scaricato dal vs sito
  • File troppo grande rispetto ai limiti indicati nella pagina?
    • Accedete alla cartella di XAMPP, poi dentro PHP e aprite il file PHP.ini con un editor di testo
    • Modificate i due parametri “post_max_size” e “upload_max_filesize” mettendo una dimensione sufficiente, tipo 100M
    • Riavviate, dal pannello di controllo XAMPP, Apache
    • Chiudete e riaprire il browser, tornare su PHPMyAdmin
    • Importate il DB
  • Copiate nella cartella “htdocs” dentro la cartella XAMPP la cartella dello script della conversione
  • Far puntare il browser a http://localhost/[cartella script di conversione]
  • Inserite il vecchio link ed il nuovo link del vostro sito
  • Inserite nome del DB appena creato, l’utente “root” nessuna password e il server “127.0.0.1”
  • Eseguite lo script con “Live Run” ed attendete qualche secondo
  • Tornate sul PHPMyAdmin del vostro XAMPP e fate l’export del DB
  • Importate il DB appena esportato sul PHPMyAdmin del vostro hosting provider
  • Modificate il file wp-config.php mettendo il nuovo DB e le relative credenziali
  • Caricate tutto il sito scaricato prima nella nuova cartella sul server
  • Avete il sito di test operativo!
  • Per sicurezza (vostra e dei visitatori) è bene bloccare l’accesso pubblico al sito e disabilitare l’indicizzazione dei motori di ricerca. La seconda cosa la impostate da Impostazioni/Lettura nella parte amministrativa.

Nota finale importante: se utilizzate plugin che postano link ai vostri post sui vari social in automatico è bene che controlliate di averli disabilitati tutti, il nuovo WordPress non sa di essere una copia per sperimentare e continuerà a pubblicarli.

Lungo nella descrizione, ma molto più semplice una volta messo in pratica

Migliorare l’utilizzo di Gmail

Uso Gmail da quando è stata lanciata e si poteva accedere solo con invito. Da quel momento è passata un sacco di acqua (bit) sotto i ponti (router), la casella di posta di Google ha avuto una enorme evoluzione e la uso tutt’ora con grande soddisfazione, al punto da aver preso il servizio a pagamento, senza pubblicità e con 30GB di spazio su Google Drive. La uso con soddisfazione anche in ufficio e consiglierei a tutti di passare a Gmail anche per la posta aziendale (no, non mi hanno pagato per scrivere questo)

Da tempo al uso sul telefono cellulare e per evitare di essere infastidito dai troppi “biip” dovuti a mail magari poco importanti, ma che mi interessa leggere, ho pensato che, dopo essere riuscito a configurare la mail per rendermi ancora migliore l’utilizzo, poteva essere interessante condividere un po’ di trucchetti per avere una casella di posta quasi intelligente.

Leggi tutto “Migliorare l’utilizzo di Gmail”

Tenere il PC pulito

No, non parlo di polvere, ma di sistema operativo, in particolar modo Windows.

Il primo vero e unico consiglio deriva da una imprescindibile certezza: il cervello del PC è tra la tastiera e la sedia: chi lo sta utilizzando.

Quindi fate funzionare il cervello quando usate il PC e soprattutto prestate molta, moltissima attenzione quando siete su internet. Qui un piccolo e non esaustivo elenco da tenere presente quando ci si addentra nei meandri, anche i più nascosti, di Internet

  • Antivirus sempre aggiornato. Anche quelli gratuiti vanno bene. Ricordate che non vi copre al 100%, come l’ombrello, se c’è vento vi bagnate
  • Installare il plugin “adblock” disponibile per tutti i browser, vi nasconde la pubblicità e i link di download che vi fregano quando cercate un software
  • Se cercate un programma ignorate i siti che forniscono download si ogni cosa (softonic e simili), ma recatevi sul sito del produttore.
  • Inutile dire che i banner pubblicitari non vanno cliccati mai, sopratutto se c’è scritto “clicca qui che hai vinto tutto l’oro del mondo” o proposte tanto allettanti quanto fasulle. Anche i banner pubblicitari con scritto “Download” normalmente vi fanno scaricare schifezze
  • Durante i wizard di installazione non fate il solito Avanti, Avanti, Avanti, Fine. Leggete tutte le finestre e cercate di capire cosa vi stanno chiedendo. Evitate le toolbar, i motori di ricerca predefiniti o le homepage diverse dalla vostra. Evitate anche tutte le offerte o i programmi sponsor. Tutti cercano di affibbiarvi software indesiderato, anche i “grandi e famosi” (Adobe, java, …)
  • Inutile dire che i siti “particolari” (crack, robe illecite, pornografia, …) sono pieni di fantastiche trappole ben mimetizzate. Se dovete proprio accedere a questi siti scaricatevi una distribuzione Linux Live tipo la Ubuntu, avviate il PC con il CD dentro e navigate usando quella, spegnendo il PC non avrete tracce di schifezze in giro e il PC resterà immacolato.
  • Attenzione, sempre. l’avevo già scritto?

E una volta che il PC è stato infestato?

Dipende da cosa vi siete presi, le toolbar si disinstallato dal pannello di controllo senza troppe difficoltà. La home page e il motore di ricerca del browser si reimpostano abbastanza facilmente (ma se poi subito dopo vengono modificate, la cosa è più grave). Si può provare a ripristinare il browser alle condizioni iniziali (tutti i browser hanno quest opzione).

Se queste semplici attività non risolvono potete provare con Combofix a vostro rischio e pericolo (nessuna responsabilità per lo scrivente). Occhio che la pagina di download di combofix è di per sè una trappola

Scaricare COmbofix

La giornata storta dell’informatico

L’ho imparato vivendo questo mondo, raramente un informatico è credente, raramente crede che se le cose funzionino correttamente ci sia un intervento divino e raramente è superstizioso. Anche se è certo del fatto che se una cosa può andar male, sicuramente lo farà. Per questo mette in pratica tutta una serie di meccanismi atti ad evitare che le cose possano andare male.

Poi ci sono le giornate come sabato. Qui ogni certezza cade e si apre una sensazione di terrore: “non è che davvero qualcuno/qualcosa può accedere dove la password di administrator la so solo io giusto per divertirsi ad incasinare tutto?”

Breve riepilogo (per voi se vi interessa, per me a memoria di questa giornata)

Sveglia alle 6 perché la fidanzata deve essere presto in stazione, controllatina alle mail e qui si rivela il primo segno. Una mail riporta: “Francesco, ma ci hanno hackerato il sito?” con un bellissimo screenshot allegato. Ti precipiti (passando dallo stato di assonnato allo stato di “ho già preso 6 caffè e ho più caffeina che sangue nelle vene” in circa due decimi di secondo) a verificare ed effettivamente è così. Sito defacciato, pupazzo che ride, musichetta di sottofondo. Un po’ te lo aspettavi, usando Joomla 1.5 e vari plugin non più supportati. Pazienza, rapida pulita, pagina di cortesia che stamattina non c’è tempo: il treno non aspetta e Torino Comics apre tra 3 ore.

A colazione finisci di controllare le mail, ci sono troppi allarmi di backup falliti, ma non è un cosa bloccante, la controllerai lunedì che c’è tutto il tempo (basta convincersi…)

Arrivi alla stazione, lasci la fidanzata, parcheggi l’auto e ti dirigi verso il centro, che così presto è vuoto e si fanno belle foto. Prendi il telefono e controlli la mail che ti è arrivata prima in auto. Il server critico e fondamentale dell’azienda per cui lavori ha deciso di bloccarsi. Fatturato a rischio. Ninete Tablet, nè PC per poter controllare. Avvisi chi di dovere “sono fuori non riesco ad intervenire subito” e ti dirigi verso l’auto.

Entri, ti siedi giri la chiave. Nulla accade, anzi, le lancette del tachimetro e contagiri iniziano a vibrare e il display si vede fioco fioco. Poi tutto sparisce. Batteria in corto.

Soprassiedo su tutte le brutte parole che mi sono passate per la mente.

Ti incammini verso casa, a piedi, avvisando l’azienda che il server starà spento per parecchio. Nel mentre chiami il meccanico (sono le 8:15 di sabato mattina) che risponde e ti dice che può intervenire.

Torni a casa (sudato marcio) vai dal meccanico, lo porti sul luogo del misfatto, lui ha il booster e l’auto parte. In officina cambia la batteria.

Mentre torni in officina una mail dice “il programma che hai sviluppato per noi e che gestisce tutto il nostro lavoro non funziona più“.

Dovevi andare a Torino Comics, invece chiami il cliente che ti dice “non sono in sede arrivo tra un po’”. Quindi vai a ritirare l’auto, torni a casa sfatto e aspetti la chiamata. Aspetti. Aspetti. Ti scocci di aspettare, entri nella doccia ed il cliente chiama. I due PC con Windows XP hanno deciso a loro insindacabile giudizio che l’accesso alle risorse di rete non è più funzionante. Mille test, ma non se ne esce. Nessuna soluzione trovata al momento.

Fine dei drammi per la mattinata. Riesci ad andare a Torino Comics con la metro senza che questa si fermi al buio a metà galleria. Sono soddisfazioni.

Riesci persino ad andare a prendere la fidanzata alla stazione senza che nessun treno deragli, dovrebbe essere finita…

Usare robocopy per copiare i profili di Windows 7 e 8

Il comando robocopy è molto comodo per copiare/spostare/sincronizzare intere cartelle. Lo uso spesso per spostare dati tra un PC e l’altro senza usare il comune drag&drop. ma da Windows 7 (non ho provato su Vista in effetti) nel profilo la cartella “App Data” ha dei punti di giunzione che puntano a sé stessa, questo genera un loop incredibile e rallenta la copia in maniera drammatica.

La soluzione è semplice: basta aggiungere l’opzione /XJ al comando di copia. Qui sotto un esempio di comando

robocopy C:\Users\[utente] [nuovo percorso] /e /r:0 /w:0 /xj

Dove

/e -> copia tutte le cartelle, anche quelle vuote
/r:0 /w:0 -> se un file ha un problema di accesso non riprova
/xj -> esclude i punti di giunzione

Se copiate un profilo di un utente riavviate il PC ed accedete con un utente diverso, onde evitare di trovare file bloccati. Fare solo il logoff non è sufficiente

Se avete Windows XP il comando robocopy non è presente nel sistema è necessario prenderlo da questo kit di comandi amministrativi e metterlo in C:\Windows

Nota importante: in nessun modo sono responsabile per danni fatti al Vs PC, ok?

Lo stai facendo sbagliato

Azienda con 200 persone, molte delle quali usano il PC per lavorare collegandosi ad un server dove è installato il gestionale. Se il server si ferma, possono tutti giocare al solitario, anche se è stato rimosso da tutti i PC.

Questo server, fondamentale per l’azienda ha indirizzo IP 192.168.1.1. Nessun problema, all’interno di una rete un IP vale l’altro. E invece no.

Il server smette di funzionare, ma risponde correttamente al PING. Come se tutte le connessioni fossero chiuse, nessuno lo raggiunge più. Vabbè, lo riavvii. Niente. non riesci a collegarti neanche per la gestione. Ti alambicchi il cervello e poi decidi di avviare il network scanner per capire quali porte sono rimaste chiuse sul server. Fai la scansione e ti accorgi che il nome del server “PRODUZIONE” è diventato “ALICEMODEM”.

ALICEMODEM. ALICEMODEM!!!! (parolacce a piacere a profusione)

Apri l’interfaccia web e in effetti un fantastico modem di Alice ti chiede la password di accesso. Scrivi “admin” ed entri.

Per i non avvezzi alle questioni di rete faccio una piccola spiegazione. In una rete gli indirizzi IP devono essere univoci, non è ammesso un indirizzo IP duplicato, se no i pacchetti di dati non sanno dove andare. Immaginate se vi dicessero di andare in via Roma 15 e il navigatore vi chiedesse “in via roma 15 o in via roma 15?” non sapreste dove andare. Altra nozione tecnica: solitamente i router che di mettono a casa per la connessione ad internet hanno indirizzo IP assegnato pari a 192.168.1.1. Avete fatto 1+1?

Ecco questo è il problema. Ma non il solo. Perché un normale router ha anche una funzione che si chiama “DHCP server“; quando un PC viene acceso lui si presenta in rete e chiede “che indirizzo devo utilizzare?” il DHCP server gli risponde “Usa questo indirizzo: 192.168.1.x” e il PC lo usa. Ma se i DHCP server in rete son due, chi assegnerà l’indirizzo? Il primo che capita. Quindi indirizzi duplicati in giro per tutta la rete.

Dove eravamo rimasti? Ah, sì, entrato con la password “admin”. Fatto accesso alle impostazioni di rete, cambiato l’indirizzo IP in uno completamente diverso tipo 192.168.252.15 e disabilitato il DHCP. Salvate le impostazioni e magicamente il server “PRODUZIONE” ha ripreso a funzionare.

L’idea di dare al server più importante dell’azienda l’indirizzo 192.168.1.1 non è stata proprio furba, ma se becco chi si è portato il proprio router di casa in azienda attaccandolo alla rete gli vorrei tanto riservare uno speciale trattamento.

 

L’ho comprato ed è mio. Invece no

Parliamo di materiale digitale ovviamente. la cosa mi sembra alquanto grave ed è bene sottolineare come si sta muovendo il mercato.

Nell’era pre-iTunes/amazon/etc se volevo compare musica, mi recavo in negozio, sceglievo il CD, pagavo e me lo portavo a casa. E’ mio! Che ci faccio se è mio? Lo ascolto milioni di volte, su qualunque dispositivo, anche lo stereo di un amico, lo posso prestare e in ogni caso, fino a quando non lo getterò via, il CD resterà nella mia collezione.

Adesso è più facile, basta aprire il programma, dare il numero di carta di credito e scegliere il CD (che non è più un CD) da scaricare. Pago, in pochi minuti lo scarico ed è mio! E invece… no. La “sottile differenza” è che non è mio, ma il venditore me ne concede l’uso in licenza, come se me lo noleggiasse a tempo indeterminato. ma se lo voglio prestare ad un amico non posso, non posso ascoltarlo in un dispositivo non registrato a nome mio e non potrò tenerlo per sempre nel mio scaffale digitale. perché se il venditore lo desidera, me ne può togliere il diritto d’uso ed io non lo avrò più. Senza avere i soldi indietro, ovviamente.

La stessa cosa vale per i libri, come venuto alla ribalta con il recente caso di Amazon che ha cancellato un account senza addurre motivazioni e, di fatto, cancellando tutti i libri comprati senza restituire i soldi spesi. Il caso in questione è fumoso e non chiarissimo, ma il concetto basilare è il seguente: Mi paghi, ti concedo di leggere il libro e, a mio insindacabile giudizio, posso toglierti il libro senza rimborso. E tu non potrai farci nulla.

E’ come dare le chiavi di casa al libraio, in modo che lui possa venire in qualsiasi momento in casa tua a riprendersi il libro. Paura?

Come fare per evitare tutto questo?

  1. Non compare più nulla di digitale e tornare al vecchio stile
  2. Comprare in digitale e togliere il DRM, che è il sistema che permette al venditore di riprendersi un file che ti ha ceduto in licenza.

Il secondo punto non è legale, che sia chiaro. Ma permette di mettersi al riparo dalla “restituzione forzata”

Download di un intero sito web via FTP

Questa è una necessità di chi gestisce più siti web e vuole periodicamente farne il download completo da tenere sul proprio PC. La soluzione facile è quella di scaricare Filezilla client, configurare la connessione e trascinare l’intero sito web sul proprio PC. Ma quando lo si deve/vuole fare ad intervalli regolari e per più di un sito web alla volta, questo può diventare noioso.

Ed ecco che arriva in nostro soccorso Wget, che fa esattamente quello che a noi serve da riga do comando, così da poter creare un bel file batch da lanciare (o schedulare) tutte le volte che vogliamo eseguire un download completo di un sito. Ovviamente dobbiamo disporre delle credenziali per l’accesso FTP, non lo si può fare per scaricare chessò, l’intero sito de La Stampa.

Scaricate (per Windows, o per il vostro sistema operativo) ed installate il programmino, è gratis ed open Source.

Ed ecco il comando da lanciare (il percorso è riferito ad un Windows 64bit):

"c:\program files (x86)\gnuwin32\bin\wget.exe" --ftp-user=[utente ftp] --ftp-password=[password ftp] -m ftp://[nome server ftp]/[cartella completa di cui fare il download]/* -X "/[cartella da escludere]/, /[cartella da escludere]/" -nv -o "[percorso e nome file di log]"

Qualche indicazione

[utente ftp] –> Utente fornito dal servizio di hosting per accedere all’area FTP
[password ftp] –> Password associata all’utente di cui sopra
[nome server ftp] –> Nome del server al quale collegarsi, di solito fornito dal provider, normalmente è “ftp.nomedominio.com”
[cartella completa di cui fare il download] –> cartella radice da cui parte il download. Ad esempio per aruba è  “www.nomedominio.estensione”, per alri servizi potrebbe essere “public_html”
[cartella da escludere] –> cartella della quale non si vuole che venga eseguito il download, percorso completo a partire dalla radice del dominio, ad esempio per Aruba “www.nomedominio.estensione/nonlasalvo”
[percorso e nome file di log] –> file locale nel quale verrà salvato il log del download, ad esempio “C:\log.txt”

A seconda di dove lanciate il comando verrà fatta in quella specifica locazione una cartella “ftp.nomesito.estensione” con tutto il download all’interno

Nella documentazione di Wget ci sono ovviamente altre milioni di opzioni ed impostazioni, è interessante, molto

Chi si è collegato al mio server TeamViewer 7?

Post tecnico e forse noioso, ma utile (almeno per me) se Google non dà i risultati sperati 🙂

Potrebbe capitare di avere la necessità di sapere qual è l’indirizzo IP della persona che si è connessa alla vostra sessione TeamViewer per i più disparati motivi, Io ci ho speso una giornata buona per capirlo (anche con l’aiuto del pubblico), qui la soluzione.

Andate a cercare il file di log TeamViewer7_Logfile.log nella cartella %programfiles%\TeamViewer\Version7

Adesso apritelo e cercate questa coppia di righe

CT32 CT.Receive.CMD_UDPPING From=AAAAAAAAA To=BBBBBBBBB L=80
CT32 GWT.CmdUDPPing.PunchReceived, a=DDD.DDD.DDD.DDD, p=12345

Nella riga c’è anche data e ora della connessione.

Avete trovato le seguenti informazioni:

  • AAAAAAAAA => Identificativo TeamViewer di chi si collega
  • BBBBBBBBB => Identificativo TeamViewer di chi fa da server (il vostro)
  • DDD.DDD.DDD.DDD => indirizzo IP pubblico di chi si sta connettendo

Ovviamente questo non è una prova per dire a qualcuno “sei stato tu!!”, ma può essere un buon punto di partenza per capire da dove proviene la connessione e poterlo usare in caso di necessità, associato a data ed ora. I provider hanno un log di tutti gli IP assegnati quando e a chi.

 

IBM TSM e restre mail da Exchange

Forse questo post è un po’ troppo tecnico, ma è più che altro un promemoria per me e per chi si imbatterà in questo problema

Problema

E’ necessario fare il restore di una casella di posta di Exchange su un file PST, salvata tramite IBM Tivoli Storage Manager con TDP for Exchange. Il restore procede correttamente e il file PST cresce fino ad arrivare a 2GB, poi non cresce più. Al termine del restore sono presenti 2 errori: ACN0151E e ACN5935W.

Soluzione

Il restore della mail su file PST con il TDP for Exchange ha un limite: il PST non può essere più grande di 2GB (vecchia struttura del PST, formato Outlook 2000), quindi l’unico modo per fare il restore è farlo direttamente sul server Exchange, magari su una casella di posta diversa da quella di origine, giusto per non incasinare le cose.

La casella di posta di destinazione deve però già essere sul server e deve essere stata sottoposta a backup almeno una volta. Crearla nuova per restorare direttamente su di essa non funzionerà.

Asus EEEbox PC, espadere la RAM

Il nettop Asus eeebox PC è un ottimo piccolo PC da usare per compiti poco gravosi, dove contano le dimansioni piccole, il bassissimo rumore e il bassissimo consumo. Solo che questo nettop viene solitamente venduto con 1GB di RAM, un po’ poco per qualunque tipo di applicazione ormai. Ne ho espansi quindici, portandoli a 2GB. Visto che per fare il primo ho dovuto “inventare” un po’ come fare. Vi propongo qui una piccola guida fotografica.

Ricordo sempre e comunque, che per qualsiasi danno provocato al PC in questione, la colpa sarà solo vostra e non mia. Se è tutto chiaro potete proseguire

Materiale necessario:

  • Cacciavite a stella piccolo
  • Cacciavite a taglio piccolo
  • Cacciavite grande (o qualunque cosa che vi possa permettere di fare leva)

Leggi tutto “Asus EEEbox PC, espadere la RAM”

Il riscatto per il mio HD

Nota molto bene: la procedura qui indicata, se eseguita male o se in condizioni diverse da quelle riportate nel post potrebbe portare alla perdita di tutti i vostri dati (e del sistema operativo) del vostro PC. Che sia chiaro, non è colpa mia!

Tutto chiaro del testo qui sopra? Sì? Bene, possiamo cominciare.

Situazione: accendi il PC e al posto di partire Windows si vede una sfilza di geroglifici (=caratteri ASCII a caso) in testo rosso e poi una piccola serie in verde. Il PC fa un “bip” dallo speaker interno. In alternativa compare un messaggio in formato testo, sempre in rosso, che dice che il vostro disco è bloccato e che verrà sbloccato solo dopo il pagamento di 100€.

Vi siete beccati un “ransomware”, in pratica qualcuno ha sequestrato il vostro disco fisso e non ve lo restiutirà dopo aver ricevito il pagamento, così voi pagate e siete sicuri che tutto tornerà come prima.  se se se…

Immagino che tutti voi abbiate un backup di tutti i vostri amati dati, in modo che nel momento del disastro siate pronti a perdre il disco, con la certezza di recuperare tutto ciò che vi serve. No? Ahi…

Fare il backup, giusto così per sicurezza:

  • Da un altro PC, scaricatevi una distribuzione “Live” di Linux, una qualsiasi, ad esempio questa
  • Masterizzate il file ISO su un CD
  • Fate partire il PC sequestrato con questo CD e attaccateci un disco USB abbastanza capiente da contenere tutti i vostri dati
  • Selezionate l’opzione “prova Linux da CD” e non “Installa Linux“, se no avete davvro perso tutto (ma avrete un nuovissimo sistema operativo Open Source sul PC!!)
  • Districandovi un po’ nel nuovo desktop che assomigia a Windows, ma è sensibilmente diverso, andate a carcare tuti i vostri dati sul disco di sistema e copiateli sul disco USB. Di solito salvare la cartella “disco\Document and Settings\[nome_utente]” (per XP) o “disco\Users\[nome_utente]”  (per Vista e Win 7) è un ottimo modo per salvare tutto, a meno che non abbiate messo i file su altri 2, 3 o 4 dischi fissi all’interno del PC. Dovete salvare solo i vostri dati che sono dentro al disco fisso in cui c’è la partizione C:

Spegnere il PC, backup fatto. Prima del recupero una messa in sicurezza:

  • Spegnete il PC e staccate il cavo della corrente
  • Toccate un oggetto metallico con messa a terra, giusto per non avere elettricità statica addosso
  • Aprite il PC e scollegate (cavo dati e cavo di alimentazione) tutti i dischi fissi, tranne quello su cui c’è il sistema operativo. Se avete più di un disco è facile che li abbiate aggiunti voi, quindi dovreste sapere quali sono

Adesso il recupero:

  • Procuratevi un Cd di installazione di Windows 7 (quello di XP, se avete un disco SATA, non riconoscerà tale disco)
  • Riavviate il PC con il DVD di Windows 7
  • Invece di fare “Installa” selezionate la voce “Ripara il mio computer
  • Dalla finestra successiva fare click su “prompt dei comandi” (o una cosa simile)
  • Arrivati al Prompt dare questo comando (attenzione agli spazi, non mettete la cosa tra parentesi, ovviamente
    • bootsect /nt60 c: /mbr (se avete Windows Vista o Windows 7)
    • bootsect /nt56 c: /mbr (se avete Windows XP)

Riavviate. Tutto è tornato a posto e il PC parte di nuovo, con tutti i vostri dati.

Il backup appena fatto tenetelo, che non si sa mai.

Perché non fare il backup appoggiandosi ad un secondo PC con Windows al quale attaccare il disco o con una Windows Live? Perché con la MBR rovinata, questi dischi non saranno visibili a Windows.

Spero di essere stato di aiuto. Se perdete dati o fate qualche pasticcio, tornate a rileggere le prime righe di questo post.

Ma è sfortuna?

Post aggiornato il 7/06/2010

Questo post lo potrei anche intitolare “Le avventure di un sistemista solitario

Chi è poco avvezzo al settore informatico non disperi, tornerò anche con post un po’ meno da tecnico/nerd, come ad esempio le recensioni dei ristoranti, appena trovo qualcuno con cui andare…

Leggi tutto “Ma è sfortuna?”

Le battute da informatici

Questo è un post che forse capiranno i soli addetti ai lavori, ma oggi ci ha permesso di farci 4 risate

IO: “Dobbiamo espandere una unità del $server che risiede sulla SAN”
Il Capo: “Visto che dobbiamo espandere una LUN, lo possiamo fare solo di Lunedì”
IO: “Ma visto che la LUN è sulla SAN, possiamo anche farlo di domenica”

Note per chi è interessato:

SAN: Storage Area Network, è un dispositivo pieno di Hard Disk, al quale sono collegati alcuni server che lo utilizzano come se fossero loro dischi locali
LUN: unità di una determinata dimensione che risiede su una parete della SAN ed è assegnata ad un server. Il server la vede come se fosse un disco interno.

Il diagramma dell’utente

Questo flow-chart è veramente geniale

Setup server DELL PowerEdge 2950 e PERC 6/i

Post tecnico per chi deve reinstallare un server DELL PowerEdge 2950 con controller RAID PERC 6/i.

Il CD bootabile per il setup fornito con il server è la versione 5.2 o precedente, anche se cercate sul sito della DELL con il vostro Service Tag si trova solo questa versione. Bene, la 5.2 non ha i drivers del controller RAID PERC 6/i e quindi all’avvio vi troverete davanti ad un desolante errore che vi dice che non ci sono i dischi per il setup anche se avete già creato e inizializzato i dischi sul controller.

Soluzione: andate sul sito dei download della DELL e, al posto di inserire il Service tag del vostro server, cercate per modelllo e scegliete il PowerEdge R900. Ora, nella sezione System Management cercate la voce CD ISO – DELL System Build and Update Utility e scaricate il file. Vi chiederà un Service Tag, mettetene uno valido qualsiasi, anche se non è di un R900.

Masterizzate e via con il setup!

La segnalazione è riportata da una chiamata fatta al supporto tecnico Gold di DELL.

Ovviamente era tutto troppo facile, se volete anche installare il sistema “Open Manage” vi verrà richiesto il disco con la versione 5.3, la ISO non è disponibile per il download, pertanto non spuntate la voce per il setup di Open manage, ma installatelo dopo aver terminato il setup di Windows

La velocità di download dal sito DELL è qualcosa di devastante, tanto è lenta…

Come far impazzire l’amministratore di rete

E’ semplice, molto semplice:

  • Procuratevi un cavo di rete sufficientemente lungo
  • Cercate due prese di rete libere
  • Collegate i due capi del cavo alle due prese
  • La rete non funzionerà più.
  • Esprimete gli utlimi desideri perchè sarete presto uccisi con una morte lenta e dolorosa dall’amministratore di rete che vi scoprirà. Per beccarvi forse ci vorrà un po’ di tempo, ma state certi che verrete scoperti.

Questo è un modo ironico per dire che “non si gioca con i dannati cavi di rete!!

La stastiera è difettosa

Un utente oggi ha lasciato questo messaggio sul nostro sistema di gestione chiamate:

Bungirn, la tastiera del mi Pc nn ne vule sapere (cme ptete leggere) di scrivere la lettera “. H prvat a tgliere il tast, pulire…ma niente da fare. Ptete fare qualcsa? P.S: nelle mails inviate a clienti/esterni dev fare cpia e inclla per nn apparire analfabeta! Grazie mlte

Credo di aver riso per un quarto d’ora di fila…

Eppi birdai tu iuuu!

Tetris
Tetris

Nel 1985 nasceva IL videogioco, nessun gioco è mai stato meglio (almeno per me). Grafica semplice, meccanismo ancora più semplice e difficoltà che da facilissima arriva ad impossibile.

Sto parlando di Tetris, nato da quel genio di Aleksej Pazitnov.

Buon compleanno al videogioco che ho utilizzato su tutte le piattaforma informatiche con cui ho avuto a che fare (Da Win 3.1 a WIn Vista, Game Boy, Nintendo DS, Linux, iPod, …)